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«Se Bertoli avesse chiesto agli studenti, e spunta l’idea del volontariato» — Intervista

GLRT insiste sugli orari d’apertura delle biblioteche. Dopo la bocciatura della mozione Pagnamenta, il vicepresidente di GLRT Fabio Käppeli ha scritto una lettera aperta a Manuele Bertoli, che prontamente ha risposto non senza qualche frecciatina. Ne abbiamo parlato proprio con Fabio Käppeli, che lancia un’idea.

Fabio Käppeli, lei settimana scorsa ha inviato a nome dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi (GLRT) una lettera aperta a Manuele Bertoli sul tema delle biblioteche. Quali le vostre rivendicazioni?

«Noi vorremmo innanzitutto tornare seriamente sul tema, perché la risposta del Consiglio di Stato alla mozione di Paolo Pagnamenta lascia molte zone d’ombra. Abbiamo apprezzato la celere risposta alla nostra lettera aperta, però ci sono dei punti che non condividiamo.»

Entriamo nel merito: voi in sostanza chiedete un ampliamento degli orari d’apertura delle biblioteche.

«Manuele Bertoli ha detto che nel limite del possibile sarà attuata un’armonizzazione degli orari d’apertura. Noi fondamentalmente invece chiediamo un’estensione degli orari d’apertura.»

Ci permetta una domanda provocatoria, al giorno d’oggi, nell’era digitale, c’è ancora una reale necessità di un’estensione degli orari delle biblioteche?

«Sicuramente! Proprio per la loro funzione di preservare e divulgare il patrimonio culturale, le biblioteche sono dei luoghi che devono vivere, e interagire anche con quello che offre il digitale. Sì, anche in questa era digitale, le biblioteche rimangono dei luoghi indispensabili non solo per gli studenti, ma anche per molte altre fasce di utenti. Per gli studenti inoltre sono dei luoghi indispensabili per chi non ha la fortuna di avere un posto in cui studiare tranquillamente. Le biblioteche sono un luogo ideale per studiare, avendo a disposizione un patrimonio librario non indifferente.»

Ma dunque quella di orari più estesi è una reale necessità degli studenti e più in generale di tutti gli utenti delle biblioteche?

«Certo. Bertoli non ne è convinto, ma non penso sia andato a chiedere fra gli studenti… perché sennò la sua risposta sarebbe stata diversa.»

Torniamo allora sulla sua risposta. Ci spieghi meglio.

«Ad esempio io ho menzionato la biblioteca della scuola cantonale commercio, che al lunedì rimane chiusa. Bertoli ha risposto che gli studenti possono attendere fino alle 17, e rimanere in biblioteca fino alle 21. Io dubito però che uno studente della commercio, che ha bisogno di un libro al lunedì mattina, aspetti fino alle 17, anche se poi può rimanere fino alle 21. Un altro punto è la chiusura al sabato a mezzogiorno: Bertoli afferma che non si tratta di un’anomalia, visto che anche la biblioteca universitaria di Lugano ha questi orari. A me francamente non mi sembra ci si possa vantare di avere una biblioteca universitaria che al sabato chiude a mezzogiorno.»

Nella risposta vi siete beccati anche una frecciatina: se volete orari più estesi occorrono più risorse, e questo è un tema delicato in un periodo di risparmi.

«Nella risposta si insiste sulla necessità di personale formato. Noi invece siamo convinti della bontà del volontariato, che già oggi è alla base del funzionamento di moltissime biblioteche. Diverse biblioteche comunali, se non potessero contare sui volontari, potrebbero essere costrette a chiudere. Quindi non per tutte le mansioni, ma penso che i volontari potrebbero dare davvero un grosso contributo.»

Dei volontari per supplire a dei professionisti?

«Non solo, ma anche per rendere le biblioteche dei luoghi di scambio intergenerazionale. Penso in questo senso a dei volontari pensionati, che vogliono essere a contatto con i giovani.»

Quali i vostri prossimi passi?

«Adesso dovremo valutare attentamente cosa fare, ma la vicenda chiaramente non si chiude qui. Noi guardiamo al futuro, e pensiamo che questa sia la direzione che occorre intraprendere.»

Intervista pubblicata su ticinolibero.ch.