Categorie
News

Presentazione dei candidati al Municipio – Live streaming

È possibile rivedere la diretta streaming con la presentazione dei candidati liberali radicali al Municipio della città di Bellinzona.

 

[embedyt] https://youtu.be/eMsOlyGt9ak?t=3155 [/embedyt]

 

 

Categorie
Articoli

Senza coraggio non c’è futuro

A 100 anni dalla nascita dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi non posso non ricordare con un po’ di nostalgia gli anni intensi e di scoperta trascorsi all’interno di un movimento che rappresenta molto di più di una palestra politica.

L’adesione a GLRT a 16 anni è stata la logica decisione quando ho voluto portare anche in politica il mio impegno a favore della collettività, ritrovandomi pienamente negli ideali e nel modo di fare politica del PLR.

In molti dicono che i giovani in politica devono avere il coraggio di osare. Quando tra il 2014 e il 2015 ho avuto l’onore e l’onere di presiedere GLRT abbiamo dimostrato di averne parecchio con il lancio del referendum contro l’aumento delle imposte di circolazione, che dopo una raccolta firme incredibile è poi stato sostenuto in votazione popolare dal 67% dei cittadini che hanno condiviso le nostre ragioni. Solo in questo modo, e con la giusta dose di impegno e determinazione, anche i sogni e le sfide più grandi e apparentemente impossibili diventano invece possibili.

A tutti i livelli i GLR rappresentano i giovani che non si limitano a piangersi addosso, ma che sentono forte la responsabilità di impegnarsi in prima persona per il proprio futuro. Avanti così, con fiducia nei giovani!

 

Categorie
News

«A tutta scuola» – Faccia a faccia a La Domenica del Corriere

Ospiti in studio: Manuele Bertoli, direttore DECS e Fabio Käppeli, parlamentare PLR

 

Guarda la trasmissione.


CDT-Domenica-Teleticino-scuola

 

Categorie
Atti parlamentari

Facciamo il… punto 5G! – Interrogazione

Molti Paesi hanno riconosciuto l’importanza della tecnologia 5G come motore di innovazione. L’introduzione è in pieno svolgimento all’estero. Sfortunatamente, la Svizzera è in ritardo. Un recente studio ha indicato come unicamente nel nostro Paese, fino al 2030, il 5G permetterà la creazione di 137 mila impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi.

Molti paesi hanno riconosciuto l’importanza della tecnologia 5G come motore di innovazione. L’introduzione è in pieno svolgimento all’estero. Sfortunatamente, la Svizzera è in ritardo. Un recente studio ha indicato come unicamente nel nostro Paese, fino al 2030, il 5G permetterà la creazione di 137 mila impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi. Secondo lo studio promosso dall’Associazione svizzera delle telecomunicazioni (asut) si attendono anche degli impulsi importanti nei settori della mobilità e dell’energia, ma non solo.

Grazie al 5G si aprono nuove opportunità. Per la società in cui viviamo. Per l’economia. Per tutta la Svizzera. Per il PLR è importante avere delle visioni a medio-lungo termine: il progresso è la linfa naturale che ha portato il nostro Paese ad essere i modello di successo che oggi conosciamo.

Il campo d’applicazione potenziale del 5G, la tecnologia di telefonia mobile ad alta velocità, è enorme e copre una vasta gamma di ambiti: mobilità, turismo, sanità, formazione o vendita al dettaglio, solo per citarne alcuni. I volumi di dati gestibili si moltiplicheranno, mentre i tempi di latenza diminuiranno drasticamente. Inoltre, una rete nazionale 5G crea possibilità completamente nuove per un approvvigionamento qualitativo nelle zone periferiche. Ad esempio, le operazioni di salvataggio sono un’applicazione importante: grazie al 5G, una diagnosi dettagliata può essere effettuata in loco o durante il trasporto di emergenza e le condizioni del paziente possono essere monitorate in tempo reale dall’ospedale. Questo può far risparmiare molto tempo, specialmente in caso di incidenti gravi, infarti o ictus nelle zone periferiche.

La Commissione federale delle comunicazioni ha quindi recentemente attribuito agli operatori Swisscom, Salt e Sunrise le nuove frequenze di telefonia mobile 5G. Le nuove frequenze costituiscono le basi per lo sviluppo del 5G e sono state attribuite per 15 anni, in modo da consentire lo sviluppo delle reti a lungo termine.

