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Basta dumping, ma per davvero

L’iniziativa „Basta con il dumping salariale in Ticino“ lanciata dal Movimento per il socialismo è eccessiva. Per il costo di ben 10 milioni annui destinati ad assumere un esercito di nuovi funzionari, ma non solo. Vi sono infatti, tra i vari elementi, anche oneri burocratici a non finire per le imprese e per lo Stato nonché una pericolosa delegittimazione del ruolo del partenariato sociale, un modello di successo apprezzato e invidiato all’esterno dei confini elvetici. Tutto questo senza tener minimamente conto di quanto negli anni sia già stato attuato per migliorare la sorveglianza del mercato del lavoro. In poche parole tanti milioni e spesi anche male.

Dall’altra parte vi è invece il controprogetto, elaborato condividendo le preoccupazioni dell’iniziativa ma al fine di contrastare le distorsioni in modo realmente efficace. L’obiettivo non è solo quello di aumentare la quantità dei controlli, ma anche e soprattuto la loro qualità, agendo miratamente dove un miglioramento è davvero necessario. Inoltre valorizza e professionalizza diversi attori preposti alla sorveglianza del mercato del lavoro quali le commissioni tripartite e paritetiche, senza creare doppioni inutili ma onerosi. È immediatamente applicabile sulla base delle competenze e esperienze già acquisite perché completa l’attuale sistema. Ed è pure sostenibile finanziariamente, poiché vi sono destinati 10 milioni sull’arco di quattro anni.

Ma com’è la situazione attuale? Naturalmente è nell’interesse degli iniziativisti inventarsi di tutto e di più per sostenere la necessità di stravolgere il sistema. Ma forse, anzi decisamente, il sistema attuale non proprio tutto da buttare. Non dimentichiamoci infatti che già oggi il Ticino è il Cantone con il maggior numero di controlli: il 24% dei datori viene controllato annualmente a fronte di una media Svizzera del 5%, ma siamo i primi anche in termini assoluti. Con il controprogetto si va pertanto ad affinare un sistema che in caso di abusi ha già introdotto 16 contratti normali di lavoro per porre dei minimi salariali.

Tuttavia si può sempre fare meglio. Spendere è però facile, è più difficile spendere bene e miratamente. Ma in un periodo non facile per le finanze cantonali ciò è anche d’obbligo. Sosteniamo quindi il controprogetto per combattere davvero il dumping.