Da “salviamo” ad “annientiamo” il passo è breve

L’iniziativa “Giù le mani” propone una soluzione apparentemente accattivante che però si scioglie come neve al sole dopo un rapido approfondimento. La gestione delle FFS è infatti regolata da una Legge federale che definisce l’obbligo di questa azienda federale di essere gestita secondo criteri aziendali.

Proporre al Cantone di diventare proprietario e gestore di un’industria ferroviaria non è solo anacronistico, ma anche del tutto fuori luogo. Il Cantone non ha alcuna competenza in merito e non si capisce su quali basi e secondo quali logiche potrebbe assicurare un futuro prospero allo stabilimento industriale. Anzi, il fallimento sarebbe certo, e le conseguenze sui posti di lavoro che si vorrebbe proteggere altrettanto chiare.

Il partner principale per l’auspicato sviluppo di attività industriali nel settore ferroviario in Svizzera sono evidentemente le FFS. Tuttavia, proporre di espropriare lo stabilimento alle FFS per poi creare una società che dovrà trovare nuove forme di collaborazione con le stesse FFS sembra la situazione di colui che dopo aver divorziato chiede alla moglie di convivere.

Diciamo che è piuttosto improbabile poter anche solo sperare che le FFS mantengano il ruolo di principale committente. Quale interesse dovrebbero avere ad attribuire volumi di lavoro ad una struttura che non sarebbe più sotto il proprio controllo?

D’altro canto, il Cantone e la Città di Bellinzona hanno impostato una soluzione che poggia sulla collaborazione virtuosa con le FFS: consapevoli che contrapposizioni, o addirittura imposizioni, non possano rappresentare un approccio vincente per lo sviluppo industriale del nostro Cantone, è stata riconosciuta la bontà del progetto di nuove officine e sono stati approvati i relativi crediti, grazie ai quali l’ente pubblico diverrà proprietario di parte del terreno delle Officine attuali.

La variante scelta di costruire da zero un nuovo stabilimento è quella che fra tutte offre le migliori garanzie a lungo termine. Il modo di gestire i treni per il trasporto delle merci e quindi anche la loro manutenzione è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Si tratta di evoluzioni che non cambiano di sussistere, sia che gli iniziativisi scelgano di vederle o meno. Sarà quindi nella manutenzione dei treni destinati al trasporto dei passeggeri che il nuovo stabilimento avrà un ruolo centrale in Svizzera. Qui saranno infatti realizzate le manutenzioni leggere e pesanti, tra le altre, delle flotte TILO e Giruno, i treni che inizieranno a circolare alla fine di quest’anno e che ancora non conosciamo.

Si tratta di una soluzione moderna, che non vuole mantenere in pieno centro Città un’industria pesante, a soli 90 minuti da Zurigo e dalle relative opportunità economiche e innovative, grazie all’insediamento di un parco tecnologico con la sede del Parco nazionale dell’innovazione. È questo il futuro che ci piace, probabilmente uno dei progetti strategici più importanti per l’intero Cantone.

Per perseguire l’obiettivo di mantenere e creare nuovi posti di lavoro ad alto valore aggiunto è ora arrivato il momento di votare NO alla superata iniziativa “Giù le mani”, le cui conseguenze sarebbero nefaste. Ciò che 10 anni fa si scriveva “salviamo” oggi si legge “annientiamo”.