In alcuni cantoni si è tuttavia reagito con scetticismo: Vaud, Giura e Ginevra hanno deciso di congelare i dossier relativi alle antenne 5G. Prossimamente la questione sarà discussa anche dai parlamenti cantonali di Berna, San Gallo e Svitto. E anche in Ticino vi è stato un verso conservatore: a chiedere una moratoria per le antenne 5G in Ticino è una mozione del PPD. Da quanto ci risulta, le moratorie cantonali sono illecite: in base alla legge, in questo ambito la competenza legislativa globale è della Confederazione.

La digitalizzazione è impensabile senza un’efficiente infrastruttura di telefonia mobile. Per tenere il passo con lo sviluppo tecnologico e sfruttare il potenziale della digitalizzazione, l’introduzione della tecnologia 5G in Svizzera è quindi fondamentale.

Allo scopo di valutare e dare una risposta alle possibili preoccupazioni dei cittadini, con la presente sottoponiamo le seguenti domande al lodevole Consiglio di Stato:

  1. Condivide che la competenza legislativa globale è di responsabilità della Confederazione? Qual è quindi il margine di manovra del Canton Ticino?
  2. Come intende muoversi per rassicurare la popolazione su presunti e quantomeno irrazionali spauracchi promossi sia internazionalmente che sul nostro territorio?
  3. Come valuta il potenziale della tecnologia 5G, la tecnologia di telefonia mobile ad alta velocità? Dove si intravvedono potenziali campi d’applicazione della nuova tecnologia nel nostro Cantone?
  4. Ritiene che la tecnologia 5G sia complementare alla posa della fibra ottica? Quali sono le risultanze dei lavori relativi al Piano strategico per la banda ultralarga in Ticino?

Per il Gruppo PLR in Gran Consiglio

 

Categorie
Articoli

I deflussi minimi e la svolta ambientalista del PLR

Nelle cronache parlamentari concernenti la decisione di aumentare i deflussi minimi degli impianti idroelettrici nei fiumi ticinesi – decisione su cui la maggioranza del Gruppo PLR si è astenuta -, è stato ampiamente ripreso un intervento del PS del seguente tenore: “Mentre la presidente del PLR nazionale Petra Gössi annuncia la svolta ambientalista del partito, il PLR cantonale prende la decisione meno ambientalista degli ultimi anni”. Nessuno mette in dubbio che un aumento dei deflussi minimi possa portare benefici agli ecosistemi dei nostri fiumi, che negli ultimi anni stanno subendo sempre di più gli effetti dei cambiamenti climatici. Analizzare e, se del caso, rivedere puntualmente le attuali dotazioni sono provvedimenti legittimi a tutela dei nostri corsi d’acqua. Ci mancherebbe! L’entità di questi deflussi è però ingente: non mancano gli studi che dimostrano come quantitavi minori permettano di raggiungere i medesimi benefici rispettando la Legge federale. Occorre quindi un approccio più pragmatico e responsabile, con un aumento graduale dei deflussi accompagnato da puntuali verifiche.

Invece qui senza pensarci troppo andiamo a privarci a più del 4% della nostra produzione di energia elettrica, rinnovabile oltre che autoctona, la quale garantisce importanti posti di lavoro nelle nostre valli. Un settore, quello idroelettrico ticinese, che quando discuteremo i conti di AET porterà tutti a sciacquarsi la bocca sostenendo di volerlo rafforzare e valorizzare. Dov’è la coerenza?

Tra le criticità di questa decisione poco approfondita, vi è ad esempio quella palese che non sarà facile compensare questa quota di energia rinnovabile (specie in inverno), corrispondente alla produzione della nuova centrale del Ritom dal costo di 250 milioni. La rinuncia a oltre il 4% di energia nostrana, generata da una fonte rinnovabile che non produce CO2 (il vero problema, anche per l’acqua dei fiumi), comporta la necessità di acuistarla sul mercato elettrico per ottenere lo stesso quantitativo. Tuttavia proverrà da fonti non rinnovabili, e a causa di questa scelta non potremo abbandonare fonti inquinanti così come pianificato per contrastare i cambiamenti climatici. È bene ricordare che per produrre la stessa energia con una centrale a carbone di nuova generazione (!) si producono 120’000 t di CO2 all’anno, vale a dire l’inquinamento di 90’000 auto in un anno.

