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«I giovani in politica hanno molto da dare» — Intervista

Bellinzona: Fabio Käppeli a ruota libera sulla decisione di non ricandidarsi al Gran Consiglio, sulla volontà di far bene per la “mia città”, sulle finanze che non consentono “miracoli” e sulla capitale che verrà.

Con i suoi 27 anni Fabio Käppeli è il municipale più giovane delle città ticinesi. La sua carriera politica è stata un crescendo, a livello sia cantonale sia comunale. Il prossimo aprile non difenderà il seggio in Gran Consiglio. Una decisione motivata con il fatto, come ci spiega nell’intervista, di volersi concentrare appieno sullo sviluppo di Bellinzona di cui è capodicastero Finanze, economia e sport dall’aprile 2021.

Testo tratto da Cdt.ch.

 

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«Per giovani, anziani e famiglie si può fare ancora di più» — Intervista

Primo confronto, in vista dell’appuntamento con le urne del 18 aprile, tra i candidati in corsa per il Municipio della Città. Politica giovanile, conciliabilità lavoro-famiglia e gestione delle case per anziani comunali. Sono questi tre dei temi affrontati nel primo dibattito elettorale tra i candidati in corsa per un seggio in seno al Municipio di Bellinzona: sollecitati dalle domande del CdT, concordano che molto si è fatto in questi ultimi anni per rispondere alle necessità dei nuclei familiari nei quali entrambi i genitori sono impegnati professionalmente.

 

1. Quali strumenti dovrà avere a disposizione il futuro operatore di prossimità per combattere il crescente disagio giovanile?

L’educatore di strada è previsto per tutta la popolazione, non solo per i giovani, ma ciò che è più importante è che sia flessibile e presente sul territorio, senza avere orari fissi come gli altri funzionari. Ritengo poi che chi assumerà questo incarico, o meglio i due operatori al 50%, come prima cosa debbano andare a “rubare il mestiere” per qualche settimana a Ginevra o Losanna, città con realtà consolidate in questo ambito.

2. Ciò che manca in città e un centro giovanile o una politica chiara in questo ambito?

A Bellinzona manca soprattutto un’attenzione ai giovani e alle loro necessità. Fatta eccezione per il periodo attuale, dispiace che nell’ultimo decennio siano stati praticamente azzerati il divertimento e le possibilità di aggregazione, che rimangono importanti per la qualità di vita, il turismo e l’economia, e non solo per i giovani. Ben inteso, non deve fare tutto la Città, che spesso nemmeno saprebbe rispondere a queste esigenze, ma basterebbe sostenga o anche solo permetta qualche iniziativa proveniente dai privati o dai quartieri. Lasciamo vivere questa Città! La questione degli spazi è solo un elemento, da valutare bene. Se per i più giovani potrebbe essere interessante un centro giovanile, ai più grandi potrebbe invece andare stretto. Ciò non toglie che tutte le categorie necessitano di spazi in cui incontrarsi spontaneamente e che sentano propri. Questi possono anche mutare rapidamente nel tempo: un anno fa ad esempio era piazza Collegiata, che già dimostra lacune evidenti.

3. Quanto attuato negli ultimi anni per la conciliabilità lavoro-famiglia è sufficiente?

Si sta procedendo bene, ma il margine di miglioramento rimane ampio. Penso ai centri extra-scolastici che andrebbero distribuiti meglio sul territorio, generalizzando in tutti i quartieri la possibilità di far capo a mense e servizi pre e dopo scuola.

4. Un unico direttore per le quattro strutture comunali per anziani è sufficiente alla luce di quanto si è verificato in particolare a Sementina?

Pur non essendo direttamente coinvolto, per motivi professionali legati all’inchiesta in corso non ritengo opportuno rispondere a questa domanda.

 

Pagina intervista CdT comunali 2021

 

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«Due chiacchiere con Fabio Käppeli» – Intervista a distanza

“La crisi del Covid-19 ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione. Ne parliamo in queste “Due chiacchiere” con il granconsigliere PLRT Fabio Käppeli. Tra scuola, amministrazione pubblica e investimenti strutturali.”

