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Ma il vero problema è il traffico

Vale per le famiglie come per lo Stato: i soldi – purtroppo, diciamolo – non crescono sugli alberi e nessuno ha il pollice sufficientemente verde per farlo. Il mese scorso abbiamo consegnato il referendum “contro l’aumento delle tasse di circolazione” che andrà in votazione popolare a giugno. Ciò malgrado non neghiamo, anzi, siamo i primi a preoccuparcene, che in Ticino vi è un problema legato alla mobilità.

Tuttavia in un periodo di ristrettezze finanziarie come questo bisogna anzitutto individuare il problema per affrontarlo nel modo più efficace. E quindi, il problema si trova nei veicoli in circolazione oppure nella quantità di questi veicoli? La risposta mi sembra chiara. E allora se nella coda di veicoli quando si torna a casa alla sera vi fossero 5 (a dir tanto) auto elettriche in più cambierebbe qualcosa? La verità è che non ce ne accorgeremmo nemmeno perché un’auto elettrica è pur sempre un’auto che sta in coda e crea traffico.

Ce ne accorgeremmo se questa colonna diminuisse e se impiegassimo meno tempo per i nostri spostamenti. Come fare? Ad esempio potenziando il trasporto pubblico o la mobilità aziendale, tanto per citare due misure che contribuirebbero davvero a ridurre il traffico nel nostro Cantone. Di lavoro da fare e di cose da migliorare ve ne sono sempre, basti pensare ai park and ride di cui occorre aumentare la quantità e migliorare la qualità di quelli esistenti, i quali ad esempio non sono ancora in rete fra loro e nemmeno prevedono delle liste di attesa. A livello quantitativo vanno invece potenziati nelle aree di confine e sul fondovalle, perché sappiamo che non tutti possono fare a meno dell’automobile. I problemi viari nel nostro Cantone si risolvono intrecciando costruttivamente strutture stradali e trasporti pubblici, dando però la priorità alla riduzione del traffico.

Infatti, se invece di sussidiare poche migliaia di auto elettriche (anche a milionari, anche come seconda auto, e potrei continuare) buttassimo sul Ticino l’equivalente del credito votato dal Gran Consiglio in monetine da 5 centesimi il beneficio per l’ambiente sarebbe lo stesso e sarebbe lo stesso anche lo sperpero di denaro pubblico. 14 milioni sono tanti: non ho più controllato il mio conto, ma io in banca non li ho, e come me tanti ticinesi. Chiedere maggior attenzione a chi gestisce le risorse pubbliche è quindi il minimo. E se a tutto questo aggiungete che sarebbe stato finanziato aumentando le tasse di circolazione capirete come abbiamo fatto a raggiungere quasi il doppio delle firme necessarie. Così proprio non va.

 

Articolo apparso su LaRegione.