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«I giovani in politica hanno molto da dare» — Intervista

Bellinzona: Fabio Käppeli a ruota libera sulla decisione di non ricandidarsi al Gran Consiglio, sulla volontà di far bene per la “mia città”, sulle finanze che non consentono “miracoli” e sulla capitale che verrà.

Con i suoi 27 anni Fabio Käppeli è il municipale più giovane delle città ticinesi. La sua carriera politica è stata un crescendo, a livello sia cantonale sia comunale. Il prossimo aprile non difenderà il seggio in Gran Consiglio. Una decisione motivata con il fatto, come ci spiega nell’intervista, di volersi concentrare appieno sullo sviluppo di Bellinzona di cui è capodicastero Finanze, economia e sport dall’aprile 2021.

Testo tratto da Cdt.ch.

 

CorrieredelTicino_20221025_15

 

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Presentazione dei candidati al Municipio – Live streaming

È possibile rivedere la diretta streaming con la presentazione dei candidati liberali radicali al Municipio della città di Bellinzona.

 

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Andiamo verso la Bellinzona del 2040!

«Se non sai dove vuoi andare, allora una strada vale l’altra», dice il gatto ad Alice nel Paese delle meraviglie. Nella prossima legislatura Bellinzona dovrà gestire le conseguenze che la pandemia Covid-19 lascerà dietro di sé, e che già intravvediamo, ma soprattutto dovrà affrontare scelte strategiche che determineranno il suo futuro per i prossimi 20, 30 e anche più anni. Con tanti progetti che ci fanno sognare il momento storico è decisamente fondamentale per la nostra bella Città, e fare politica in questo contesto risulta essere molto stimolante!

Godiamo di una qualità di vita elevata in ogni quartiere, ma che non possiamo dare per scontata e che dobbiamo mantenere tale. Ora è giunto il momento di insistere maggiormente sullo sviluppo economico, ricordandoci che la creazione di posti di lavoro rimane la miglior misura sociale: vogliamo una città dinamica e innovativa e in questo senso dobbiamo impegnarci per attirare attività imprenditoriali. Da un lato sapendo venderci bene, dall’altro migliorando ulteriormente la nostra attrattività. Infine mi sta a cuore una Città efficiente, penso in primo luogo a una burocrazia snella che incentivi l’iniziativa dei suoi cittadini e delle associazioni che la animano, ma anche efficiente e veloce nel rispondere ai problemi dei quartieri e attenta a curare ogni angolo di territorio e gli spazi in cui viviamo.

Il Municipio deve essere al servizio dei suoi cittadini, anzitutto valorizzando le associazioni di quartiere attribuendo loro alcune competenze specifiche. In questo modo non si dà solo voce ai quartieri, ma costituirebbero un attore ancor più importante a supporto dell’attività della città grazie al coinvolgimento costante e puntuale della popolazione.

Bellinzona oggi si trova di fronte a un bivio. Personalmente, e con me il mio partito, sappiamo quale direzione merita la nostra Città e vogliamo continuare a trainarla permettendole di cogliere anche in futuro le opportunità di sviluppo che si presenteranno. Ho davvero tanta voglia di costruire la Bellinzona di domani: quando mi guardo allo specchio continuo a vedere un giovane il cui unico desiderio è quello di rendersi utile, dare il proprio contributo e cercare di fare la differenza nella vita delle persone. Ciò vale a maggior ragione per Bellinzona, la mia Città, in cui sono cresciuto e che chiamo “casa”.

Abbiamo fatto l’aggregazione – dicevamo – pensando alle future generazioni. Personalmente sento la responsabilità di una generazione che vuole impegnarsi personalmente per il proprio futuro. Non ho dato la mia disponibilità a candidarmi con lo scopo di diminuire l’età media della lista o quella dell’esecutivo della prossima legislatura. Tutt’altro. Mi candido perché ho visioni e progetti che vorrei realizzare con motivazione.