 

 

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«Casa e movida da conciliare» – Intervista

Diverse convergenze tra i candidati al Municipio di Bellinzona a confronto sulle politiche giovanili. «I ragazzi hanno bisogno di spazi in cui incontrarsi spontaneamente» – «La riconversione delle Officine l’occasione per far vivere la città ogni giorno»

Video intervista Corriere del Ticino

giornale intervista cdt

 

Bellinzona può essere una città per giovani? Come favorire un’animazione più vicina ai loro interessi? Il Comune fa abbastanza? Intorno a questi quesiti è ruotato il quarto duello elettorale della redazione cittadina del CdT intitolati «Cotti in 15 minuti», quello tra i candidati a un seggio nell’Esecutivo Lisa Boscolo, dell’Unità di sinistra, e Fabio Käppeli, del PLR, entrambi domiciliati nella capitale e consiglieri comunali in carica, entrambi 24.enni. Numerose le ricette scaturite, e una filosofia condivisa: i giovani hanno bisogno di spazi in cui incontrarsi spontaneamente, come dimostra il caso di piazza Collegiata; e la città deve imparare a far convivere gli interessi residenziali con quelli dell’animazione. In questo senso, è stato detto, la riconversione del quartiere delle Officine FFS una volta che lo stabilimento avrà «traslocato» a Castione sarà una grande opportunità. «Abbiamo un’occasione forse unica in Svizzera ovvero di quella di pianificare da zero una zona centrale come quella delle attuali Officine», ha detto Fabio Käppeli. Lì intravede la possibilità di «conciliare bar, ristoranti e locali notturni con uffici e attività diurne: la movida deve esserci anche nelle sere in settimane e la domenica». Due interessi, quello residenziale e quello della «movida», che devono essere conciliabili anche secondo Lisa Boscolo. «La città sta effettivamente decollando e il sedime delle Officine potrebbe cambiare Bellinzona. Va detto che un importante fattore di qualità di vita è quello di aggregarsi e divertirsi, quindi forzatamente dobbiamo conciliare la vita residenziale con il diritto di passare del tempo insieme: bisogna dunque sostenere, in centro ma non solo, tutti quegli esercenti che con coraggio continuano a portare avanti delle serate musicali e non solo, comunicando con i cittadini: dobbiamo far vivere questa città mettendo da parte multe, sanzioni e lamentele».

 

Di Simone Berti – Corriere del Ticino, 2 marzo 2020

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«Sano confronto sui temi» – Intervista

Il giovane deputato Fabio Käppeli ci parla di come si mantiene l’ordine nelle discussioni in Parlamento

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Come organizzi il tempo tra lo studio e la carriera politica?

Attualmente sto terminando gli studi in diritto all’università di Lucerna e sono deputato al Gran Consiglio; inoltre ricopro il ruolo di capogruppo del mio partito, il PLR, nel Consiglio comunale della città di Bellinzona. Trovare il giusto equilibrio per conciliare al meglio studi e vita politica non è affatto semplice, poiché sono due attività irregolari e studiare richiede determinazione e costanza. Mantenere la concentrazione non è sempre evidente quando svolgi più attività e hai tanti pensieri per la testa. Durante il semestre mi dedico un po’ di più alla politica in Ticino e sono quindi meno presente a Lucerna, cercando di non perdere troppe lezioni; trascorro invece più tempo oltre Gottardo con l’avvicinarsi della sessione di esami. Sono stato eletto in Gran Consiglio lo stesso anno che ho iniziato l’Università e ora sto terminando il master. Posso quindi dire che fino ad ora sono riuscito a organizzarmi, senza perdere di vista i miei obiettivi.

All’interno del Gran Consiglio esistono delle regole da rispettare per esprimere le proprie opinioni?

In aula le discussioni avvengono in modo strutturato: i deputati possono esporre gli argomenti a favore delle loro tesi soltanto quando il Presidente dà loro la parola. Ovviamente si auspica un atteggiamento corretto da parte di ogni membro, anche quando i dibattiti si animano divenendo molto accesi.

