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Quei famosi 7 franchi

L’argomentazione principale dei fautori dell’aumento delle imposte di circolazione è che la qualità del nostro ambiente migliorerà sensibilmente grazie a un contributo minimo, pari mediamente a „7 franchi“ per automobilista. È già stato dimostrato che gli ecoincentivi sono una misura poco efficace; non ci resta, dunque, che confutare la cifra in sé, quei „7 franchi“, che tanto sono stati indicati dai membri di comitato di Infovel come un piccolo sacrificio a favore di un ambiente più pulito.

Punto primo. Il dato fornito tra gli argomenti a sostegno del sì, è il seguente: „il nuovo supplemento ammonterebbe a circa l’1,5%“, e quindi, l’aumento medio sarebbe di „7 franchi“. Tuttavia, usando la logica, se fosse stato necessario solamente l’1,5% dovremmo leggere questa cifra nella modifica di legge. Perché dunque il 5%? Il rischio è che vada a finire come con le altre tasse e licenze emesse da Camorino, in cui i costi sono coperti al 108%. Vuol dire che queste entrate (indirette) extra servono unicamente ad abbellire i conti dello Stato. La stessa fine potrebbe fare questo aumento, in un periodo in cui ogni possibile entrata fa comodo. Infatti, il testo della modifica legislativa è chiaro e quel „possono essere destinate“ non vincola in alcun modo il Governo. I lettori che avessero voglia di verificare personalmente noteranno che manca anche la temporaneità, visto che a differenza dello yogurt questa modifica non ha scadenza. A parole, ovviamente, è però facile definirli „temporanei“.

L’aumento medio sarebbe quindi ben maggiore. E ancora solo di una media si tratta. Ma non è tutto: il sistema attuale prevede già degli ecoincentivi nelle stesse tasse di circolazione, tramite un sistema di bonus/malus. In questo modo, l’aumento massimo arriverebbe a diverse centinaia di franchi. Insomma, cifre non irrisorie, come invece sostenuto da molti, e che andrebbero a gravare sulle finanze di quelle persone che possiedono un’auto non recente e non dispongono del capitale di base per acquistare una nuova vettura, seppur sussidiata. Da notare, infine, che la maggior parte di chi cambia auto la prende comunque d’occasione.

Punto secondo. L’aumento dell’imposta di circolazione non deve essere decontestualizzato: occorre ricordare che il Ticino presenta una delle imposte di circolazione più elevate della Svizzera. L’aumento percentuale acquisisce quindi ancora più rilevanza, e il divario con gli altri cantoni rischia di diventare enorme.
Ciò è evidenziato dal fatto che, grazie alla già citata imposta, nelle casse del Cantone si sono accumulati oltre 5 milioni di franchi. E allora una domanda sorge spontanea: perché non usare questi fondi per sostenere degli efficaci programmi di mobilità aziendale, volti a ridurre il traffico (la vera priorità), senza chiamare ancora una volta alla cassa tutti i cittadini?
Terzo e ultimo punto. I numeri citati precedentemente hanno un’importanza tutto sommato relativa: noi ci opponiamo direi soprattutto per principio. Diversi principî. Dal mio punto di vista, un prodotto si afferma grazie alla propria capacità di attrarre compratori: è il mercato che deve giudicare il successo di un’innovazione tecnologica e selezionare le migliori, non lo stato. Quest’ultimo non deve fare il commerciante d’auto tramite, per altro, associazioni di dubbia utilità. L’aumento di questa imposta non farà altro che andare a premiare una fascia di benestanti a spese di tutti gli automobilisti, con benefici nulli per l’ambiente. Se il Governo ritiene comunque importante ciò, può trovare i soldi rivedendo la spesa pubblica. Invece di ricorrere al „tassa e spendi“ potrebbe almeno provarci, visto che basterebbe risparmiare lo 0,1%.

Alcune persone ci hanno accusato, senza cognizione di causa, di fare demagogia. Ebbene, si sbagliano: noi ci battiamo, in linea con i nostri valori, per una società liberale e per una tassazione equa. La demagogia è piuttosto quella di chi, senza tener conto del fallimento degli ecoincentivi in passato, che è li da vedere, cerca di far passare come „vantaggioso per l’ambiente“ questo aumento di imposta. E i favorevoli non mi hanno ancora spiegato perché noi tutti dovremmo finanziare a pochi la seconda auto ultraefficiente. Pochi che se ne possono già permettere non una, ma addirittura due. Io dico NO, grazie.

 

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«In auto più tassati e più puliti?» — Dibattito a Piazza del Corriere

È un progetto a marca leghista quello che andrà in votazione il prossimo 14 giugno. Si tratta degli ecoincentivi e della promozione della mobilità aziendale, un’idea che non avrà costo zero, ma che comporta una modifica della Legge sulle imposte e le tasse di circolazione. Un’idea condivisa da Claudio Zali e Norman Gobbi, fatta propria dal Consiglio di Stato e poi (a maggioranza) dal Gran Consiglio contro la quale i movimenti giovanili del PLR e dell’UDC hanno lanciato un referendum. Una raccolta delle firme in piena campagna elettorale da parte di due partiti che all’epoca erano in battaglia con la Lega. Un referendum che ha raccolto un numero considerevole di firme, ben 13.055 cittadini l’hanno sottoscritto, quando ne bastavano 7.000.

