I costi della sanità e il vero modello del medico di famiglia

Passata l’estate ci risiamo: sicuri come “l’amen” in chiesa sono stati comunicati anche gli aumenti dei premi dell’assicurazione malattia, specchio dei crescenti costi della sanità. Sempre più assicurati, anche in Ticino, di fronte a questa voce crescente del proprio budget di economia domestica provano ad “ottimizzare” il costo attraverso un ventaglio variato di franchigie ma soprattutto di modelli di assicurazione alternativi.

Accanto a quello standard, si conoscono soprattutto i modelli che propongono all’assicurato di autolimitare (un po’) la propria libertà in cambio di sconti sui premi. In questo modo chi sceglie di recarsi prima dal proprio medico di famiglia o chi ricorre dapprima ad un servizio di consulenza telefonico beneficia di un premio ridotto rispetto a chi si reca direttamente, per esempio, dallo specialista o al pronto soccorso.

Che sempre più cittadini “ottimizzino” in questo modo la propria assicurazione è suffragato dalle cifre: in Ticino solo 1 assicurato su 3 sceglie il “modello standard”, mentre 2 assicurati su 3 optano per modelli alternativi. Tra questi, quello più gettonato alle nostre latitudini è il modello del medico di famiglia “tradizionale”, mentre in Svizzera interna agli assicurati piace il modello “vero e proprio” del medico di famiglia. Qual è la differenza?

Il modello del medico di famiglia “tradizionale” impone all’assicurato l’obbligo di recarsi prima dal proprio medico, il quale deciderà insieme al paziente se e quali altri trattamenti svolgere. Una volta rinviato ad un collega specialista, ecco che si aprono praterie di possibilità per medici che, senza alcun coordinamento, rischiano di rimpallarsi il paziente a suon di doppioni o inutili esami, i quali rischiano a volte di contribuire di più al portafoglio di chi ci cura piuttosto che alla nostra salute.

Il modello “vero e proprio” del medico di famiglia prevede anch’esso che il paziente si rechi prima di tutto dal proprio medico, che però fa parte di una rete. Egli deciderà se e quali altri controlli sono necessari e rinvierà eventualmente il paziente ai colleghi per ulteriori approfondimenti. Tuttavia il medico di famiglia manterrà lungo tutto l’arco del processo di diagnosi e di terapia un ruolo coordinatore e di conseguenza anche una certa responsabilità sulle spese. Evitando doppioni e trattamenti inutili i costi diminuiscono, ciò che si riflette positivamente anche sui premi.

Il vantaggio del secondo modello è evidente: il ruolo del medico di famiglia viene rafforzato, si evitano doppioni e anche errori medici, grazie all’alto grado di coordinamento. A guadagnarci sono tutti, soprattutto il paziente che oltretutto beneficia di sconti maggiori sui premi.

Il problema però è che in Ticino questo modello viene offerto in modo estremamente limitato. Solo il 2,6% degli assicurati ticinesi ne beneficia, contro il 40% nei Grigioni, 41% a Neuchâtel, o il 32% a Berna! Contrariamente a quanto succede nel resto della Svizzera, i medici ticinesi sembrano apparentemente restii a mettersi in rete e proporre un tale modello, rispettivamente a proporre una possibilità all’assicurato ticinese di aumentare la coordinazione dei trattamenti e ridurre così l’onere sempre più pesante dei costi della sanità.

Mediamente in Ticino i premi dell’assicurazione malattie sono di circa il 10% superiori alla Svizzera interna. La palla per una sistema sanitario più efficiente è dunque anche nel campo dei nostri medici.