Ti è mai capitato di assistere a discussioni che oltrepassino i limiti del rispetto?

Ogni tanto accade, fortunatamente non troppo spesso. Alcuni deputati sono più spontanei e può succedere che si facciano trasportare dal discorso, lanciando qualche frecciatina. Comunque, terminate le discussioni nei corridoi si torna alla cordialità. È importante che il confronto rimanga sui temi, senza attaccare le persone. Mi infastidiscono molto gli attacchi nei confronti di persone che non siedono in Parlamento e che quindi non possono intervenire per difendersi. Non mi sembra corretto. A loro favore potrebbe replicare qualcuno dei presenti, ma non è scontato.

In questi casi chi interviene per placare gli animi e in che modo?

Se la discussione in aula dovesse degenerare, la legge prevede alcune possibilità di intervento: il richiamo all’ordine spetta al Presidente del Gran Consiglio, che ha pure la facoltà di allontanare coloro che perseverano nel disturbare l’ordine delle sedute o assumono un comportamento sgarbato. Esiste anche l’immunità parlamentare – cioè è escluso il perseguimento penale – limitatamente all’esercizio della funzione e per quanto riguarda la diffamazione. In questi limiti, a mio modo di vedere, essa rappresenta un aspetto positivo, al fine di potersi esprimere più liberamente ed evitare il rischio di inibire il dibattito su certi temi. L’immunità non è infatti assoluta e potrebbe anche essere tolta su decisione dello stesso Gran Consiglio. Tuttavia non ricordo che essa sia mai stata utilizzata.

 

Di Giona Segàt – L’Universo, 15 gennaio 2020

 

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«Manie e hobby» – Intervista

Prosegue la serie di servizi sulle manie di alcuni deputati in Gran Consiglio. Dopo che l’ecologista Tamara Merlo ha aperto le danze, è il turno dei piccoli segreti che il deputato del PLR Fabio Käppeli nasconde nelle pieghe della sua quotidianità. Dall’estrema cura per i libri dell’università alla cucina dove a farla da padrone non sono le ricette bensì l’improvvisazione.

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Educato e distinto, il giovane parlamentare del Partito liberale radicale si presenta in redazione con qualche minuto di ritardo, forse perché ancora in ottica universitaria, dove il quarto d’ora accademico regna sovrano in avvio alle lezioni. E poi diciamolo, a meno che qualcuno abbia la fissazione della puntualità un minuto in più o in meno non ha mai ucciso nessuno. La sessione d’esami per gli studenti di diritto che come lui frequentano l’Università di Lucerna è terminata solo da qualche giorno e il nostro protagonista porta addosso ancora i segni della tensione: «Quando sono nervoso e agitato mordo e stacco le pellicine delle unghie, non riesco a farne a meno, guarda qui» dice mostrando le mani.

E così, prima di deviare dal contesto scolastico, Käppeli ci svela qualche piccola fissazione che ha notato nelle scorse settimane durante lo studio. Una di queste si collega a una sorta di sentimento reverenziale nei confronti dei libri, utilizzati sì come strumento di lavoro, ma da trattare con molta cura. «Assolutamente non prendo appunti sui testi e nemmeno sottolineo o evidenzio qualcosa. Quello lo faccio solo sui miei appunti che invece pasticcio con mille colori per farmi entrare in testa i concetti». Un’attenzione e un rispetto per i testi che non si ferma qui: «Mi disturbano gli angolini alle pagine, li trovo anti-estetici – afferma sorridendo – beh lo riconosco, si tratta di una fissazione».

Ma non solo serietà e precisione contraddistinguono il granconsigliere del PLR, anzi. Ogni tanto non disdegna fare qualche piccolo scherzetto a parenti o amici: «Talvolta quando trovo un libro con il bordo della copertina utilizzato come segnalibro, lo sfilo senza mettere nient’altro al suo posto, d’altronde non è quella la sua funzione», osserva ironico. «Ma ho anche il pallino per la grafica e la scelta dei colori per i volantini o le piccole pubblicazioni che ogni tanto preparo. Mi piace ci sia armonia e che i colori siano pochi e non cozzino tra loro», confessa. Un’attenzione al dettaglio che non rimane circoscritta al solo ambito grafico: «Per esempio non sopporto i quadri storti, se nessuno mi vede li raddrizzo. E quando leggo il giornale, noto subito se ci sono doppi spazi o errori di battitura».

