«I ticinesi meritano soluzioni condivise e necessarie» — Intervista

Continua la serie di interviste a sei dei volti nuovi del PLR in parlamento. È la volta di Fabio Käppeli che con i suoi vent’anni compiuti in campagna elettorale è il più giovane deputato del gruppo PLR e dello stesso parlamento. Presidente di GLRT, studia diritto all’Università di Lucerna. La passione per la Res Publica è nata tra i banchi di scuola e proprio per una scuola pubblica forte e di qualità si batterà all’interno della Scolastica di cui fa parte unitamente alla commissione Energia.

Fabio Käppeli. Da lunedì il nuovo parlamento è al lavoro. Con che sentimenti e con quali intenti ti appresti a vivere il ruolo di parlamentare?  

Dopo l’arrivo dei risultati e l’insediamento ero molto onorato della fiducia riposta nella mia persona. Non nego di non aver mai avuto un battito cardiaco così forte come al momento di dover dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Con le prime riunioni ho finalmente toccato con mano la responsabilità che questa carica porta evidentemente con sè. Poter lavorare per il bene del Paese e costruirne il futuro è una soddisfazione enorme, e ora si comincia.

Quali le commissioni che ti sono state attribuite e su quali priorità intendi impegnarti?

Sarò nelle commissioni Energia e Scolastica. Nella prima voglio avere un occhio di riguardo particolare per la mobilità, tema già sollevato con il nostro referendum e in cui l’unica priorità deve essere a mio avviso la riduzione del traffico a favore di mezzi pubblici e mobilità aziendale. In questa commissione mi impegnerò convinto di due principi: lo Stato non deve sostituirsi al mercato – al contrario di quanto si tende a fare troppo spesso – e la miglior energia è quella che non si consuma. In Scolastica mi batterò invece per una scuola pubblica forte e di qualità, consapovole che il progetto “La Scuola che verrà” porta con sè l’opportunità quasi unica di cambiare (in meglio) il sistema scolastico attuale. Il nostro programma contiene però degli indirizzi chiari da portare avanti, per evitare quell’egualitarismo indistinto e ideologico che altri invece vorrebbero. Bisogna inoltre rivalutare la formazione professionale: il liceo non è l’unica strada, in un sistema che oltretutto è ricco di passerelle. Quella attuale è una “democratizzazione forzata” degli studi, perché non si è investito abbastanza nella alternative.

Secondo te quale dovrà essere il discorso politico tra governo e parlamento per non ritrovarci a vivere ancora una legislatura conflittuale e stagnante?

Bisogna anzitutto riprendere un dialogo costruttivo e civile, componente fondamentale di ogni democrazia. Ma soprattutto deve essere un discorso chiaro su quali si vuole siano le priorità. La spesa pubblica non può continuare ad aumentare incontrollata e fare delle scelte è il compito della Politica. Se non le individuerà il Governo può intervenire anche il Parlamento, ad esempio, per cominciare, imponendo al Governo di decidere sui grandi progetti solo qualche volta all’anno, così da avere una migliore visione di insieme. I cittadini ticinesi meritano poi che si vada oltre gli steccati partitici per trovare soluzioni condivise e necessarie, pur rimanendo coerenti con la nostra linea e il nostro programma.

Il gruppo liberale radicale si presenta fortemente rinnovato – 9 deputati su 24 – così come il parlamento. Secondo te che impatto avrà sull’attività del Gran Consiglio e sul lavoro del PLR?

Spero che i nuovi arrivati, in cui rientra anche chi parla, possano portare una buona ventata di aria fresca, all’interno del nostro gruppo come in parlamento. Della nostra squadra hanno però un ruolo ugualmente se non più importante i 15 riconfermati, da cui possiamo imparare molto e cui dobbiamo rubare quanta più esperienza possibile. Le premesse per lavorare (molto) bene con ci sono tutte. Visto il ricambio importante avvenuto anche all’intero Gran Consiglio spero si possano finalmente superare alcune conflittualità.

 

Opinione Liberale, 12 giugno 2015.