Evitiamo il boomerang dell’AVSPlus

L’iniziativa AVSPlus chiede di innalzare le rendite AVS del 10% per tutti i pensionati indistintamente. Una richiesta chiara, che dice tanto ma non tutto. Ad esempio come si dovrebbe finanziare questo aumento. Da che mondo è mondo soldi crescere sugli alberi non se ne sono mai visti, e stiamo parlando del nostro primo pilastro che da alcuni anni a questa parte versa già più contributi di quanti ne entrino. Questo punto non è certamente secondario visto che AVSPlus porterebbe maggiori oneri per qualcosa come 5,5 miliardi di franchi annui. Una cifra tutt’altro che indifferente ma non l’unica a preoccupare. Ad esempio 13 sono i pochi (pochissimi!) anni che ci separano dall’azzeramento delle riserve accumulate negli anni, qualora non venga adottata alcuna misura. Alla luce di questi dati appare evidente come la priorità odierna sia il salvataggio dell’AVS, vale a dire la garanzia delle rendite anche per le generazioni più giovani, e non un aumento delle rendite indiscriminato, a vantaggio anche delle persone più facoltose. Quanto al primo punto è attualmente in discussione a Berna la riforma previdenzia vecchiaia 2020, la quale dovrà riuscire a trovare un difficile equilibrio.

Tornando invece all’aumento in votazione si prospetterebbe all’orizzonte l’ennesimo boomerang dovuto all’aumento dei contributi salariali, ma non solo. I promotori dell’iniziativa sostengono sia sufficiente un aumento dello 0,8%, sempre per metà a carico del datore di lavoro e per l’altra metà a carico del lavoratore, portando quindi i contributi totali al 9,2%. È evidente che sull’onda di un ormai collaudato populismo di sinistra si nascondano le conseguenze devastanti per l’economia, già oggi in difficoltà a causa della forza del franco. Un aumento del costo del lavoro porterebbe a diminuzioni dei margini e quindi ristrutturazioni e perdite di posti di lavoro. Oltre ad un aumento dei contributi, inevitabile sarà però anche un incremento delle imposte per imprese e lavoratori, visto che già oggi queste finanziano il 20% dell’AVS e che la rendita di un pensionato, originariamente sostenuta da 6,5 persone attive, fra vent’anni sarà a carico di 2 soli lavoratori.

Come se non bastasse AVSPlus è pure inefficace: aumentando le rendite AVS le prestazioni complementari (nota bene esentasse) verrebbero ridotte proporzionalmente. Un’operazione neutra per la maggioranza ma che costringerebbe quasi un beneficiario su dieci ad avere poi meno soldi in tasca alla fine del mese (e proprio tra coloro che più ne avrebbero bisogno!). Tutto questo mentre noi giovani ancora ci chiediamo se vedremo mai la nostra AVS. Un primo passo consiste proprio nel votare NO il prossimo 25 settembre al boomerang dell’iniziativa AVSPlus.