Terminati gli studi in diritto, dopo 6 anni in Gran Consiglio e l’altrettanto entusiasmante esperienza quale Capogruppo nel Consiglio comunale della nuova Città, sono ora pronto a lanciarmi in una nuova sfida… Perché come diceva lo stesso Lewis Carroll “uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”.

 

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Senza coraggio non c’è futuro

A 100 anni dalla nascita dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi non posso non ricordare con un po’ di nostalgia gli anni intensi e di scoperta trascorsi all’interno di un movimento che rappresenta molto di più di una palestra politica.

L’adesione a GLRT a 16 anni è stata la logica decisione quando ho voluto portare anche in politica il mio impegno a favore della collettività, ritrovandomi pienamente negli ideali e nel modo di fare politica del PLR.

In molti dicono che i giovani in politica devono avere il coraggio di osare. Quando tra il 2014 e il 2015 ho avuto l’onore e l’onere di presiedere GLRT abbiamo dimostrato di averne parecchio con il lancio del referendum contro l’aumento delle imposte di circolazione, che dopo una raccolta firme incredibile è poi stato sostenuto in votazione popolare dal 67% dei cittadini che hanno condiviso le nostre ragioni. Solo in questo modo, e con la giusta dose di impegno e determinazione, anche i sogni e le sfide più grandi e apparentemente impossibili diventano invece possibili.

A tutti i livelli i GLR rappresentano i giovani che non si limitano a piangersi addosso, ma che sentono forte la responsabilità di impegnarsi in prima persona per il proprio futuro. Avanti così, con fiducia nei giovani!

 

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«Sano confronto sui temi» – Intervista

Il giovane deputato Fabio Käppeli ci parla di come si mantiene l’ordine nelle discussioni in Parlamento

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Come organizzi il tempo tra lo studio e la carriera politica?

Attualmente sto terminando gli studi in diritto all’università di Lucerna e sono deputato al Gran Consiglio; inoltre ricopro il ruolo di capogruppo del mio partito, il PLR, nel Consiglio comunale della città di Bellinzona. Trovare il giusto equilibrio per conciliare al meglio studi e vita politica non è affatto semplice, poiché sono due attività irregolari e studiare richiede determinazione e costanza. Mantenere la concentrazione non è sempre evidente quando svolgi più attività e hai tanti pensieri per la testa. Durante il semestre mi dedico un po’ di più alla politica in Ticino e sono quindi meno presente a Lucerna, cercando di non perdere troppe lezioni; trascorro invece più tempo oltre Gottardo con l’avvicinarsi della sessione di esami. Sono stato eletto in Gran Consiglio lo stesso anno che ho iniziato l’Università e ora sto terminando il master. Posso quindi dire che fino ad ora sono riuscito a organizzarmi, senza perdere di vista i miei obiettivi.

All’interno del Gran Consiglio esistono delle regole da rispettare per esprimere le proprie opinioni?

In aula le discussioni avvengono in modo strutturato: i deputati possono esporre gli argomenti a favore delle loro tesi soltanto quando il Presidente dà loro la parola. Ovviamente si auspica un atteggiamento corretto da parte di ogni membro, anche quando i dibattiti si animano divenendo molto accesi.

Ti è mai capitato di assistere a discussioni che oltrepassino i limiti del rispetto?

Ogni tanto accade, fortunatamente non troppo spesso. Alcuni deputati sono più spontanei e può succedere che si facciano trasportare dal discorso, lanciando qualche frecciatina. Comunque, terminate le discussioni nei corridoi si torna alla cordialità. È importante che il confronto rimanga sui temi, senza attaccare le persone. Mi infastidiscono molto gli attacchi nei confronti di persone che non siedono in Parlamento e che quindi non possono intervenire per difendersi. Non mi sembra corretto. A loro favore potrebbe replicare qualcuno dei presenti, ma non è scontato.

In questi casi chi interviene per placare gli animi e in che modo?

