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«Tedesco: cercansi insegnanti» — Dibattito a Modem

Die, der oder das…? Su la mano chi non è si è mai dovuto confrontare con questo angosciante rompicapo. Eh sì, il tedesco è una lingua ostica e al sud delle Alpi nei prossimi anni rischia di diventarlo ancor di più, visto che mancano docenti formati e che questa carenza, a detta delle stesse autorità scolastiche, potrebbe portare ad un calo della qualità dell’insegnamento. Il problema non è nuovo ma sta attraversando una delle sue stagioni più complesse. Le cifre parlano chiaro: per i prossimi anni ci sarà bisogno di circa 50 nuovi insegnanti di tedesco, ripartiti tra le scuole medie e le scuole superiori.

Iniziata ormai da tempo, una specifica campagna di reclutamento non ha finora dato i risultati sperati e ora si cerca di correre ai ripari proponendo una specifica formazione a docenti che oggi insegnano alle scuole elementari. Il futuro prossimo appare dunque a tinte fosche per questo ambito formativo fondamentale, il tedesco è la lingua maggioritaria nel nostro Paese e ad essa è legata a filo doppio la possibilità di trovare buoni posti di lavoro, al di qua e al di là delle Alpi.

Cosa si sta facendo e si pensa di fare nel prossimo futuro per risolvere questo problema? Come mai il ragazzo o la ragazza ticinese fatica ad appassionarsi per questa lingua, insegnata a partire dalla seconda media? E perché è difficile se non impossibile convincere docenti svizzero tedeschi formati ad accettare un posto di lavoro in una delle sedi scolastiche ticinesi?

Queste alcune delle domande che poniamo ai nostri ospiti:

Manuele Bertoli, responsabile del Dipartimento Educazione, cultura e sport;

Fabio Käppeli, gran consigliere PLR, primo co-firmatario di un’iniziativa; parlamentare che chiede di anticipare l’insegnamento del tedesco già alle scuole elementari;

Alberto Piatti, direttore del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI;

Marisa Rossi, docente di tedesco al Liceo Lugano 2

Testo tratto da Rsi.ch.

 

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«Aperitivo elettorale» — Dibattito a La domenica del Corriere

Le misure per contenere il coronavirus impediscono assembramenti, ma pure incontri, e con i bar chiusi, addio aperitivi per tentare di ingolosire e strappare la promessa di un prezioso voto. E allora, alla vigilia del termine per presentare le liste in vista delle comunali del prossimo 18 aprile, l’aperitivo (idealmente) lo serve il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti a La domenica del Corriere alle 19 su Teleticino.

Una chiacchierata in ordine sparso con chi si candida, chi è interessato per questioni di partito e chi osserva la (sempre particolare) situazione ticinese. In studio Lorenzo Quadri, municipale di Lugano e Fabrizio Sirica, co-presidente PS. In collegamento Giorgio Fonio, vicepresidente PPD, Fabio Käppeli, parlamentare PLR e Andrea Pilotti, politologo dell’Università di Losanna.

Testo tratto da Cdt.ch

 

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Interviste

«Casa e movida da conciliare» – Intervista

Diverse convergenze tra i candidati al Municipio di Bellinzona a confronto sulle politiche giovanili. «I ragazzi hanno bisogno di spazi in cui incontrarsi spontaneamente» – «La riconversione delle Officine l’occasione per far vivere la città ogni giorno»

Video intervista Corriere del Ticino

giornale intervista cdt

 

Bellinzona può essere una città per giovani? Come favorire un’animazione più vicina ai loro interessi? Il Comune fa abbastanza? Intorno a questi quesiti è ruotato il quarto duello elettorale della redazione cittadina del CdT intitolati «Cotti in 15 minuti», quello tra i candidati a un seggio nell’Esecutivo Lisa Boscolo, dell’Unità di sinistra, e Fabio Käppeli, del PLR, entrambi domiciliati nella capitale e consiglieri comunali in carica, entrambi 24.enni. Numerose le ricette scaturite, e una filosofia condivisa: i giovani hanno bisogno di spazi in cui incontrarsi spontaneamente, come dimostra il caso di piazza Collegiata; e la città deve imparare a far convivere gli interessi residenziali con quelli dell’animazione. In questo senso, è stato detto, la riconversione del quartiere delle Officine FFS una volta che lo stabilimento avrà «traslocato» a Castione sarà una grande opportunità. «Abbiamo un’occasione forse unica in Svizzera ovvero di quella di pianificare da zero una zona centrale come quella delle attuali Officine», ha detto Fabio Käppeli. Lì intravede la possibilità di «conciliare bar, ristoranti e locali notturni con uffici e attività diurne: la movida deve esserci anche nelle sere in settimane e la domenica». Due interessi, quello residenziale e quello della «movida», che devono essere conciliabili anche secondo Lisa Boscolo. «La città sta effettivamente decollando e il sedime delle Officine potrebbe cambiare Bellinzona. Va detto che un importante fattore di qualità di vita è quello di aggregarsi e divertirsi, quindi forzatamente dobbiamo conciliare la vita residenziale con il diritto di passare del tempo insieme: bisogna dunque sostenere, in centro ma non solo, tutti quegli esercenti che con coraggio continuano a portare avanti delle serate musicali e non solo, comunicando con i cittadini: dobbiamo far vivere questa città mettendo da parte multe, sanzioni e lamentele».

