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«I giovani in politica hanno molto da dare» — Intervista

Bellinzona: Fabio Käppeli a ruota libera sulla decisione di non ricandidarsi al Gran Consiglio, sulla volontà di far bene per la “mia città”, sulle finanze che non consentono “miracoli” e sulla capitale che verrà.

Con i suoi 27 anni Fabio Käppeli è il municipale più giovane delle città ticinesi. La sua carriera politica è stata un crescendo, a livello sia cantonale sia comunale. Il prossimo aprile non difenderà il seggio in Gran Consiglio. Una decisione motivata con il fatto, come ci spiega nell’intervista, di volersi concentrare appieno sullo sviluppo di Bellinzona di cui è capodicastero Finanze, economia e sport dall’aprile 2021.

Testo tratto da Cdt.ch.

 

CorrieredelTicino_20221025_15

 

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Ospite a “Fuori in 5 minuti” – Intervista

Il mio intervento alla trasmissione “Fuori in 5 minuti” andata in onda su TeleTicino.

Elezioni comunali 2021: parola ai candidati per il Municipio di Bellinzona. 18 candidati che hanno avuto a disposizione 5 minuti di tempo per presentarsi.

 

 

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«Tedesco: cercansi insegnanti» — Dibattito a Modem

Die, der oder das…? Su la mano chi non è si è mai dovuto confrontare con questo angosciante rompicapo. Eh sì, il tedesco è una lingua ostica e al sud delle Alpi nei prossimi anni rischia di diventarlo ancor di più, visto che mancano docenti formati e che questa carenza, a detta delle stesse autorità scolastiche, potrebbe portare ad un calo della qualità dell’insegnamento. Il problema non è nuovo ma sta attraversando una delle sue stagioni più complesse. Le cifre parlano chiaro: per i prossimi anni ci sarà bisogno di circa 50 nuovi insegnanti di tedesco, ripartiti tra le scuole medie e le scuole superiori.

Iniziata ormai da tempo, una specifica campagna di reclutamento non ha finora dato i risultati sperati e ora si cerca di correre ai ripari proponendo una specifica formazione a docenti che oggi insegnano alle scuole elementari. Il futuro prossimo appare dunque a tinte fosche per questo ambito formativo fondamentale, il tedesco è la lingua maggioritaria nel nostro Paese e ad essa è legata a filo doppio la possibilità di trovare buoni posti di lavoro, al di qua e al di là delle Alpi.

Cosa si sta facendo e si pensa di fare nel prossimo futuro per risolvere questo problema? Come mai il ragazzo o la ragazza ticinese fatica ad appassionarsi per questa lingua, insegnata a partire dalla seconda media? E perché è difficile se non impossibile convincere docenti svizzero tedeschi formati ad accettare un posto di lavoro in una delle sedi scolastiche ticinesi?

Queste alcune delle domande che poniamo ai nostri ospiti:

Manuele Bertoli, responsabile del Dipartimento Educazione, cultura e sport;

Fabio Käppeli, gran consigliere PLR, primo co-firmatario di un’iniziativa; parlamentare che chiede di anticipare l’insegnamento del tedesco già alle scuole elementari;

Alberto Piatti, direttore del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI;

Marisa Rossi, docente di tedesco al Liceo Lugano 2

Testo tratto da Rsi.ch.

 

Ascolta la trasmissione.

 

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Presentazione dei candidati al Municipio – Live streaming

È possibile rivedere la diretta streaming con la presentazione dei candidati liberali radicali al Municipio della città di Bellinzona.

 

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«Due chiacchiere con Fabio Käppeli» – Intervista a distanza

“La crisi del Covid-19 ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione. Ne parliamo in queste “Due chiacchiere” con il granconsigliere PLRT Fabio Käppeli. Tra scuola, amministrazione pubblica e investimenti strutturali.”

 

 

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«A tutta scuola» – Faccia a faccia a La Domenica del Corriere

Ospiti in studio: Manuele Bertoli, direttore DECS e Fabio Käppeli, parlamentare PLR

 

Guarda la trasmissione.


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Interviste

«Sano confronto sui temi» – Intervista

Il giovane deputato Fabio Käppeli ci parla di come si mantiene l’ordine nelle discussioni in Parlamento

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Come organizzi il tempo tra lo studio e la carriera politica?