Ora siamo in dirittura d’arrivo, la votazione è dietro l’angolo e Gianni Righinetti, martedì 26 maggio dalle 20.45 alle 21.45 a Piazza del Corriere ospiterà favorevoli e contrari. Sul fronte del sì c’è uno dei protagonisti della riforma della mobilità in Ticino, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, affiancato da un popolare democratico convinto della bontà di questo rincaro, il sindacalista Lorenzo Jelimini. Sull’altro fronte Fabio Käppeli (PLR) e Alain Bühler (UDC), le teste di serie nella raccolta delle firme.

L’interrogativo della serata, che è anche un po’ il quesito al quale dovranno rispondere i cittadini elettori è: in automobile più tassati e più «puliti»? Il Governo e i favorevoli tendono a relativizzare l’aggravio, mediamente di 7 franchi all’anno, dato che l’imposta di circolazione media oggi ammonta a 463 franchi. I promotori del sì sottolineano poi che il Cantone non intende fare cassa sulle spalle degli automobilisti, bensì promuovere una maggiore mobilità sostenibile nell’interesse di tutti. Ma chi dissente non vuole sentire parlare di tassare per dotare chi potrebbe permetterselo di un «giocattolo elettrico».

Testo tratto da Cdt.ch.

 

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«Ecoincentivi: un turbo per la mobilità sostenibile oppure uno spreco di risorse?» — Dibattito a Modem

Chiedere qualche franco di tassa di circolazione in più  e avere i soldi necessari per realizzare i progetti del Canton Ticino per una mobilità più sostenibile:  È questo in sostanza che il governo Ticinese vuole fare con gli ecoincentivi, seguito dal parlamento Cantonale, che nel novembre scorso ha approvato la modifica della legge sulle imposte di circolazione. Ma contro questo progetto, apparentemente condiviso dalla sinistra alla destra, hanno raccolto in poco tempo un’impressionante quantità di firme i giovani liberali e i giovani UDC, determinati a bloccare l’aumento, seppur minimo, della tassa di circolazione. Non negano l’importanza della protezione dell’ambiente, ma ritengono che l’investimento ecologico debba essere più mirato ed efficace. E così, il prossimo 14 di giugno in Ticino, il popolo dovrà pronunciarsi sugli Ecoincentivi. Saranno davvero un turbo verso la mobilità sostenibile in Ticino? Al dibattito di modem partecipano Fabio Käppeli dei giovani liberali, Luigi Meier dell’associazione “Les routiers suisses” contrari agli ecoincentivi,  Bruno Storni (granconsigliere PS e membro di comitato dell’ATA) e Marco Piffaretti di Infovel, favorevoli.

Testo tratto da Rsi.ch.

 

Ascolta la trasmissione.

 

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Ma il vero problema è il traffico

Vale per le famiglie come per lo Stato: i soldi – purtroppo, diciamolo – non crescono sugli alberi e nessuno ha il pollice sufficientemente verde per farlo. Il mese scorso abbiamo consegnato il referendum “contro l’aumento delle tasse di circolazione” che andrà in votazione popolare a giugno. Ciò malgrado non neghiamo, anzi, siamo i primi a preoccuparcene, che in Ticino vi è un problema legato alla mobilità.

Tuttavia in un periodo di ristrettezze finanziarie come questo bisogna anzitutto individuare il problema per affrontarlo nel modo più efficace. E quindi, il problema si trova nei veicoli in circolazione oppure nella quantità di questi veicoli? La risposta mi sembra chiara. E allora se nella coda di veicoli quando si torna a casa alla sera vi fossero 5 (a dir tanto) auto elettriche in più cambierebbe qualcosa? La verità è che non ce ne accorgeremmo nemmeno perché un’auto elettrica è pur sempre un’auto che sta in coda e crea traffico.

Ce ne accorgeremmo se questa colonna diminuisse e se impiegassimo meno tempo per i nostri spostamenti. Come fare? Ad esempio potenziando il trasporto pubblico o la mobilità aziendale, tanto per citare due misure che contribuirebbero davvero a ridurre il traffico nel nostro Cantone. Di lavoro da fare e di cose da migliorare ve ne sono sempre, basti pensare ai park and ride di cui occorre aumentare la quantità e migliorare la qualità di quelli esistenti, i quali ad esempio non sono ancora in rete fra loro e nemmeno prevedono delle liste di attesa. A livello quantitativo vanno invece potenziati nelle aree di confine e sul fondovalle, perché sappiamo che non tutti possono fare a meno dell’automobile. I problemi viari nel nostro Cantone si risolvono intrecciando costruttivamente strutture stradali e trasporti pubblici, dando però la priorità alla riduzione del traffico.