La posizione del PLR non è dunque contraria all’aumento dei deflussi minimi, ma proprio coerentemente con la nuova strategia ambientale del PLR svizzero, in cui questa decisione si inserisce, ritiene che le misure a tutela dell’ambiente debbano essere ragionate e sostenibili.

 

Categorie
Articoli

Sperimentiamo ora per migliorare la scuola di domani

È naturale che la scuola dell’obbligo faccia discutere e, soprattutto, che non faccia l’unanimità. Probabilmente non ha eguali nel rivestire così tanta importanza: accoglie i nostri giovani in tenera età, con i loro sogni e le loro paure, e li accompagna fino all’adolescenza e oltre, preparandoli al “mondo degli adulti”. Si tratta di fasi cruciali anzitutto per la crescita formativa e personale dei cittadini di domani, ma di riflesso per l’intera società.

Su una cosa sono però tutti concordi: la scuola ticinese necessità una riforma per fare dei passi in avanti. Rimane una buona scuola, ma dopo 40 anni senza cambiamenti importanti deve recuperare il passo.

Ogni ragazzo è diverso, e ogni ragazzo ha la sua intelligenza, la sua attitudine, le sue doti e pure i propri ritmi. Il bravo docente deve capire e aiutare ogni allievo a sviluppare le proprie potenzialità, cercando di portarle all’eccellenza. Le donne e gli uomini di scuola consultati ci hanno quindi indicato la necessità di gruppi più omogenei all’interno dei laboratori in terza e quarta media, divisi per competenze affinché l’incontro tra docente e allievo – dove la scuola avviene realmente ogni giorno – possa dare risultati ancora migliori. Questo modello per volontà del Gran Consiglio è quindi divenuto parte integrante della doppia sperimentazione in votazione, per cui dopo tre anni torneremo in Gran Consiglio a discutere sulla base di una valutazione esterna e indipendente, la quale confronterà i due sistemi oltre al sistema attuale.

In attesa della votazione e della conseguente scelta di chi svolgerà l’analisi i criteri non possono già essere definiti, tuttavia non è difficile immaginare che tra quelli centrali vi saranno lecompetenze acquisite, le settimane progetto, il carico di lavoro per i docenti oppure ancora l’alternanza fra laboratori, atelier e ore con la classe intera. Sarebbe certamente utile se alla definizione dei criteri fossero coinvolti anche persone competenti che ora sono contrarie alla sperimentazione. Senza i necessari adattemi legislativi non vi potrà comunque essere alcun automatismo nell’estensione di un progetto di riforma di cui oggi ci limitiamo a votare la fase pilota.

Ad ogni modo quello posto in votazione è un progetto profondamente rivisto rispetto alla prima versione: l’approfondimento in ogni fase della consultazione ha infatti permesso che diversi correttivi fossero già integrati e altre proposte tralasciate. Eppure la quasi totalità delle critiche sono rimaste proprio lì, ad esempio per quanto concerne il passaggio al medio superiore, mentre altre sono proprio inventate, come l’abolizione delle note di cui ancora leggevo nei giorni scorsi su queste pagine.

Per migliorare la nostra scuola bisogna provare oggi le innovazioni necessarie, votiamo SÌ per il futuro del nostro Cantone!

 

Opinione pubblicata sul Corriere del Ticino

 

Categorie
Articoli

La nuova Bellinzona sta partendo con il piede giusto

Nei passati decenni le aziende municipalizzate con la loro attività efficiente ed innovativa sono state un elemento di coesione, estendendosi e diversificandosi sul territorio di quella che è poi diventata la nuova Bellinzona. Con la lungimiranza che le ha sempre contraddistinte, grazie alla nuova forma giuridica in futuro rappresenteranno ancor di più un attore centrale per lo sviluppo della nuova Città.