Un pizzico di sale, no forse tre

«Ho la tendenza a esagerare. Non cucino quasi mai, ma quando lo faccio tendo sempre ad abbondare con le quantità degli ingredienti, così il risultato non è mai dei migliori». Un’inclinazione questa che sfiora la mania e che si riversa anche su altri aspetti della quotidianità di Käppeli. Come il fatto di esagerare con il deodorante, «sempre per il dubbio di non averne messo abbastanza, preferisco aggiungerne ancora». E poi sornione aggiunge: «Sicuramente però non esagero con lo studio».

Chiacchierando poi dei suoi colleghi in Gran Consiglio, si scopre che ad avere la mania dell’esagerazione è anche il deputato PPD Giorgio Fonio, che però declina in altri termini: «È incredibile, quando andiamo in trasferta con la squadra di calcio del Gran Consiglio posta in continuazione su Facebook, video e non solo. Un po’ lo invidio perché anch’io vorrei essere più attivo sui social, ma proprio non mi riesce». Restando ai lavori a Palazzo delle Orsoline, Käppeli cita anche il deputato della Lega Giancarlo Seitz, che apprezza per la particolarità dei suoi interventi: «Porta sempre degli aneddoti che riescono a essere efficaci e rappresentativi dell’opinione che sta esprimendo».

Più sveglie per alzarsi

Le giornate di Käppeli non iniziano in maniera propriamente tranquilla: «Ho la fissazione di puntare 300 sveglie diverse per essere sicuro di alzarmi davvero. E tutte suonano a distanza di pochi minuti e in un lasso di tempo di un’ora circa. Un’abitudine che come puoi immaginare fa impazzire chi vive con me». E poi ammette: «Capita che io le perda comunque tutte e mi riaddormenti».

Ma questa non è l’unica abitudine imprescindibile che contraddistingue le sue mattine. Il parlamentare infatti non esce di casa se «i capelli non sono a posto, insomma mi devono piacere».

Specchi rotti e peperoncino

Nessuna superstizione o credenza popolare ad ogni modo condiziona le giornate di Käppeli, che non si lascia turbare dai vari gatti neri, dai venerdì 13 o dagli specchi rotti. Se per sbaglio versa un po’ di sale, non lo butta dietro le spalle e «ogni tanto la mia ragazza me lo fa notare. Forse è per questo che non vinco mai alle lotterie. O forse pesano tutti gli specchi che ho rotto finora» racconta ironico. Passando accanto a un prato di trifogli il nostro parlamentare non lancia nemmeno un’occhiata: «Figurati, sarebbe una battaglia persa, ti ricordo gli specchi e il sale» ribatte.

Però non sventola sempre la bandiera della razionalità in casa Käppeli, che ogni tanto si abbandona a qualche atteggiamento scaramantico, ma sempre con poca convinzione: «Un’amica mi aveva regalato una coccinella e dei peperoncini che per molto tempo ho portato con me, li tenevo insieme alle chiavi. Dovevano portarmi fortuna durante gli esami e hanno funzionato» conclude ammiccante e, dopo essersi versato dell’acqua, comincia a grattare l’etichetta della bottiglietta che ha trovato sul tavolo. Il tempo di prendere coscienza di quello che sta facendo e commenta: «Ah sì, spesso mi capita di strappare la carta intorno alle bottiglie delle acque minerali. Sul retro ci sono i concorsi da fare e a volte partecipo. Ma indovina un po’? Non vinco mai».

 

Corriere del Ticino, 18 agosto 2018.