 

Di Simone Berti – Corriere del Ticino, 2 marzo 2020

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«A tutta scuola» – Faccia a faccia a La Domenica del Corriere

Ospiti in studio: Manuele Bertoli, direttore DECS e Fabio Käppeli, parlamentare PLR

 

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Articoli

I costi della salute crescono a dosi tutt’altro che omeopatiche

Negli ultimi 20 anni i costi della salute per noi assicurati sono più che raddoppiati: se nel 1996 il premio medio mensile in Svizzera era di 128 franchi, nel 2017 questo superava i 300 franchi. Da quanto si è letto e sentito di recente, per l’anno prossimo la pillola potrebbe essere un po’ meno amara del solito, ma a medio termine il problema dell’aumento dei costi resta.

Se scorporiamo la spesa complessiva notiamo che le principali quattro voci di spesa riguardano i medici (quasi un quarto), i soggiorni in ospedale (20%), le prestazioni ambulatoriali negli ospedali (14%) e i medicamenti, che concorrono con il 21,2% al totale dei costi della sanità. Questa percentuale non è di poco conto: più di un quinto dei nostri premi se ne va per i farmaci. Come per le altre voci, è giusto chiedersi se non vi siano possibilità di contenere questo importo, e la risposta è sì. Lo è perché attualmente gli incentivi sono posti in modo tale che praticamente nessun attore del sistema ha l’interesse a ridurre le prestazioni.

Un esempio riguarda i margini di guadagno delle farmacie. Oggi, maggiore è il prezzo del medicamento, maggiore è il margine di chi lo vende. È comprensibile che una farmacia tenda a vendere un farmaco con un prezzo superiore, anche in presenza di uno stesso più conveniente. Giusto per chiarirci: il problema non è il o la farmacista, il problema è l’incentivo che spinge a non comportarsi in modo efficiente. Si tratterebbe in questo caso di modificare il sistema in modo tale da premiare finanziariamente chi propone al cliente – a parità di principio attivo – il medicamento con un costo inferiore.

Ma, più in generale, non si capisce come mai i medicamenti generici – fonte di grandi speranze per il contenimento delle spese e dei premi – in Svizzera costino mediamente il doppio rispetto ai paesi a noi vicini. Già di per sé problematico, l’inadeguatezza del sistema si palesa nel fatto che sul mercato siano a disposizione medicamenti contenenti lo stesso principio attivo ma con prezzi tutt’altro che simili. Ma le assicurazioni malattia sono per legge costrette a pagare – e a rifatturarci sotto forma di premi – anche i medicamenti più costosi malgrado la disponibilità di farmaci identici a prezzi (spesso di gran lunga) inferiori.

Di queste inefficienze pare essersi accorto anche il Consiglio federale, il quale propone di introdurre dei prezzi massimi di riferimento per i medicamenti il cui brevetto è scaduto. Questo porterebbe a fissare dei prezzi massimi, oltre i quali gli assicuratori malattia non rimborsano l’importo del medicamento.

C’è ancora una misura, forse più delicata alle nostre latitudini, che mi sembra interessante citare. Il paziente attento al risparmio che va a comprare i medicamenti oltre confine, oggi ci perde. Le assicurazioni di base, infatti, non possono (per legge!) rimborsare i medicamenti acquistati all’estero, malgrado questi costino spesso molto meno. E ciò a chiaro beneficio dell’industria farmaceutica.

Aprendo la possibilità ai pazienti di essere rimborsati anche per i medicamenti acquistati oltre confine, come proposto da Mister Prezzi, si indurrebbe un doppio vantaggio per il portafoglio del cittadino: da una parte si ridurrebbe direttamente l’importo di partecipazione ai costi per il paziente (spesso del 10%), mentre sul lungo termine è lecito attendersi che i prezzi dei farmaci applicati in Svizzera si allineerebbero a quelli dei Paesi confinanti. L’idea non è infatti quella di promuovere il turismo degli acquisti, ma piuttosto quella di fare un po’ di pressione sui prezzi dei farmaci in Svizzera che non sono giustificabili.