La soluzione adottata dal Consiglio comunale per la nuova Azienda pubblica multiservizi Bellinzona (AMB) permette da un lato al Comune di avere un controllo costante, garantendo dall’altro la necessaria autonomia operativa a chi è chiamato a gestire la quotidianità di un’azienda di queste dimensioni. Il nuovo ente godrà quindi sì di una certa autonomia, la quale non sarà tuttavia priva di limiti. Rimarrà ad esempio municipale la competenza in materia di assunzioni e licenziamenti, oltre al fatto che questi rapporti di lavoro saranno regolati dal Regolamento organico comunale. Bisogna perciò essere in malafede per ritenere questa trasformazione un primo passo verso la privatizzazione, poiché il controllo dell’ente pubblico rimarrà sempre garantito.

Ma soprattutto, questo passaggio di proprietà dei beni amministrativi dal Comune alla nuova Azienda pubblica (in sostanza le reti di distribuzione di acqua ed elettricità, che rimarranno però inalienabili così come tutti gli altri beni) comporterà la possibilità di mettere a disposizione un capitale di dotazione di circa 115 milioni. Tolti 15 milioni circa destinati a imposte e accantonamenti, sull’importo rimanente verrà versato un tasso di remunerazione del 3% annuo, il quale frutterà entrate correnti di 3 milioni annui, a cui si aggiungerà l’utile che l’azienda sarà in grado di generare (circa 1.5 milioni all’anno).

Una parte di questo capitale permetterà alla Città, dedotto l’importo da destinare al passaggio al nuovo istituto di previdenza professionale per i dipendenti comunali, di effettuare un ammortamento straordinario e liberare le risorse necessarie agli investimenti strategici già previsti dallo studio aggregativo, per un importo pari a 32 milioni di franchi.

Tante cifre inebrianti che – lo ammetto – potrebbero provocare qualche giramento di testa, ma che permetteranno un importante rilancio della nuova Bellinzona, che diventerà più competitiva sul piano cantonale e pure all’esterno dei nostri confini. Questo è il lavoro serio e intenso portato avanti dai nostri rappresentanti nelle istituzioni. Un lavoro di squadra che ben evidenzia la consapevolezza della responsabilità riposta nel nostro Partito e una fiducia che in questo avvio di legislatura abbiamo cominciato subito a ripagare rimboccandoci le maniche.

Un impegno concretizzatosi già nella precedente sessione di Consiglio comunale con l’approvazione del nuovo Regolamento comunale e del nuovo Istituto di previdenza professionale. Possiamo quindi affermare che la nuova Bellinzona stia partendo con il piede giusto, pur non dimenticando la raccolta firme in corso. Un referendum, quello sul Regolamento comunale, che ha portato un certo deterioramento del dibattito politico oltre a una buona dose di argomenti fuorvianti e ingannevoli. Da una parte chi lavora silenziosamente, dall’altra chi sommerge il Municipio di interpellanze. Modi diversi di fare e intendere la politica, ma i rappresentanti PLR sanno da che parte stanno.

Malgrado ciò possiamo rimanere positivi e fiduciosi, poiché le istituzioni non sono ancora state intaccate e i risultati del lavoro svolto sono concreti: settimana scorsa abbiamo posto un altro importante tassello nella costruzione della Bellinzona di domani.

 

Categorie
News

1 anno di Gran Consiglio

PER VOI. GRAZIE A VOI.

Tempus fugit! È proprio vero. Sembrava ieri, quando con le palpitazioni a 1000 dichiaravo fedeltà alla Costituzione e alle Leggi, pronto a cogliere la nuova sfida di cui mi avete onorato.

Ho cercato di dare il massimo per ringraziarvi della fiducia ricevuta e per apprendere al più presto il funzionamento di una „macchina“ che era già in funzione. A facilitare ciò l’aiuto e l’accoglienza dai colleghi di Gruppo più navigati, che insieme alla motivazione dei neo entrati, hanno contribuito a creare un ottimo ambiente e fatto in modo che si potesse collaborare e lavorare bene nell’interesse di tutti.

Ho cercato di essere sempre presente e – soprattutto – preparato alle sedute di commissione scolastica, energia e, da quest’anno, anche della neo costituita revisione della legge sul Gran Consiglio, come pure a quelle del plenum e di Gruppo. Ho trovato i temi trattati molto stimolanti e andare alle riunioni e redigere i primi rapporti è stato un piacere. Il piacere di rendersi utili e di far qualcosa per la collettività.