Attualmente sto terminando gli studi in diritto all’università di Lucerna e sono deputato al Gran Consiglio; inoltre ricopro il ruolo di capogruppo del mio partito, il PLR, nel Consiglio comunale della città di Bellinzona. Trovare il giusto equilibrio per conciliare al meglio studi e vita politica non è affatto semplice, poiché sono due attività irregolari e studiare richiede determinazione e costanza. Mantenere la concentrazione non è sempre evidente quando svolgi più attività e hai tanti pensieri per la testa. Durante il semestre mi dedico un po’ di più alla politica in Ticino e sono quindi meno presente a Lucerna, cercando di non perdere troppe lezioni; trascorro invece più tempo oltre Gottardo con l’avvicinarsi della sessione di esami. Sono stato eletto in Gran Consiglio lo stesso anno che ho iniziato l’Università e ora sto terminando il master. Posso quindi dire che fino ad ora sono riuscito a organizzarmi, senza perdere di vista i miei obiettivi.

All’interno del Gran Consiglio esistono delle regole da rispettare per esprimere le proprie opinioni?

In aula le discussioni avvengono in modo strutturato: i deputati possono esporre gli argomenti a favore delle loro tesi soltanto quando il Presidente dà loro la parola. Ovviamente si auspica un atteggiamento corretto da parte di ogni membro, anche quando i dibattiti si animano divenendo molto accesi.

Ti è mai capitato di assistere a discussioni che oltrepassino i limiti del rispetto?

Ogni tanto accade, fortunatamente non troppo spesso. Alcuni deputati sono più spontanei e può succedere che si facciano trasportare dal discorso, lanciando qualche frecciatina. Comunque, terminate le discussioni nei corridoi si torna alla cordialità. È importante che il confronto rimanga sui temi, senza attaccare le persone. Mi infastidiscono molto gli attacchi nei confronti di persone che non siedono in Parlamento e che quindi non possono intervenire per difendersi. Non mi sembra corretto. A loro favore potrebbe replicare qualcuno dei presenti, ma non è scontato.

In questi casi chi interviene per placare gli animi e in che modo?

Se la discussione in aula dovesse degenerare, la legge prevede alcune possibilità di intervento: il richiamo all’ordine spetta al Presidente del Gran Consiglio, che ha pure la facoltà di allontanare coloro che perseverano nel disturbare l’ordine delle sedute o assumono un comportamento sgarbato. Esiste anche l’immunità parlamentare – cioè è escluso il perseguimento penale – limitatamente all’esercizio della funzione e per quanto riguarda la diffamazione. In questi limiti, a mio modo di vedere, essa rappresenta un aspetto positivo, al fine di potersi esprimere più liberamente ed evitare il rischio di inibire il dibattito su certi temi. L’immunità non è infatti assoluta e potrebbe anche essere tolta su decisione dello stesso Gran Consiglio. Tuttavia non ricordo che essa sia mai stata utilizzata.

 

Di Giona Segàt – L’Universo, 15 gennaio 2020

 

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«Manie e hobby» – Intervista

Prosegue la serie di servizi sulle manie di alcuni deputati in Gran Consiglio. Dopo che l’ecologista Tamara Merlo ha aperto le danze, è il turno dei piccoli segreti che il deputato del PLR Fabio Käppeli nasconde nelle pieghe della sua quotidianità. Dall’estrema cura per i libri dell’università alla cucina dove a farla da padrone non sono le ricette bensì l’improvvisazione.

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Educato e distinto, il giovane parlamentare del Partito liberale radicale si presenta in redazione con qualche minuto di ritardo, forse perché ancora in ottica universitaria, dove il quarto d’ora accademico regna sovrano in avvio alle lezioni. E poi diciamolo, a meno che qualcuno abbia la fissazione della puntualità un minuto in più o in meno non ha mai ucciso nessuno. La sessione d’esami per gli studenti di diritto che come lui frequentano l’Università di Lucerna è terminata solo da qualche giorno e il nostro protagonista porta addosso ancora i segni della tensione: «Quando sono nervoso e agitato mordo e stacco le pellicine delle unghie, non riesco a farne a meno, guarda qui» dice mostrando le mani.

E così, prima di deviare dal contesto scolastico, Käppeli ci svela qualche piccola fissazione che ha notato nelle scorse settimane durante lo studio. Una di queste si collega a una sorta di sentimento reverenziale nei confronti dei libri, utilizzati sì come strumento di lavoro, ma da trattare con molta cura. «Assolutamente non prendo appunti sui testi e nemmeno sottolineo o evidenzio qualcosa. Quello lo faccio solo sui miei appunti che invece pasticcio con mille colori per farmi entrare in testa i concetti». Un’attenzione e un rispetto per i testi che non si ferma qui: «Mi disturbano gli angolini alle pagine, li trovo anti-estetici – afferma sorridendo – beh lo riconosco, si tratta di una fissazione».