Se la discussione in aula dovesse degenerare, la legge prevede alcune possibilità di intervento: il richiamo all’ordine spetta al Presidente del Gran Consiglio, che ha pure la facoltà di allontanare coloro che perseverano nel disturbare l’ordine delle sedute o assumono un comportamento sgarbato. Esiste anche l’immunità parlamentare – cioè è escluso il perseguimento penale – limitatamente all’esercizio della funzione e per quanto riguarda la diffamazione. In questi limiti, a mio modo di vedere, essa rappresenta un aspetto positivo, al fine di potersi esprimere più liberamente ed evitare il rischio di inibire il dibattito su certi temi. L’immunità non è infatti assoluta e potrebbe anche essere tolta su decisione dello stesso Gran Consiglio. Tuttavia non ricordo che essa sia mai stata utilizzata.

 

Di Giona Segàt – L’Universo, 15 gennaio 2020

 

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«Votazioni» — Ospite a Linea Rossa

Fra due settimane siamo chiamati alle urne, è quindi l’occasione giusta per parlare del rapporto dei giovani con la politica. Infatti solo un terzo dei giovani svizzeri esercita il proprio diritto di voto.

Ma la colpa è unicamente dei giovani? Quali le cause di questo disinteresse? Cosa sì può fare per avvicinare le nuove generazioni al voto?

Per rispondere a queste domande Mikel ha incontrato Lara Tarantolo, portavoce di easyvote, che dal 2007 si impegna ad aumentare la partecipazione giovanile al voto.

Ospite in studio Fabio Käppeli, giovanissimo politico, membro del Gran Consiglio.

Testo tratto da Rsi.ch.

 

Guarda la trasmissione.

 

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Interviste

«Manie e hobby» – Intervista

Prosegue la serie di servizi sulle manie di alcuni deputati in Gran Consiglio. Dopo che l’ecologista Tamara Merlo ha aperto le danze, è il turno dei piccoli segreti che il deputato del PLR Fabio Käppeli nasconde nelle pieghe della sua quotidianità. Dall’estrema cura per i libri dell’università alla cucina dove a farla da padrone non sono le ricette bensì l’improvvisazione.

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Educato e distinto, il giovane parlamentare del Partito liberale radicale si presenta in redazione con qualche minuto di ritardo, forse perché ancora in ottica universitaria, dove il quarto d’ora accademico regna sovrano in avvio alle lezioni. E poi diciamolo, a meno che qualcuno abbia la fissazione della puntualità un minuto in più o in meno non ha mai ucciso nessuno. La sessione d’esami per gli studenti di diritto che come lui frequentano l’Università di Lucerna è terminata solo da qualche giorno e il nostro protagonista porta addosso ancora i segni della tensione: «Quando sono nervoso e agitato mordo e stacco le pellicine delle unghie, non riesco a farne a meno, guarda qui» dice mostrando le mani.

E così, prima di deviare dal contesto scolastico, Käppeli ci svela qualche piccola fissazione che ha notato nelle scorse settimane durante lo studio. Una di queste si collega a una sorta di sentimento reverenziale nei confronti dei libri, utilizzati sì come strumento di lavoro, ma da trattare con molta cura. «Assolutamente non prendo appunti sui testi e nemmeno sottolineo o evidenzio qualcosa. Quello lo faccio solo sui miei appunti che invece pasticcio con mille colori per farmi entrare in testa i concetti». Un’attenzione e un rispetto per i testi che non si ferma qui: «Mi disturbano gli angolini alle pagine, li trovo anti-estetici – afferma sorridendo – beh lo riconosco, si tratta di una fissazione».

Ma non solo serietà e precisione contraddistinguono il granconsigliere del PLR, anzi. Ogni tanto non disdegna fare qualche piccolo scherzetto a parenti o amici: «Talvolta quando trovo un libro con il bordo della copertina utilizzato come segnalibro, lo sfilo senza mettere nient’altro al suo posto, d’altronde non è quella la sua funzione», osserva ironico. «Ma ho anche il pallino per la grafica e la scelta dei colori per i volantini o le piccole pubblicazioni che ogni tanto preparo. Mi piace ci sia armonia e che i colori siano pochi e non cozzino tra loro», confessa. Un’attenzione al dettaglio che non rimane circoscritta al solo ambito grafico: «Per esempio non sopporto i quadri storti, se nessuno mi vede li raddrizzo. E quando leggo il giornale, noto subito se ci sono doppi spazi o errori di battitura».