Studiando a Lucerna i chilometri percorsi in treno non sono stati pochi (ho rinunciato subito a tenerne il conto…), ma ho trovato attimi in cui poter approfondire i dossier e lavorare (quasi sempre…) e non pochi importanti momenti di riflessione, anche grazie ai nostri meravigliosi paesaggi. E la presenza, come potete vedere seguendo i link qui sotto, mi sembra di poter dire sia sempre stata garantita. In quest’anno ho anche depositato 5 atti parlamentari (quattro interrogazioni e una mozione) e altri sono ancora delle bozze, o semplicemente delle idee nella mia testa che verranno presentate prossimamente, insieme ad altri rapporti che sto portando avanti nelle commissioni.

Ho cercato anche di ascoltare tutti quelli che avevano qualcosa da dirmi, votando poi secondo coscienza. Posso garantire che non mi sono mai dimenticato di chi mi ha votato e di quale fosse il compito per cui sono stato eletto. L’interesse dei miei concittadini e del Cantone che amo, e che grazie alla politica ho potuto scoprire ancor di più.

Vorrei però anche ricordare quando i Giovani Liberali Radicali Ticinesi insieme ai Giovani UDC sono riusciti a evitare l’aumento delle tasse di circolazione, forti del sostegno di ben 2 cittadini ticinesi su 3!

Un anno vissuto intensamente quindi, ed è solo l’inizio. L’unica cosa che posso fare è pero dire a tutti GRAZIE… grazie davvero.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Collegamenti (cliccare per accedere):

Atti parlamentari depositati (fabiokaeppeli.ch)

Dettaglio Deputati, scheda personale (ti.ch)

Presenze dei membri del Gran Consiglio alle sedute della legislatura (ti.ch)

Presenze dei Deputati ai lavori delle Commissioni speciali della legislatura (ti.ch) (Commissioni scolastica e dell’energia)

 

Categorie
Interviste

«GLRT graffia: i numeri parlano chiaro, il miglior movimento giovanile cantonale siamo noi» — Intervista

BELLINZONA – Malgrado gli ottimi risultati ottenuti ad aprile alle elezioni cantonali dai propri esponenti, i Giovani liberali radicali (GLRT) a differenza di altri movimenti giovanili legati ai partiti non hanno presentato nessuna lista “in proprio” per le elezioni federali. Al presidente Fabio Käppeli abbiamo chiesto di fare una valutazione delle federali, ma non appena lo contattiamo se la prende con Umberto Gatti, co-presidente di Generazione Giovani. «Loro sarebbero il miglior movimento giovanile?», e sorride. «Un po’di modestia non fa mai male. I numeri parlano a nostro favore, visti i successi con il referendum (sulle tasse di circolazione, ndr.) da record che ha raccolto quasi il doppio delle 7’000 firme necessarie e la successiva votazione, sostenuti da ben 2 cittadini su 3! Ma abbiamo fatto anche diverse raccolte firme in passato che stanno portando i loro frutti, poi ci sono le recenti cantonali, oltre alle comunali… ma lascio giudicare ai lettori».

Però voi alle federali non c’eravate… .

«Noi non avevamo una lista, per scelta. Siamo soddisfatti di quanto ottenuto dai giovani alle cantonali, con sei rappresentanti in Gran Consiglio, e con quattro giovani in lista per il Consiglio di Stato. Il nostro partito crede nei giovani e nel rinnovamento, ed è stata una strategia vincente. Il rinnovamento è stato portato avanti anche alle federali, con meno ringiovanimento ma con volti nuovi, dove molti erano già attivi a livello comunale ma nuovi sulla scena cantonale».

Diceva che non avete schierato una lista per scelta, come mai?

«Abbiamo fatto le nostre riflessioni e abbiamo ritenuto che un candidato su una lista giovanile non avrebbe avuto chance, dunque preferivamo proseguire sulla linea dei giovani competenti e di qualità, pronti per assumere la carica di consigliere nazionale, sulla lista PLR. Mettere dei giovani solo per portare voti al partito può essere rischioso e strumentale, ci vuole un grande impegno in campagna e si rischia di avere risultati non eccellenti. Spingiamo dove c’è possibilità di entrare. Se per gli altri l’operazione è riuscita, buon per loro, ma i nostri hanno ottenuto risultato migliori. E faccio notare a Gatti come il PLR è di centro, non spostato a destra, e porta soluzioni concrete!».