Insomma, le possibilità non mancano. Invece di grandi proclami elettorali è necessario intervenire concretamente. Altrimenti a perderci saremo tutti noi.

 

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«Forza 4» – La Domenica del Corriere in 30 minuti

Temi seconda parte: Educazione sessuale e sicurezza

Ospiti: Maurizio Agustoni (PPD), Michele Guerra (Lega), Fabio Käppeli (PLR), Siro Petruzzella (MPS).

Testo tratto da Teleticino.ch.

 

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Con l’e-voting il Ticino guarda avanti

Presto vedremo il voto elettronico anche in Ticino? Forse non così presto come la recente decisione del Gran Consiglio potrebbe far pensare o sperare, ma il primo passo è stato fatto. Grazie all’emendamento del Gruppo PLR spinto dai Giovani Liberali Radicali Ticinesi – che da anni seguono questo tema – si è infatti approvata la base legale affinché possa aver luogo una sperimentazione.

Il Consiglio di Stato dovrà ora presentare un messaggio per implementare questa innovazione. Si tratta di una modalità di voto che da oltre 15 anni da buona prova e agevola il voto in oltre una decina cantoni, permettendo di esercitare i propri diritti politici in pochi “click”. Tra i principali vantaggi oltre alla facilità e alla sicurezza del conteggio (talvolta messo in discussione) si rende davvero possibile il voto di chi si trova all’estero. Non è infatti raro che diverse centinaia di buste arrivino ai Comuni solo a votazioni archiviate.

La digitalizzazione sta avanzando a ritmo sostenuto. Certo, il diritto di voto è qualcosa di grande valore e delicato, bisogna quindi procedere con le dovute garanzie, ma è importante rimanere un Cantone innovativo anche in questo ambito.

L’introduzione di una nuova possibilità di voto non cambia quelle già in uso, che chiaramente rimarranno a disposizione, ma che pure non sono esenti da rischi. È curioso osservare come gran parte delle critiche sentite durante il dibattito parlamentare siano le medesime già sentite al momento di introdurre il voto per corrispondenza, eppure questo strumento è oggi apprezzato dalla quasi totalità dei votanti.

 

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«Votazioni» — Ospite a Linea Rossa

Fra due settimane siamo chiamati alle urne, è quindi l’occasione giusta per parlare del rapporto dei giovani con la politica. Infatti solo un terzo dei giovani svizzeri esercita il proprio diritto di voto.

Ma la colpa è unicamente dei giovani? Quali le cause di questo disinteresse? Cosa sì può fare per avvicinare le nuove generazioni al voto?

Per rispondere a queste domande Mikel ha incontrato Lara Tarantolo, portavoce di easyvote, che dal 2007 si impegna ad aumentare la partecipazione giovanile al voto.

Ospite in studio Fabio Käppeli, giovanissimo politico, membro del Gran Consiglio.

Testo tratto da Rsi.ch.

 

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«La scuola che verrà» — Dibattito a Democrazia diretta

Dibattito sulla votazione cantonale del 23 settembre 2018.

Ospiti in studio per il SI:

  • Manuele Bertoli, consigliere di stato
  • Anna De Benedetti Conti, pres. Conferenza cantonale dei genitori
  • Fabio Käppeli, granconsigliere PLR
Ospiti in studio per il NO:
  • Piero Marchesi, presidente UDC
  • Sergio Morisoli, granconsigliere LA DESTRA
  • Andrea Giudici, granconsigliere PLR

Conducono Reto Ceschi e Massimiliano Herber.

Testo tratto da Rsi.ch.

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«Quadrilinguismo elvetico e inglese» — Dibattito a 60 minuti

Lingue, multilinguismo, grado di apprendimento delle lingue nazionali in Ticino e in Svizzera, intrusione dell’inglese e resistenza delle lingue minoritarie saranno tra i temi dell’edizione di 60 minuti estate. Quale politica linguistica e quale insegnamento per garantire la comprensione e dare le migliori possibilità ai giovani ticinesi e grigionesi?

Alessia Caldelari ne parlerà con gli ospiti in studio:

  • Brigitte Jörimann, consulente per le lingue cantone Ticino
  • Fabio Käppeli, granconsigliere PLRT
  • Martin Candinas, consigliere nazionale PPD Grigioni a Berna
  • Bruno Pedreira Coelho, studente ticinese all’Università di Zurigo

e in collegamento da Ginevra:

  • Paola Ceresetti, portavoce della missione permanente svizzera all’ONU

Testo tratto da Rsi.ch.

 

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