Un pizzico di sale, no forse tre

«Ho la tendenza a esagerare. Non cucino quasi mai, ma quando lo faccio tendo sempre ad abbondare con le quantità degli ingredienti, così il risultato non è mai dei migliori». Un’inclinazione questa che sfiora la mania e che si riversa anche su altri aspetti della quotidianità di Käppeli. Come il fatto di esagerare con il deodorante, «sempre per il dubbio di non averne messo abbastanza, preferisco aggiungerne ancora». E poi sornione aggiunge: «Sicuramente però non esagero con lo studio».

Chiacchierando poi dei suoi colleghi in Gran Consiglio, si scopre che ad avere la mania dell’esagerazione è anche il deputato PPD Giorgio Fonio, che però declina in altri termini: «È incredibile, quando andiamo in trasferta con la squadra di calcio del Gran Consiglio posta in continuazione su Facebook, video e non solo. Un po’ lo invidio perché anch’io vorrei essere più attivo sui social, ma proprio non mi riesce». Restando ai lavori a Palazzo delle Orsoline, Käppeli cita anche il deputato della Lega Giancarlo Seitz, che apprezza per la particolarità dei suoi interventi: «Porta sempre degli aneddoti che riescono a essere efficaci e rappresentativi dell’opinione che sta esprimendo».

Più sveglie per alzarsi

Le giornate di Käppeli non iniziano in maniera propriamente tranquilla: «Ho la fissazione di puntare 300 sveglie diverse per essere sicuro di alzarmi davvero. E tutte suonano a distanza di pochi minuti e in un lasso di tempo di un’ora circa. Un’abitudine che come puoi immaginare fa impazzire chi vive con me». E poi ammette: «Capita che io le perda comunque tutte e mi riaddormenti».

Ma questa non è l’unica abitudine imprescindibile che contraddistingue le sue mattine. Il parlamentare infatti non esce di casa se «i capelli non sono a posto, insomma mi devono piacere».

Specchi rotti e peperoncino

Nessuna superstizione o credenza popolare ad ogni modo condiziona le giornate di Käppeli, che non si lascia turbare dai vari gatti neri, dai venerdì 13 o dagli specchi rotti. Se per sbaglio versa un po’ di sale, non lo butta dietro le spalle e «ogni tanto la mia ragazza me lo fa notare. Forse è per questo che non vinco mai alle lotterie. O forse pesano tutti gli specchi che ho rotto finora» racconta ironico. Passando accanto a un prato di trifogli il nostro parlamentare non lancia nemmeno un’occhiata: «Figurati, sarebbe una battaglia persa, ti ricordo gli specchi e il sale» ribatte.

Però non sventola sempre la bandiera della razionalità in casa Käppeli, che ogni tanto si abbandona a qualche atteggiamento scaramantico, ma sempre con poca convinzione: «Un’amica mi aveva regalato una coccinella e dei peperoncini che per molto tempo ho portato con me, li tenevo insieme alle chiavi. Dovevano portarmi fortuna durante gli esami e hanno funzionato» conclude ammiccante e, dopo essersi versato dell’acqua, comincia a grattare l’etichetta della bottiglietta che ha trovato sul tavolo. Il tempo di prendere coscienza di quello che sta facendo e commenta: «Ah sì, spesso mi capita di strappare la carta intorno alle bottiglie delle acque minerali. Sul retro ci sono i concorsi da fare e a volte partecipo. Ma indovina un po’? Non vinco mai».

 

Corriere del Ticino, 18 agosto 2018.

 

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“Giovani volti per una nuova Bellinzona” — Intervista

Come ti chiami? Quanti anni hai? E cosa fai nella vita?