 

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“Giovani volti per una nuova Bellinzona” — Intervista

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Mi chiamo Fabio Käppeli e ho 22 anni. La mia vita si divide fra Bellinzona e Lucerna, dove studio diritto, visti i numerosi impegni legati all’attività in Gran Consiglio.

Com’è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

Lewis Carroll ha detto che “uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”. La passione per la “cosa pubblica” è nata tra i banchi di scuola, dove oltre a rappresentare e organizzare attività per tutti gli studenti ho cominciato a difendere la mia opinione e i miei ideali. La mia prima raccolta firme è avvenuta in quarta media quando con il Consiglio degli allievi sono stato primo firmatario di una petizione che con oltre 600 sottoscrizioni chiedeva uno studio di fattibilità per valutare l’installazione di pannelli solari sul tetto della scuola.

Ora noi Bellinzonesi ci stiamo affacciando sulla nascita di un nuovo Comune: una sfida stimolante che sono pronto a cogliere con coraggio e motivazione. Alla Nuova Bellinzona saranno richieste visioni, concretezza e voglia di collaborare. Tre elementi che uniscono la passione che custodisco per il nostro Cantone e il nostro nuovo Comune. Eccomi pronto a mettermi di nuovo in gioco. Per ogni Bellinzonese!

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

La digitalizzazione e i social sono certamente d’aiuto, come pure gli articoli sui giornali. Però, ed è la cosa più bella in una campagna elettorale, il contatto umano rimane fondamentale e bisogna quindi consumare la suola delle scarpe.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Dalla mia esperienza in Gran Consiglio dico che la collaborazione è ottima, dipende dalle persone e non dall’età. La prospettiva con cui si vedono le cose è inevitabilmente diversa, averne molte è una ricchezza, motivo per cui ci vuole il giusto mix. Come giovani abbiamo poi molto da imparare ed è positivo poter avere dei punti di riferimento cui “rubare” pillole di esperienza.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Sono già spesso a Bellinzona e partecipare quindi non sarà un problema o tornerei comunque volentieri anche per adempiere il ruolo di Consigliere Comunale, e AlpTransit mi sarà anche in questo caso di grande aiuto! Tuttavia non sottovaluto di certo l’impegno: dovrei valutare, ma eventualmente posso ridurre le commissioni in cui sono attivo in seno al legislativo cantonale.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

C’è una nuova realtà da costruire e all’inizio certamente non sarà facile. Bisogna rispettare e valorizzare le specificità locali e mirare al bene comune: è questa la missione della politica comunale.

Cito sei sfide a mio avviso molto importanti:

  • Prossimità: attenzione ai bisogni dei cittadini di ogni quartiere;
  • Dinamismo: un’amministrazione comunale efficiente da subito;
  • Sviluppo: una città con progetti concreti e che promuova e attiri posti di lavoro;
  • Sicurezza: una polizia comunale presente e vicina;
  • Ricerca: una formazione di qualità e un polo di ricerca d’avanguardia;
  • Mobilità: trasporti efficienti per un territorio armonioso.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Naturalmente se eletto vorrò e mi impegnerò per rappresentare le cittadine e i cittadini di tutta la Nuova Bellinzona, indipendente dal quartiere di residenza. Come detto all’inizio non sarà facile, ma l’unica certezza è che il futuro della Nuova Bellinzona lo costruiamo insieme, anzitutto partecipando all’importante appuntamento elettorale del 2 aprile prossimo! E i benefici più grandi saranno per le future generazioni.

Intervista pubblicata su tink.ch.

 

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«GLRT graffia: i numeri parlano chiaro, il miglior movimento giovanile cantonale siamo noi» — Intervista

BELLINZONA – Malgrado gli ottimi risultati ottenuti ad aprile alle elezioni cantonali dai propri esponenti, i Giovani liberali radicali (GLRT) a differenza di altri movimenti giovanili legati ai partiti non hanno presentato nessuna lista “in proprio” per le elezioni federali. Al presidente Fabio Käppeli abbiamo chiesto di fare una valutazione delle federali, ma non appena lo contattiamo se la prende con Umberto Gatti, co-presidente di Generazione Giovani. «Loro sarebbero il miglior movimento giovanile?», e sorride. «Un po’di modestia non fa mai male. I numeri parlano a nostro favore, visti i successi con il referendum (sulle tasse di circolazione, ndr.) da record che ha raccolto quasi il doppio delle 7’000 firme necessarie e la successiva votazione, sostenuti da ben 2 cittadini su 3! Ma abbiamo fatto anche diverse raccolte firme in passato che stanno portando i loro frutti, poi ci sono le recenti cantonali, oltre alle comunali… ma lascio giudicare ai lettori».

