Orari di apertura prolungati per studiare nelle Biblioteche cantonali – Mozione

  1. PREMESSA

La Carta delle biblioteche svizzere (2010) sostiene che “nella società dell’informazione le biblioteche svolgono un ruolo di primaria importanza, al fine di rendere accessibili alle differenti fasce di utenti le informazioni in tutte le loro forme di pubblicazione; provvedere, mediante la loro messa in rete, all’approvvigionamento bibliotecario di base dell’intera popolazione; mettere a disposizione in modo capillare le risorse elettroniche di informazione; contribuire a superare il ritardo nella fruizione del digitale; conservare nel tempo il sapere e il patrimonio culturale”.

Nelle strutture cantonali, oltre agli utenti che usufruiscono del servizio di prestiti offerto dal Sistema Bibliotecario Ticinese, spesso e volentieri vi si recano studenti liceali, della Scuola Cantonale di Commercio e una folta schiera di universitari ticinesi che frequentano gli atenei d’Oltralpe che si ritrovano per portarsi avanti con ricerche, tesi di vario tipo, per preparare gli esami o semplicemente ripassare. A mente dei firmatari le biblioteche sono da considerare come delle vere e proprie “case della cultura e dello studio”, per cui il nostro Cantone non fa eccezione.

 

  1. ISTORIATO

Con mozione del 12 marzo 2012 il deputato Paolo Pagnamenta e cofirmatari chiedevano al Consiglio di Stato di intraprendere delle misure concrete al fine di rendere gli orari d’apertura delle biblioteche cantonali più flessibili. Già sette anni fa si metteva in risalto come “gli orari di apertura delle biblioteche cantonali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio non soddisfano sufficientemente le esigenze degli utenti, in particolare degli studenti, per i quali questi istituti non rappresentano soltanto un luogo di consultazione e prestito di libri, ma anche un ritrovo dedicato allo studio ed alla riflessione”.[1]

Nella risposta del Consiglio di Stato, lo stesso Governo affermava che gli orari di apertura delle quattro biblioteche cantonali sono disomogenei e andranno armonizzati.[2]A distanza di sette anni abbiamo notato un’armonizzazione sull’arco dell’anno scolastico, ma soprattutto un incredibile miglioramento a Mendrisio grazie all’apertura de La Filanda, che ha aumentato la fruibilità di questa Biblioteca cantonale di ben 49 ore.

Nella tabella seguente vengono presi in considerazione gli orari d’apertura attuali delle quattro biblioteche cantonali.

 

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
Bellinzona (58 ore) 9-21 8.30-19 8.30-19 8.30-19 8.30-19 9-13 chiuso + 14 ore
Locarno (44 ore) chiuso 9-19 9-19 9-19 9-19 9-13 chiuso + 12 ore
Lugano (50.5 ore) 13-18.30 9-18.30 9-18.30 9-18.30 9-18.30 9-16 chiuso =
Mendrisio (84 ore) 9-21 9-21 9-21 9-21 9-21 9-21 9-21 + 49 ore

Riteniamo però che per quanto riguarda il fine settimana, giorni in cui la maggior parte di studenti universitari rientra in Ticino, si possa e si debba fare di più, nell’interesse dei giovani stessi ma anche – non meno importante – per permettere loro di rientrare in Ticino. Ciò contribuirebbe infatti a mantenere un legame forte con il proprio Cantone in vista di un futuro rientro, con lo scopo di ridurre la fuga dei cerveli che non tornano più del tutto.

 

  1. LIBERO ACCESSO NEL FINE SETTIMANA

La situazione di Mendrisio mostra una chiara volontà di andare incontro alle esigenze della popolazione, permettendo a studenti e utenti del sistema bibliotecario ticinese di accedere anche la domenica, e pure con una fascia di apertura adeguata. Sarebbe chiaramente auspicabile che simili condizioni vengano estese a tutto il Cantone.

Già nel 2012 per quanto riguarda il libero accesso alla domenica, l’esecutivo cantonale affermava che “è impensabile aprire una biblioteca senza la presenza di personale formato, capace di consigliare l’utenza, conoscitore di quanto la biblioteca può offrire, come è impensabile aprire una biblioteca escludendo il prestito”.[3]

In Svizzera interna oltre ad essere stato pensato già diversi decenni fa ciò non crea il minimo problema, e l’accesso domenicale è permesso con regole differenti: ad esempio lasciando accedere alle sale della biblioteca solo chi è in possesso della carta studenti (nel caso di alcuni atenei) senza fornire alcun servizio di prestito o informazioni specialistiche, assistenza alla ricerca o supporto in caso di problemi con le attrezzature (questo anche per quanto riguarda biblioteche non universitarie).

Ancora recentemente in un’intervista apparsa sul Corriere del Ticino di sabato 13 luglio 2019, il direttore delle Biblioteche cantonali Stefano Vassere evidenziava come la mancanza di personale incida pesantemente sulla disponibilità degli orari di apertura. Tuttavia, se il concetto di biblioteca fosse ampliato a “casa della cultura e dello studio” ci accorgeremmo che la maggior disponibilità di spazi delle biblioteche potrebbe esulare dalla presenza di personale altamente qualificato, soddisfando le esigenze di entrambe le parti coinvolte, studenti e impiegati, e contenendo pure notevolmente i costi.

 

  1. ORARI D’APERTURA DURANTE LE VACANZE SCOLASTICHE

Nel medesimo articolo venivano inoltre segnalate delle chiusure, anche prolungate, definite piuttosto frustranti per chi necessita di accedervi per fare ricerca, preparare dei lavori accademici oppure per semplice interesse personale.

La situazione della Biblioteca cantonale di Bellinzona necessita anche particolare attenzione; come riportato dal Corriere del Ticino “la biblioteca cade vittima di orari a volte scomodi e chiusure frustranti che contrastano questo principio [il libero accesso] fondante. Da sempre gli orari dipendono dal personale, che costituisce una lotta infinita, e questo in parte è la causa delle ore di lavoro particolari. Il prestito e l’apertura della sala consultazione e della piazza non coincidono; il primo apre alle 10 fino alle 19 dal martedì al venerdì e soltanto alle 17 il lunedì, che corrisponde anche con l’apertura delle sale al secondo e terzo piano, limitando enormemente gli spazi per lo studio.[4]

Riteniamo quindi che una riflessione in tal senso sia opportuna al fine di permettere una maggiore flessibilità degli orari di apertura e chiusura delle biblioteche cantonali.

 

Fatte queste considerazioni, i sottoscritti firmatari chiedono al Consiglio di Stato di:

  1. Estendere durante tutto l’anno scolastico gli orari di apertura nel fine settimana, con un’apertura ragionevole il sabato e la domenica, sull’esempio di Mendrisio;
  2. Estendere gli orari di apertura degli spazi di studio nelle biblioteche cantonali anche durante la settimana nel periodo di preparazione agli esami universitari (dicembre e gennaio rispettivamente maggio e giugno);
  3. Prevedere degli orari d’apertura più flessibili durante le vacanze scolastiche, in particolare quelle estive;
  4. Elaborare un programma di volontariato con lo scopo di garantire un libero accesso agli spazi di studio delle biblioteche cantonali.

 

[1] Mozione 887.

[2] Messaggio 6701, p. 3.

[3] Messaggio 6701, p. 4.

[4] Corriere del Ticino, 13 luglio 2019, p. 10.