Mi chiamo Fabio Käppeli e ho 22 anni. La mia vita si divide fra Bellinzona e Lucerna, dove studio diritto, visti i numerosi impegni legati all’attività in Gran Consiglio.

Com’è nata la tua passione per la politica? Cosa ti ha spinto a candidarti? Ti ha affascinato il progetto della nuova Bellinzona?

Lewis Carroll ha detto che “uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”. La passione per la “cosa pubblica” è nata tra i banchi di scuola, dove oltre a rappresentare e organizzare attività per tutti gli studenti ho cominciato a difendere la mia opinione e i miei ideali. La mia prima raccolta firme è avvenuta in quarta media quando con il Consiglio degli allievi sono stato primo firmatario di una petizione che con oltre 600 sottoscrizioni chiedeva uno studio di fattibilità per valutare l’installazione di pannelli solari sul tetto della scuola.

Ora noi Bellinzonesi ci stiamo affacciando sulla nascita di un nuovo Comune: una sfida stimolante che sono pronto a cogliere con coraggio e motivazione. Alla Nuova Bellinzona saranno richieste visioni, concretezza e voglia di collaborare. Tre elementi che uniscono la passione che custodisco per il nostro Cantone e il nostro nuovo Comune. Eccomi pronto a mettermi di nuovo in gioco. Per ogni Bellinzonese!

Come pensi di comunicare con i tuoi potenziali elettori in un territorio che ora è più vasto?

La digitalizzazione e i social sono certamente d’aiuto, come pure gli articoli sui giornali. Però, ed è la cosa più bella in una campagna elettorale, il contatto umano rimane fondamentale e bisogna quindi consumare la suola delle scarpe.

Giovani nuovi politici e senior riescono a collaborare? Cosa rimproveri ai veterani della politica?

Dalla mia esperienza in Gran Consiglio dico che la collaborazione è ottima, dipende dalle persone e non dall’età. La prospettiva con cui si vedono le cose è inevitabilmente diversa, averne molte è una ricchezza, motivo per cui ci vuole il giusto mix. Come giovani abbiamo poi molto da imparare ed è positivo poter avere dei punti di riferimento cui “rubare” pillole di esperienza.

Come conciliare la tua attività scolastica o lavorativa con il tuo possibile incarico politico?

Sono già spesso a Bellinzona e partecipare quindi non sarà un problema o tornerei comunque volentieri anche per adempiere il ruolo di Consigliere Comunale, e AlpTransit mi sarà anche in questo caso di grande aiuto! Tuttavia non sottovaluto di certo l’impegno: dovrei valutare, ma eventualmente posso ridurre le commissioni in cui sono attivo in seno al legislativo cantonale.

Qual è il problema più grande della Nuova Bellinzona secondo te? Quali sono le sfide che la attendono?

C’è una nuova realtà da costruire e all’inizio certamente non sarà facile. Bisogna rispettare e valorizzare le specificità locali e mirare al bene comune: è questa la missione della politica comunale.

Cito sei sfide a mio avviso molto importanti:

  • Prossimità: attenzione ai bisogni dei cittadini di ogni quartiere;
  • Dinamismo: un’amministrazione comunale efficiente da subito;
  • Sviluppo: una città con progetti concreti e che promuova e attiri posti di lavoro;
  • Sicurezza: una polizia comunale presente e vicina;
  • Ricerca: una formazione di qualità e un polo di ricerca d’avanguardia;
  • Mobilità: trasporti efficienti per un territorio armonioso.

Quali rassicurazioni offri a chi ha votato «no» all’aggregazione?

Naturalmente se eletto vorrò e mi impegnerò per rappresentare le cittadine e i cittadini di tutta la Nuova Bellinzona, indipendente dal quartiere di residenza. Come detto all’inizio non sarà facile, ma l’unica certezza è che il futuro della Nuova Bellinzona lo costruiamo insieme, anzitutto partecipando all’importante appuntamento elettorale del 2 aprile prossimo! E i benefici più grandi saranno per le future generazioni.

Intervista pubblicata su tink.ch.

