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Lettera aperta a Manuele Bertoli: sulle biblioteche facciamo chiarezza

Onorevole Consigliere di Stato Manuele Bertoli,

Facciamo riferimento alla nostra mozione (respinta) inoltrata dal deputato GLRT Paolo Pagnamenta e cofirmatari.

Apprezziamo la buona posizione delle biblioteche cantonali ticinesi nella graduatoria svizzera e la prevista armonizzazione degli orari d’apertura. Apprezziamo pure le manifestazioni, conferenze, mostre e collaborazioni tra le varie biblioteche che rendono già oggi questi luoghi spazi di incontro e di ritrovo tra differenti generazioni. In realtà allude anche a questo il dipartimento federale dell’interno attraverso la tanto decantata Carta delle biblioteche. Tuttavia sono troppe le zone d’ombra che fatichiamo a comprendere.

Se è vero che sul mezzogiorno sarebbe controproducente per una biblioteca pubblica chiudere (solo) il servizio prestiti per un’ora (soltanto), come si spiega allora che la biblioteca cantonale di Locarno rimanga chiusa (totalmente) ogni giorno per ben due ore durante la pausa pranzo, eccetto il martedì in cui questo intervallo quasi raddoppia e il lunedì, in cui la biblioteca nemmeno apre? Nel Locarnese non è forse data la “dovuta attenzione a quella parte notevole di utenza occupata nella professione nel corso della giornata”?

Vogliamo biblioteche più disponibili al servizio del cittadino, perché avere delle biblioteche di qualità chiuse è come tenere spento un cervello brillante. Non pretendiamo affatto di vederle aperte giorno e notte, ma almeno prima degli esami un’apertura prolungata è senz’altro auspicabile per un Cantone sempre più a vocazione universitaria e che vuole dare del tu al futuro.

Uno studente ha bisogno di una biblioteca per studiare in tranquillità, con la possibilità di consultare ciò che offre la culla della conoscenza in cui si trova. La consultazione quindi, prima ancora di utilizzare il servizio prestiti che può pertanto essere più limitato.

Non è ammissibile nel 2013 che una biblioteca chiuda il sabato a mezzogiorno, costringendo gli studenti presenti ad abbandonare un luogo di studio sano e tranquillo, per rimanere tale fino alla sera del lunedì seguente, proprio in quel lasso di tempo in cui rientra a casa chi studia oltralpe. La necessità degli studenti in questo senso è palese.

A questo si aggiunge che gli studenti della SCC di Bellinzona che fanno capo alla biblioteca cantonale, il lunedì non possono accedere alle aule studio su tutto l’arco della giornata.

Siamo consapevoli del momento difficile per le finanze cantonali e non vogliamo portare ulteriori aggravi, sebbene stabilendo delle priorità all’interno di ogni dipartimento avremmo la possibilità di investire maggiormente nella formazione e nel nostro futuro.
Per contribuire a tenere aperta una biblioteca, però, non bisogna certo avere un dottorato. Siamo convinti vada nell’ottica della raccomandazioni contenute nella Carta delle biblioteche, estendere l’orario d’apertura anche a condizione di avere una servizio ridotto, limitato alla sorveglianza, a cura di studenti universitari, pensionati e volontari di ogni sorte. Una vera benedizione. Potrà capitare che questo tipo di persone, già impiegate con successo in ogni biblioteca comunale, non conoscano a menadito tutte le peculiarità della biblioteca in cui lavorano, ma sapranno sicuramente rimediare con qualche giorno o settimana di esperienza. Ciò che manca è unicamente la volontà politica e la sincera voglia di futuro. Non parliamo di fantascienza, di contenuti di un libro fantasy, ma di soluzioni adottate anche in altri Cantoni elvetici.

La domenica non deve essere necessariamente garantito il servizio prestiti, mentre mansioni inerenti la gestione del patrimonio librario come la catalogazione e la classificazione possono essere svolte benissimo nel corso della settimana da un bibliotecario che un master lo possiede effettivamente.
Infine, perché non valutare sistemi di prestito automatico per sgravare il personale da questo compito ed estendere anch’esso durante il fine settimana? Il santo vale la candela.

Fiduciosi in un riscontro positivo cogliamo l’occasione per augurarle buon anno e buon lavoro.