Manie e hobby – Intervista

Prosegue la serie di servizi sulle manie di alcuni deputati in Gran Consiglio. Dopo che l’ecologista Tamara Merlo ha aperto le danze, è il turno dei piccoli segreti che il deputato del PLR Fabio Käppeli nasconde nelle pieghe della sua quotidianità. Dall’estrema cura per i libri dell’università alla cucina dove a farla da padrone non sono le ricette bensì l’improvvisazione.

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Educato e distinto, il giovane parlamentare del Partito liberale radicale si presenta in redazione con qualche minuto di ritardo, forse perché ancora in ottica universitaria, dove il quarto d’ora accademico regna sovrano in avvio alle lezioni. E poi diciamolo, a meno che qualcuno abbia la fissazione della puntualità un minuto in più o in meno non ha mai ucciso nessuno. La sessione d’esami per gli studenti di diritto che come lui frequentano l’Università di Lucerna è terminata solo da qualche giorno e il nostro protagonista porta addosso ancora i segni della tensione: «Quando sono nervoso e agitato mordo e stacco le pellicine delle unghie, non riesco a farne a meno, guarda qui» dice mostrando le mani.

E così, prima di deviare dal contesto scolastico, Käppeli ci svela qualche piccola fissazione che ha notato nelle scorse settimane durante lo studio. Una di queste si collega a una sorta di sentimento reverenziale nei confronti dei libri, utilizzati sì come strumento di lavoro, ma da trattare con molta cura. «Assolutamente non prendo appunti sui testi e nemmeno sottolineo o evidenzio qualcosa. Quello lo faccio solo sui miei appunti che invece pasticcio con mille colori per farmi entrare in testa i concetti». Un’attenzione e un rispetto per i testi che non si ferma qui: «Mi disturbano gli angolini alle pagine, li trovo anti-estetici – afferma sorridendo – beh lo riconosco, si tratta di una fissazione».

Ma non solo serietà e precisione contraddistinguono il granconsigliere del PLR, anzi. Ogni tanto non disdegna fare qualche piccolo scherzetto a parenti o amici: «Talvolta quando trovo un libro con il bordo della copertina utilizzato come segnalibro, lo sfilo senza mettere nient’altro al suo posto, d’altronde non è quella la sua funzione», osserva ironico. «Ma ho anche il pallino per la grafica e la scelta dei colori per i volantini o le piccole pubblicazioni che ogni tanto preparo. Mi piace ci sia armonia e che i colori siano pochi e non cozzino tra loro», confessa. Un’attenzione al dettaglio che non rimane circoscritta al solo ambito grafico: «Per esempio non sopporto i quadri storti, se nessuno mi vede li raddrizzo. E quando leggo il giornale, noto subito se ci sono doppi spazi o errori di battitura».

Un pizzico di sale, no forse tre

«Ho la tendenza a esagerare. Non cucino quasi mai, ma quando lo faccio tendo sempre ad abbondare con le quantità degli ingredienti, così il risultato non è mai dei migliori». Un’inclinazione questa che sfiora la mania e che si riversa anche su altri aspetti della quotidianità di Käppeli. Come il fatto di esagerare con il deodorante, «sempre per il dubbio di non averne messo abbastanza, preferisco aggiungerne ancora». E poi sornione aggiunge: «Sicuramente però non esagero con lo studio».

Chiacchierando poi dei suoi colleghi in Gran Consiglio, si scopre che ad avere la mania dell’esagerazione è anche il deputato PPD Giorgio Fonio, che però declina in altri termini: «È incredibile, quando andiamo in trasferta con la squadra di calcio del Gran Consiglio posta in continuazione su Facebook, video e non solo. Un po’ lo invidio perché anch’io vorrei essere più attivo sui social, ma proprio non mi riesce». Restando ai lavori a Palazzo delle Orsoline, Käppeli cita anche il deputato della Lega Giancarlo Seitz, che apprezza per la particolarità dei suoi interventi: «Porta sempre degli aneddoti che riescono a essere efficaci e rappresentativi dell’opinione che sta esprimendo».

Più sveglie per alzarsi

Le giornate di Käppeli non iniziano in maniera propriamente tranquilla: «Ho la fissazione di puntare 300 sveglie diverse per essere sicuro di alzarmi davvero. E tutte suonano a distanza di pochi minuti e in un lasso di tempo di un’ora circa. Un’abitudine che come puoi immaginare fa impazzire chi vive con me». E poi ammette: «Capita che io le perda comunque tutte e mi riaddormenti».

Ma questa non è l’unica abitudine imprescindibile che contraddistingue le sue mattine. Il parlamentare infatti non esce di casa se «i capelli non sono a posto, insomma mi devono piacere».

Specchi rotti e peperoncino

Nessuna superstizione o credenza popolare ad ogni modo condiziona le giornate di Käppeli, che non si lascia turbare dai vari gatti neri, dai venerdì 13 o dagli specchi rotti. Se per sbaglio versa un po’ di sale, non lo butta dietro le spalle e «ogni tanto la mia ragazza me lo fa notare. Forse è per questo che non vinco mai alle lotterie. O forse pesano tutti gli specchi che ho rotto finora» racconta ironico. Passando accanto a un prato di trifogli il nostro parlamentare non lancia nemmeno un’occhiata: «Figurati, sarebbe una battaglia persa, ti ricordo gli specchi e il sale» ribatte.

Però non sventola sempre la bandiera della razionalità in casa Käppeli, che ogni tanto si abbandona a qualche atteggiamento scaramantico, ma sempre con poca convinzione: «Un’amica mi aveva regalato una coccinella e dei peperoncini che per molto tempo ho portato con me, li tenevo insieme alle chiavi. Dovevano portarmi fortuna durante gli esami e hanno funzionato» conclude ammiccante e, dopo essersi versato dell’acqua, comincia a grattare l’etichetta della bottiglietta che ha trovato sul tavolo. Il tempo di prendere coscienza di quello che sta facendo e commenta: «Ah sì, spesso mi capita di strappare la carta intorno alle bottiglie delle acque minerali. Sul retro ci sono i concorsi da fare e a volte partecipo. Ma indovina un po’? Non vinco mai».

 

Corriere del Ticino, 18 agosto 2018.