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«Lezione di civica, livelli e Bertoli: è lotta aperta sulla scuola del futuro» — Intervista

Dall’iniziativa sulla civica di Siccardi, all’abolizione dei livelli alle scuole medie, dal master in medicina al bilancio su Bertoli al DECS.

Alberto Siccardi e altre personalità politiche hanno lanciato l’iniziativa popolare “Educhiamo i giovani alla cittadinanza”, che chiede l’introduzione di una lezione di civica nelle scuole medie e medie superiori. Perché GLRT è favorevole?

«Crediamo in una gioventù attiva e partecipe, ma per esserlo bisogna avere un minimo di conoscenze e solo pochi sono autodidatti. Già lo scorso decennio chi mi ha preceduto in GLRT ha riscontrato questa carenza, lanciando poi la prima iniziativa popolare sul tema.»

Qual è la differenza fra l’iniziativa Siccardi e l’iniziativa che venne lanciata da GLRT una decina d’anni or sono?

«Ancora non avevo iniziato la scuola elementare quando l’iniziativa venne consegnata, era forse meno dettagliata, ma l’obiettivo che si voleva raggiungere è il medesimo di oggi. L’iniziativa Siccardi è la prima che firmo, senza esitazioni o ripensamenti.»

A seguito dell’iniziativa GLRT è stato deciso di porre maggiore attenzione alla civica nelle ore di storia (motivo per cui GLRT ritirò la sua iniziativa). Questa soluzione vi soddisfa? Perché?

«Quando si decise di ritirarla GLRT era compatta e la decisione del Consiglio di Stato soddisfacente: da niente si otteneva poco, ed era già un grande passo avanti. Nella realtà dei fatti si è però dimostrata annacquata, quasi d’intralcio al resto del programma. Io alle medie qualcosa ho fatto, ma avevo un docente giovane e motivato, che ha cominciato ad insegnare dopo l’introduzione della civica. Alcuni miei coetanei non l’hanno nemmeno vista, in linea con quanto emerso dall’indagine SUPSI.»

l SISA propone, per coinvolgere maggiormente i giovani nella politica, di estendere il diritto di voto a partire dai 16 anni. Una proposta sensata e condivisibile?

«GLRT è stata precursore pure in questo campo, lanciando un’iniziativa per portare a 18 anni i diritti politici anche a livello cantonale. Come però ho già avuto modo di dire nella nostra presa di posizione, oggigiorno noi neo maggiorenni – la mia fascia d’età, so di cosa parlo quindi – abbiamo conoscenze di civica troppo scarse. A 16 anni non erano certo maggiori. Come si può pretendere poi che un giovane apra la busta contenente il materiale di voto? Cominciamo a vedere come evolverà la situazione, poi si potrà cominciare a parlarne seriamente.»

Negli ultimi anni GLRT si è impegnato fortemente per la civica. Ma nella scuola ticinese non vi sarebbero anche altre problematiche da affrontare?

«Certamente, e siamo pronti ad entrare nel merito. Ma attenzione a non sottovalutare l’educazione alla cittadinanza: la scuola deve prima di tutto insegnare a vivere all’interno della società e l’astensionismo è un fenomeno che da giovane con zero votazioni all’attivo vedo in modo preoccupante.»

Rocco Cattaneo qualche tempo fa ha annunciato che la direzione del PLR si sta chinando sul tema scuola per preparare delle proposte di riforma, anche radicali, lasciando intendere un’apertura sulla proposta di abolire i livelli (avanzata in parlamento dai Verdi). Che indirizzi dovrebbe avere una riforma della scuola media? Giusto abolire i livelli?

«Non sono sicuro che Rocco Cattaneo intendesse proprio questo quella sera al comitato cantonale. È però vero che la dirigenza sta riflettendo sul tema, e che ha cominciato a farlo senza preconcetti. Come GLRT abbiamo già avuto il piacere di partecipare alla discussione interna al partito e continueremo a farlo con entusiasmo. Dobbiamo e vogliamo dire la nostra, ma rimaniamo indipendenti dal PLR.
La proposta dei Verdi è lontana dalla realtà. Per conto mio bisogna andare nella direzione opposta, mantenendo una classe di partenza “mista” ma aumentando le materie a corsi differenziati. Gli studi dimostrano una grande integrazione nella nostra scuola media e gli aspetti da “ultimi della classe” su cui migliorare sono altri. Va a vantaggio anche di chi frequenta il corso base se il processo d’apprendimento è più consono alle proprie caratteristiche, cosí come alle proprie esigenze: le differenze ci sono e non dobbiamo nasconderle. Cominciamo con italiano: indispensabile per capire anche la matematica! E al momento la situazione è tale da lasciar indietro chi queste competenze non le possiede, ad esempio facendo letteratura, o abbassando il rendimento e la motivazione nelle classi dove i docenti costringono tutti gli allievi, di fatto, ad un corso base.»

Dopo “un secolo” il PLR ha perso il DECS, che è ora gestito da un ministro socialista, Manuele Bertoli. La rotazione dei dipartimenti ha portato a dei miglioramenti nella gestione del DECS?

«Difficile da valutare… o forse troppo presto per farlo. Nel globale vedo un governo debole. Certo, è che finora i ministri leghisti non si sono rivelati tali, e delle promesse fatte in campagna elettorale, nemmeno l’ombra.»

Manuele Bertoli a più riprese ha affermato che bisogna puntare sulla formazione professionale, vista l’elevata proporzione di liceali rispetto agli altri Cantoni. Avere tanti liceali è un problema? Il futuro della formazione dei giovani passa dall’apprendistato?

«Avere tanti liceali comporta un problema se mancano spazi (vale lo stesso per la Scuola cantonale di commercio)… . Il problema non è tanto questo, ma piuttosto avere neo laureati senza un lavoro, quando in altri settori invece vi è più richiesta. Una formazione maggiormente orientata alle richieste del mondo del lavoro è auspicabile. Anche io da bambino sognavo di fare l’astronauta. Ma poi ho cambiato idea. È quindi senz’altro necessario rivedere il nostro orientamento scolastico, cominciando a rivalutare gli apprendistati e il differente percorso della maturità professionale. In questo modo un apprendista può fare davvero molta strada: la maturità professionale permette di accedere alle scuole universitarie professionali e non esclude, attraverso il corso passerella, di accedere alle altre università. Inoltre, un laureato di provenienza apprendista alla fine può già vantare un’esperienza lavorativa importante, mica poca cosa. Attualmente non rappresenta una scelta andare al liceo, bensì un normale proseguio della propria formazione. Gli elevati tassi di bocciatura in prima liceo non dovrebbero stupire.»

Da tempo si sta discutendo della creazione di un master di medicina. Favorevole o contrario? La sede del master dovrà essere ubicata a Lugano o Bellinzona?

«Non si può chiudere la porta a un master di medicina in Ticino, ovvio. Dove? Da Bellinzonese vorrei che la mia città possa offrire di più, sviluppandolo ad esempio all’interno del polo di ricerca in biomedicina. Bisogna ricordare che l’USI è l’università della Svizzera Italiana e non la “University of Lugano”…»

Oltre alla battaglia sull’iniziativa Siccardi, quali saranno le proposte su cui intenderà impegnarsi GLRT nei prossimi mesi?

«Avremo sempre un occhio di riguardo per l’universo della formazione, organizzeremo dei momenti di discussione sul tema dell’occupazione. Nel frattempo attendiamo il messaggio del governo per quel che riguarda la violenza giovanile, frutto dell’iniziativa di GLRT “Le pacche sulle spalle non bastano”.»

Intervista pubblicata su ticinolibero.ch.