Ma non solo serietà e precisione contraddistinguono il granconsigliere del PLR, anzi. Ogni tanto non disdegna fare qualche piccolo scherzetto a parenti o amici: «Talvolta quando trovo un libro con il bordo della copertina utilizzato come segnalibro, lo sfilo senza mettere nient’altro al suo posto, d’altronde non è quella la sua funzione», osserva ironico. «Ma ho anche il pallino per la grafica e la scelta dei colori per i volantini o le piccole pubblicazioni che ogni tanto preparo. Mi piace ci sia armonia e che i colori siano pochi e non cozzino tra loro», confessa. Un’attenzione al dettaglio che non rimane circoscritta al solo ambito grafico: «Per esempio non sopporto i quadri storti, se nessuno mi vede li raddrizzo. E quando leggo il giornale, noto subito se ci sono doppi spazi o errori di battitura».

Un pizzico di sale, no forse tre

«Ho la tendenza a esagerare. Non cucino quasi mai, ma quando lo faccio tendo sempre ad abbondare con le quantità degli ingredienti, così il risultato non è mai dei migliori». Un’inclinazione questa che sfiora la mania e che si riversa anche su altri aspetti della quotidianità di Käppeli. Come il fatto di esagerare con il deodorante, «sempre per il dubbio di non averne messo abbastanza, preferisco aggiungerne ancora». E poi sornione aggiunge: «Sicuramente però non esagero con lo studio».

Chiacchierando poi dei suoi colleghi in Gran Consiglio, si scopre che ad avere la mania dell’esagerazione è anche il deputato PPD Giorgio Fonio, che però declina in altri termini: «È incredibile, quando andiamo in trasferta con la squadra di calcio del Gran Consiglio posta in continuazione su Facebook, video e non solo. Un po’ lo invidio perché anch’io vorrei essere più attivo sui social, ma proprio non mi riesce». Restando ai lavori a Palazzo delle Orsoline, Käppeli cita anche il deputato della Lega Giancarlo Seitz, che apprezza per la particolarità dei suoi interventi: «Porta sempre degli aneddoti che riescono a essere efficaci e rappresentativi dell’opinione che sta esprimendo».

Più sveglie per alzarsi

Le giornate di Käppeli non iniziano in maniera propriamente tranquilla: «Ho la fissazione di puntare 300 sveglie diverse per essere sicuro di alzarmi davvero. E tutte suonano a distanza di pochi minuti e in un lasso di tempo di un’ora circa. Un’abitudine che come puoi immaginare fa impazzire chi vive con me». E poi ammette: «Capita che io le perda comunque tutte e mi riaddormenti».

Ma questa non è l’unica abitudine imprescindibile che contraddistingue le sue mattine. Il parlamentare infatti non esce di casa se «i capelli non sono a posto, insomma mi devono piacere».

Specchi rotti e peperoncino

Nessuna superstizione o credenza popolare ad ogni modo condiziona le giornate di Käppeli, che non si lascia turbare dai vari gatti neri, dai venerdì 13 o dagli specchi rotti. Se per sbaglio versa un po’ di sale, non lo butta dietro le spalle e «ogni tanto la mia ragazza me lo fa notare. Forse è per questo che non vinco mai alle lotterie. O forse pesano tutti gli specchi che ho rotto finora» racconta ironico. Passando accanto a un prato di trifogli il nostro parlamentare non lancia nemmeno un’occhiata: «Figurati, sarebbe una battaglia persa, ti ricordo gli specchi e il sale» ribatte.

Però non sventola sempre la bandiera della razionalità in casa Käppeli, che ogni tanto si abbandona a qualche atteggiamento scaramantico, ma sempre con poca convinzione: «Un’amica mi aveva regalato una coccinella e dei peperoncini che per molto tempo ho portato con me, li tenevo insieme alle chiavi. Dovevano portarmi fortuna durante gli esami e hanno funzionato» conclude ammiccante e, dopo essersi versato dell’acqua, comincia a grattare l’etichetta della bottiglietta che ha trovato sul tavolo. Il tempo di prendere coscienza di quello che sta facendo e commenta: «Ah sì, spesso mi capita di strappare la carta intorno alle bottiglie delle acque minerali. Sul retro ci sono i concorsi da fare e a volte partecipo. Ma indovina un po’? Non vinco mai».

 

Corriere del Ticino, 18 agosto 2018.