Però voi alle federali non c’eravate… .

«Noi non avevamo una lista, per scelta. Siamo soddisfatti di quanto ottenuto dai giovani alle cantonali, con sei rappresentanti in Gran Consiglio, e con quattro giovani in lista per il Consiglio di Stato. Il nostro partito crede nei giovani e nel rinnovamento, ed è stata una strategia vincente. Il rinnovamento è stato portato avanti anche alle federali, con meno ringiovanimento ma con volti nuovi, dove molti erano già attivi a livello comunale ma nuovi sulla scena cantonale».

Diceva che non avete schierato una lista per scelta, come mai?

«Abbiamo fatto le nostre riflessioni e abbiamo ritenuto che un candidato su una lista giovanile non avrebbe avuto chance, dunque preferivamo proseguire sulla linea dei giovani competenti e di qualità, pronti per assumere la carica di consigliere nazionale, sulla lista PLR. Mettere dei giovani solo per portare voti al partito può essere rischioso e strumentale, ci vuole un grande impegno in campagna e si rischia di avere risultati non eccellenti. Spingiamo dove c’è possibilità di entrare. Se per gli altri l’operazione è riuscita, buon per loro, ma i nostri hanno ottenuto risultato migliori. E faccio notare a Gatti come il PLR è di centro, non spostato a destra, e porta soluzioni concrete!».

Bühler e Gatti hanno sottolineato come i giovani che hanno votato per loro magari diversamente non sarebbero andati alle urne, concorda?

«Non ne sono convinto, alla fine a contare sono i temi che si affrontano. Anche qualcuno non così giovane può affrontare quelli che stanno a cuore ai giovani. Il PPD con tutte le sue liste ha tenuto i risultati di quattro anni fa, il PLR ce l’ha fatta correndo da solo. Tra le varie liste chi ha avuto la possibilità di farsi vedere, ovvero la GISO, ha chiesto e ottenuto diversi spazi in radio e tv per non fare solo le comparse ma avere un ruolo attivo, diversamente da Generazione Giovani. Il PS ha fatto uno sforzo in questo senso, e la loro lista giovane ha fatto la campagna più attiva».

Col senno di poi e visti i risultati degli altri, siete pentiti della vostra decisione?

«Non ci pentiamo, ci vogliono tempo e impegno per far bene ed è stato un anno impegnativo tra raccolte firme e elezioni cantonali su cui ci siamo focalizzati bene, avendo concrete possibilità. In Gran Consiglio abbiamo più deputati della Destra e gli stessi dei Verdi… . Il nostro partito crede nei giovani e lo ha dimostrato a più riprese: qualche anno fa si è sfiorata la presidenza con Nicola Pini, ora vicepresidente, e come capogruppo è stato scelto Alex Farinelli. Un giovane che si mette a disposizione avrebbe quindi avuto chiaramente più chance di farcela sulla lista del PLR, dunque giusto candidarsi lì».

Qual’è in generale la sua impressione su quanto scaturito dalle urne?

«Per il PLR è stato positivo aver aumentato il numero di schede. Meno invece il gande numero di panachage che in termini di voti ci ha fatto perdere qualcosa, bisogna capire come mai. La scheda secca è stata usata solo da 4 PLR su 10, a fronte di un UDC su 2 e quasi 6 leghisti su 10. Dobbiamo riflettere, ma ritengo sia proprio una differenza di elettorato. Personalmente mi aspettavo che vi fosse uno spostamento dei voti dei Verdi verso il PS, invece la parte pro Savoia ha votato Lega e UDC».