 

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«I ticinesi meritano soluzioni condivise e necessarie» — Intervista

Continua la serie di interviste a sei dei volti nuovi del PLR in parlamento. È la volta di Fabio Käppeli che con i suoi vent’anni compiuti in campagna elettorale è il più giovane deputato del gruppo PLR e dello stesso parlamento. Presidente di GLRT, studia diritto all’Università di Lucerna. La passione per la Res Publica è nata tra i banchi di scuola e proprio per una scuola pubblica forte e di qualità si batterà all’interno della Scolastica di cui fa parte unitamente alla commissione Energia.

Fabio Käppeli. Da lunedì il nuovo parlamento è al lavoro. Con che sentimenti e con quali intenti ti appresti a vivere il ruolo di parlamentare?  

Dopo l’arrivo dei risultati e l’insediamento ero molto onorato della fiducia riposta nella mia persona. Non nego di non aver mai avuto un battito cardiaco così forte come al momento di dover dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Con le prime riunioni ho finalmente toccato con mano la responsabilità che questa carica porta evidentemente con sè. Poter lavorare per il bene del Paese e costruirne il futuro è una soddisfazione enorme, e ora si comincia.

Quali le commissioni che ti sono state attribuite e su quali priorità intendi impegnarti?

Sarò nelle commissioni Energia e Scolastica. Nella prima voglio avere un occhio di riguardo particolare per la mobilità, tema già sollevato con il nostro referendum e in cui l’unica priorità deve essere a mio avviso la riduzione del traffico a favore di mezzi pubblici e mobilità aziendale. In questa commissione mi impegnerò convinto di due principi: lo Stato non deve sostituirsi al mercato – al contrario di quanto si tende a fare troppo spesso – e la miglior energia è quella che non si consuma. In Scolastica mi batterò invece per una scuola pubblica forte e di qualità, consapovole che il progetto “La Scuola che verrà” porta con sè l’opportunità quasi unica di cambiare (in meglio) il sistema scolastico attuale. Il nostro programma contiene però degli indirizzi chiari da portare avanti, per evitare quell’egualitarismo indistinto e ideologico che altri invece vorrebbero. Bisogna inoltre rivalutare la formazione professionale: il liceo non è l’unica strada, in un sistema che oltretutto è ricco di passerelle. Quella attuale è una “democratizzazione forzata” degli studi, perché non si è investito abbastanza nella alternative.

Secondo te quale dovrà essere il discorso politico tra governo e parlamento per non ritrovarci a vivere ancora una legislatura conflittuale e stagnante?

Bisogna anzitutto riprendere un dialogo costruttivo e civile, componente fondamentale di ogni democrazia. Ma soprattutto deve essere un discorso chiaro su quali si vuole siano le priorità. La spesa pubblica non può continuare ad aumentare incontrollata e fare delle scelte è il compito della Politica. Se non le individuerà il Governo può intervenire anche il Parlamento, ad esempio, per cominciare, imponendo al Governo di decidere sui grandi progetti solo qualche volta all’anno, così da avere una migliore visione di insieme. I cittadini ticinesi meritano poi che si vada oltre gli steccati partitici per trovare soluzioni condivise e necessarie, pur rimanendo coerenti con la nostra linea e il nostro programma.

Il gruppo liberale radicale si presenta fortemente rinnovato – 9 deputati su 24 – così come il parlamento. Secondo te che impatto avrà sull’attività del Gran Consiglio e sul lavoro del PLR?

Spero che i nuovi arrivati, in cui rientra anche chi parla, possano portare una buona ventata di aria fresca, all’interno del nostro gruppo come in parlamento. Della nostra squadra hanno però un ruolo ugualmente se non più importante i 15 riconfermati, da cui possiamo imparare molto e cui dobbiamo rubare quanta più esperienza possibile. Le premesse per lavorare (molto) bene con ci sono tutte. Visto il ricambio importante avvenuto anche all’intero Gran Consiglio spero si possano finalmente superare alcune conflittualità.

 

Opinione Liberale, 12 giugno 2015.