 

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«Quadrilinguismo elvetico e inglese» — Dibattito a 60 minuti

Lingue, multilinguismo, grado di apprendimento delle lingue nazionali in Ticino e in Svizzera, intrusione dell’inglese e resistenza delle lingue minoritarie saranno tra i temi dell’edizione di 60 minuti estate. Quale politica linguistica e quale insegnamento per garantire la comprensione e dare le migliori possibilità ai giovani ticinesi e grigionesi?

Alessia Caldelari ne parlerà con gli ospiti in studio:

  • Brigitte Jörimann, consulente per le lingue cantone Ticino
  • Fabio Käppeli, granconsigliere PLRT
  • Martin Candinas, consigliere nazionale PPD Grigioni a Berna
  • Bruno Pedreira Coelho, studente ticinese all’Università di Zurigo

e in collegamento da Ginevra:

  • Paola Ceresetti, portavoce della missione permanente svizzera all’ONU

Testo tratto da Rsi.ch.

 

Guarda la trasmissione.

 

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“Giovani volti per una nuova Bellinzona” — Intervista

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Mi chiamo Fabio Käppeli e ho 22 anni. La mia vita si divide fra Bellinzona e Lucerna, dove studio diritto, visti i numerosi impegni legati all’attività in Gran Consiglio.

Com’è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

Lewis Carroll ha detto che “uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”. La passione per la “cosa pubblica” è nata tra i banchi di scuola, dove oltre a rappresentare e organizzare attività per tutti gli studenti ho cominciato a difendere la mia opinione e i miei ideali. La mia prima raccolta firme è avvenuta in quarta media quando con il Consiglio degli allievi sono stato primo firmatario di una petizione che con oltre 600 sottoscrizioni chiedeva uno studio di fattibilità per valutare l’installazione di pannelli solari sul tetto della scuola.

Ora noi Bellinzonesi ci stiamo affacciando sulla nascita di un nuovo Comune: una sfida stimolante che sono pronto a cogliere con coraggio e motivazione. Alla Nuova Bellinzona saranno richieste visioni, concretezza e voglia di collaborare. Tre elementi che uniscono la passione che custodisco per il nostro Cantone e il nostro nuovo Comune. Eccomi pronto a mettermi di nuovo in gioco. Per ogni Bellinzonese!

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

La digitalizzazione e i social sono certamente d’aiuto, come pure gli articoli sui giornali. Però, ed è la cosa più bella in una campagna elettorale, il contatto umano rimane fondamentale e bisogna quindi consumare la suola delle scarpe.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Dalla mia esperienza in Gran Consiglio dico che la collaborazione è ottima, dipende dalle persone e non dall’età. La prospettiva con cui si vedono le cose è inevitabilmente diversa, averne molte è una ricchezza, motivo per cui ci vuole il giusto mix. Come giovani abbiamo poi molto da imparare ed è positivo poter avere dei punti di riferimento cui “rubare” pillole di esperienza.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Sono già spesso a Bellinzona e partecipare quindi non sarà un problema o tornerei comunque volentieri anche per adempiere il ruolo di Consigliere Comunale, e AlpTransit mi sarà anche in questo caso di grande aiuto! Tuttavia non sottovaluto di certo l’impegno: dovrei valutare, ma eventualmente posso ridurre le commissioni in cui sono attivo in seno al legislativo cantonale.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

C’è una nuova realtà da costruire e all’inizio certamente non sarà facile. Bisogna rispettare e valorizzare le specificità locali e mirare al bene comune: è questa la missione della politica comunale.

Cito sei sfide a mio avviso molto importanti:

  • Prossimità: attenzione ai bisogni dei cittadini di ogni quartiere;
  • Dinamismo: un’amministrazione comunale efficiente da subito;
  • Sviluppo: una città con progetti concreti e che promuova e attiri posti di lavoro;
  • Sicurezza: una polizia comunale presente e vicina;
  • Ricerca: una formazione di qualità e un polo di ricerca d’avanguardia;
  • Mobilità: trasporti efficienti per un territorio armonioso.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Naturalmente se eletto vorrò e mi impegnerò per rappresentare le cittadine e i cittadini di tutta la Nuova Bellinzona, indipendente dal quartiere di residenza. Come detto all’inizio non sarà facile, ma l’unica certezza è che il futuro della Nuova Bellinzona lo costruiamo insieme, anzitutto partecipando all’importante appuntamento elettorale del 2 aprile prossimo! E i benefici più grandi saranno per le future generazioni.

Intervista pubblicata su tink.ch.