Intervista pubblicata su ticinolibero.ch.

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«Omosessualità, pornografia, masturbazione… e religione» — Intervista

A confronto sul nuovo manuale di educazione sessuale

BELLINZONA – Fabio Käppeli, granconsigliere e presidente di GLRT, tiene a precisare come, secondo lui, questo non sia un tema politico. «Il manuale è stato redatto da persone esperte, che conoscono la materia e come meglio trasmetterla a ragazzi di quell’età. Ritengo che sia comunque all’acqua di rose, nulla di scandaloso o di cui preoccuparsi, anzi penso, da ciò che ho potuto leggere, che sia fatto molto bene. La sua stampa non deve essere in alcun modo fermata, come era stato chiesto». Agustoni, dunque, ha sbagliato con la sua interrogazione? «Loro (i PPD, ndr.) vogliono tematizzarlo per profilarsi, ma ormai mancano una ventina di giorni alle federali. Mi auguro non si finisca per parlarne in Gran Consiglio… . Se divenisse un argomento politico, difenderei la posizione del Dipartimento».

Secondo Käppeli si starebbe strumentalizzando il tema. «Non solo questo, anche altri argomenti. Sono invece aspetti fondamentali di cui la scuola deve parlare, anche solo facendo ordine fra nozioni che gli allievi hanno, aiutarli a conoscerle in modo corretto. Ed è eccessivo dire che il manuale consiglia l’aborto, perché non è l’unica soluzione che viene proposta ma tratta questo e altri temi in modo corretto. È stato elaborato, ripeto, da esperti e non da politici, ed è una polemica sterile».

Quindi «è giusto che la scuola faccia un po’di ordine nelle informazioni che i ragazzi hanno già e da diverso tempo», prosegue Käppeli, rispondendo a chi pensa che l’educazione sessuale debba essere impartita solo dalla famiglia. «Temi come omosessualità, pornografia e masturbazione devono rientrare nell’argomento. Da alcune parti c’è proprio la volontà di escludere tematiche come identità di genere o orientamento sessuale. Mescolando le religioni con l’educazione sessuale, entriamo in un ambito pericoloso, perché non dimentichiamo che per alcuni gli omosessuali possono essere condannati alla pena di morte. Sono argomenti che vanno trattati, e da quanto ho visto non c’è nulla di scabroso».

Intervista tratta da ticinolibero.ch.

 

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«PLR: Quindici anni di radicali cambiamenti» — Intervista

Tre lustri separano l’ingresso in Parlamento di Franco Celio e Fabio Käppeli – Cambia il modo di pensar la politica. Fra i due è scontro sullo strumento del referendum – Divergente pure il genere d’ammirazione per Rocco Cattaneo.

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Perché gli over 50 giovano alla politica?

«Perché senza dubbio significa avere qualche anno d’esperienza alle spalle. E per un giovane come me ciò si traduce in punti di riferimento ai quali rubare pillole di saggezza. Inevitabilmente le prospettive sono differenti, ma da questo giusto mix la politica può solo trarre beneficio».

Quale contributo possono fornire invece le nuove leve?

«I volti nuovi possono portare una ventata d’aria fresca, nuove idee e, magari, permettere di superare futili litigiosità trascinatesi in Parlamento da tempo. Più in generale gli over 50 contribuiscono a una politica più riflessiva, mentre noi giovani siamo più audaci e frizzanti».

Quale consiglio politico vorrebbe dare al suo collega?

«Noto che Franco Celio ha avuto alcune rimostranze verso il ricorso al referendum anche in casa PLR, ritenendolo estraneo agli usi tradizionali del partito. Ecco, forse da parte sua non è stato colto a pieno il cambiamento generato dalla perdita della maggioranza relativa in Governo. Uno scenario, questo, che ha cambiato le carte in tavola e che rende più che legittima una raccolta firme. E non è vero che con il referendum sugli ecoincentivi s’è voluto screditare lo Stato mettendosi a servizio dell’UDC (vedi la risposta 3 di Celio, ndr). Proprio perché lo Stato ci sta a cuore vogliamo che spenda nel migliore dei modi e per misure realmente utili».