Bühler e Gatti hanno sottolineato come i giovani che hanno votato per loro magari diversamente non sarebbero andati alle urne, concorda?

«Non ne sono convinto, alla fine a contare sono i temi che si affrontano. Anche qualcuno non così giovane può affrontare quelli che stanno a cuore ai giovani. Il PPD con tutte le sue liste ha tenuto i risultati di quattro anni fa, il PLR ce l’ha fatta correndo da solo. Tra le varie liste chi ha avuto la possibilità di farsi vedere, ovvero la GISO, ha chiesto e ottenuto diversi spazi in radio e tv per non fare solo le comparse ma avere un ruolo attivo, diversamente da Generazione Giovani. Il PS ha fatto uno sforzo in questo senso, e la loro lista giovane ha fatto la campagna più attiva».

Col senno di poi e visti i risultati degli altri, siete pentiti della vostra decisione?

«Non ci pentiamo, ci vogliono tempo e impegno per far bene ed è stato un anno impegnativo tra raccolte firme e elezioni cantonali su cui ci siamo focalizzati bene, avendo concrete possibilità. In Gran Consiglio abbiamo più deputati della Destra e gli stessi dei Verdi… . Il nostro partito crede nei giovani e lo ha dimostrato a più riprese: qualche anno fa si è sfiorata la presidenza con Nicola Pini, ora vicepresidente, e come capogruppo è stato scelto Alex Farinelli. Un giovane che si mette a disposizione avrebbe quindi avuto chiaramente più chance di farcela sulla lista del PLR, dunque giusto candidarsi lì».

Qual’è in generale la sua impressione su quanto scaturito dalle urne?

«Per il PLR è stato positivo aver aumentato il numero di schede. Meno invece il gande numero di panachage che in termini di voti ci ha fatto perdere qualcosa, bisogna capire come mai. La scheda secca è stata usata solo da 4 PLR su 10, a fronte di un UDC su 2 e quasi 6 leghisti su 10. Dobbiamo riflettere, ma ritengo sia proprio una differenza di elettorato. Personalmente mi aspettavo che vi fosse uno spostamento dei voti dei Verdi verso il PS, invece la parte pro Savoia ha votato Lega e UDC».

Intervista pubblicata su ticinolibero.ch.

Categorie
Articoli

Fuori l’orgoglio liberale radicale!

È l’ora della verità. Il voto del prossimo 18 ottobre ha un valore importante: ci dirà se questo Paese vuole prendere in mano le redini del suo futuro, grazie ai progetti promossi con senso di responsabilità dal Partito liberale radicale, oppure farsi paralizzare dalla pericolosa contrapposizione degli estremi a sinistra e a destra.

Oggi più che mai crediamo nei valori di sempre: libertà, giustizia, responsabilità e solidarietà, ma consapevoli e critici verso le tendenze negative da invertire. Amiamo la Svizzera e vogliamo migliorare concretamente la nostra Nazione. Sogniamo una Svizzera progettuale, coraggiosa e competente per affrontare un contesto diverso da tutto quello che abbiamo conosciuto fino ad ora.

Per questo motivo sosteniamo e crediamo nelle donne e negli uomini del PLR, persone che con impegno, costanza e sacrificio sono disposte a mettere il cuore per il loro Paese.

L’invito a tutti i liberali radicali è perciò quello di non cedere, perché delusi, stanchi, pigri, alla tentazione dell’astensionismo o del voto punitivo. Non lasciamo campo libero alle altre forze politiche. Votare PLR significa riconfermare un modo di far politica che ha portato progresso, benessere, qualità di vita, e giustizia nei nostri Comuni, nel nostro Cantone e nella Confederazione. Difendiamo con orgoglio queste conquiste, coscienti che i nostri valori e progetti meritino di essere sostenuti per il bene del Ticino e della Svizzera.

Fabio Abate agli Stati e un terzo seggio liberale radicale al Nazionale: ce la possiamo fare! Ancora 2’500 schede. Se ognuno di noi riuscisse a trovare 10 persone che per un motivo o per l’altro non andrebbero a votare, insieme, possiamo raggiungere un grande risultato. Le future generazioni ci ringrazieranno.