Che risultato otterrà il suo partito alle federali?

«Ottenere il terzo seggio al Nazionale è possibile, ma non facile viste anche le congiunzioni altrui. Credo comunque che il partito possa seguire la crescita registrata un po’ in tutta la Svizzera. Il liberalismo sta tornando in auge e chi lavora seriamente e a lungo termine viene premiato».

Descriva il presidente del suo partito.

«Rocco ha pedalato tanto. Dopo un normale periodo di apprendistato, ha ingranato e i risultati si sono visti: il partito è tornato a crescere. Con il suo pragmatismo e arrivando da “fuori” ha favorito il rinnovamento, puntando con coraggio sui giovani e vincendo la scommessa».

Se dico “frontalieri” a che cosa pensa?

«Al Bussenghi e al Bernasconi della serie “Frontaliers”, che non mi sembra piacciano molto al collega Celio che intravedeva nel lavoratore italiano il civilizzatore e nella guardia di confine ticinese il sottosviluppato. Scherzi a parte, il frontaliere è una risorsa necessaria per il cantone, ma diventa un problema se sfocia nei fenomeni della sostituzione e del dumping. Non ci sono ricette miracolose, ma si potrebbe iniziare intervenendo sulla fiscalità dei frontalieri, eliminando il relativo accordo del 1974 che vieta la doppia imposizione in Svizzera e in Italia».

Presenti due misure per ridurre il deficit cantonale: una alla voce entrate e una alla voce uscite.

«Prima di tutto il Governo deve cercare di contenere la spesa, dove il margine di manovra è ampio. E in tal senso fatico a capire perché, nonostante si sia indicato chiaramente dove spendere meglio, non ci sia la volontà d’agire. Mi riferisco, nell’ambito dei sussidi di cassa malati, al calcolo del premio medio di riferimento basato sul modello del medico di famiglia che permetterebbe allo Stato di risparmiare milioni senza chiedere sacrifici. Sul fronte delle entrate invece il mio aiuto non serve; il Governo ha già dimostrato di ricorrervi troppo facilmente, ma non è il momento di ridurre il potere d’acquisto dei cittadini».

Quale atto parlamentare mira a presentare in questa legislatura?

«Mi sta a cuore il mondo della scuola, in quanto studente e membro della speciale commissione. A livello parlamentare mi batterò dunque, pensando alla riforma “La scuola che verrà”, per un servizio forte e di qualità e non votato all’egualitarismo indistinto e ideologico che altri vorrebbero: come partito non vogliamo un livellamento verso il basso».

Sarebbe bello se Governo e Parlamento conducessero in porto…

«Sarebbe fantastico se si concretizzasse una mia proposta (ride, ndr). Tornando serio, prima che si trasformi in una leggenda metropolitana la revisione dei compiti dello Stato, al fine di garantire delle finanze sane».

Può privare il Gran Consiglio di un partito. Quale e perché?

«I partiti siedono di diritto in Gran Consiglio in quanto eletti democraticamente. Detto questo, dovendo scegliere escluderei i Verdi. Vista la loro linea, due terzi potrebbero confluire nella Lega e un terzo nel PS. Hanno perso per strada il loro credo ecologico».

Se invece potesse rubare un deputato a un altro partito chi sceglierebbe e perché?

«Sicuramente ruberei un giovane. E tra i neoeletti ce ne sono molti validi. Tuttavia preferisco che rimangano nei rispettivi partiti, così da avere dei punti di riferimento con cui lavorare e creare alleanze. Cosa non possibile avendoli tutti nel PLR».

Qual è il politico più brillante che abbia mai calcato la scena ticinese?

«In questi giorni mi sembra giusto ricordare Giuseppe Buffi, un autentico esponente del liberalismo venuto a mancare proprio alla fine di luglio di 15 anni fa. Grazie a lui il Ticino è diventato un Cantone universitario e aperto al mondo».

 

Corriere del Ticino, 24 luglio 2015.