Infatti, se invece di sussidiare poche migliaia di auto elettriche (anche a milionari, anche come seconda auto, e potrei continuare) buttassimo sul Ticino l’equivalente del credito votato dal Gran Consiglio in monetine da 5 centesimi il beneficio per l’ambiente sarebbe lo stesso e sarebbe lo stesso anche lo sperpero di denaro pubblico. 14 milioni sono tanti: non ho più controllato il mio conto, ma io in banca non li ho, e come me tanti ticinesi. Chiedere maggior attenzione a chi gestisce le risorse pubbliche è quindi il minimo. E se a tutto questo aggiungete che sarebbe stato finanziato aumentando le tasse di circolazione capirete come abbiamo fatto a raggiungere quasi il doppio delle firme necessarie. Così proprio non va.

 

Articolo apparso su LaRegione.

 

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Ecoincentivi, trionfo di firme per il referendum — Intervista

Quasi il doppio delle 7mila firme necessarie sono state consegnate oggi a Bellinzona: per l’esattezza quelle raccolte dai giovani di PLR e UDC  al grido di “Basta aumenti delle tasse di circolazione”, come titola il referendum, sono 13’703 sottoscrizioni.

Un trionfo, considerate anche le due settimane di vacanze che hanno intervallato il periodo di raccolta, commenta Fabio Käppeli, presidente GLRT, contattato da Liberatv dopo la consegna: “C’è grande soddisfazione da parte nostra: le festività non hanno certo reso facile il lavoro, e perciò queste quasi 14mila firme valgono per noi ancora di più e testimoniano dell’ottimo riscontro ricevuto da parte del popolo”.

Uno degli obbiettivi dichiarati, come aveva commentato al CdT Käppeli, era quello di eguagliare, se non superare, il risultato raggiunto dalla Lega contro il credito a Expo, che aveva toccato quota 12.698 adesioni. Con un margine di ‘errore’ di oltre mille firme, il risultato sembra a portata di mano. “Vedremo quante saranno vidimate, ma, comunque vada, sarà certamente uno dei record degli ultimi anni; segnale anche di una volontà precisa dei ticinesi, contrari come noi a una politica del tassa e spendi”, dichiara Käppeli, pensando già al passo successivo: la chiamata alle urne.

“Noi chiediamo di andare in votazione il prima possibile – spiega –. Quindi entro i sessanta giorni minimi previsti dalla conferma della riuscita del referendum, così che il popolo sappia come è andata a finire prima di eleggere i propri rappresentanti per il prossimo quadriennio”.

È forse in quest’ottica che vanno letti i tre polli di plastica con cui i giovani di PLR e UDC si sono presentati alla consegna delle firme raccolte? “L’abbiamo fatto per ribadire che i ticinesi non sono dei polli e non si fanno spennare. Le nostre motivazioni le abbiamo già sottolineate (ndr. vedi articolo allegato), ma ripeto: abbiamo già l’imposta di circolazione più cara della Svizzera e di aumenti di imposte temporanei, ho solo 19 anni, ma non ne ho mai visti…”

“È inutile che esponenti del Governo dichiarino che non siamo stati chiari o che abbiamo omesso delle informazioni”, conclude Käppeli citando un passo contenuto nella nota stampa in cui comunicano la riuscita del referendum contro gli ecoincentivi. “Piuttosto, la nostra posizione è cristallina e questo referendum – oltre a opporsi all’aumento dell’imposta di circolazione – è un messaggio chiarissimo all’indirizzo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio: così non si può più andare avanti!”

Intervista pubblicata su liberatv.ch.

 

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Ultimi giorni per il referendum

Il tempo scorre inesorabile. I giorni rimanenti per poter chiamare al voto i cittadini ticinesi sull’aumento fino al 5% dell’imposta di circolazione più cara della Svizzera si contano ormai sulle dita di una mano. A nome del comitato promotore vi invito a far pervenire il più presto possibile e direttamente alle cancellerie comunali dei vostri comuni tutti i formulari ancora in vostro possesso.

I motivi che ci hanno spinti a scendere in piazza sono molti. Anzitutto la politica deve darsi delle priorità e non può continuare ad applicare il principio «del tassa e spendi». A maggior ragione con l’imposta di circolazione che non dobbiamo dimenticare è già la più cara della Svizzera. In un confronto con i cantoni a noi vicini, quella ticinese risulta essere di ben cinque volte l’imposta vallesana e il 30-40% maggiore rispetto a quella grigionese. Entrambi questi cantoni sono peraltro molto simili al nostro: con una superficie viaria estesa, anche in montagna, e parecchio traffico di transito. Purtroppo, proprio quest’ultimo punto non è da trascurare in quanto l’aumento delle imposte andrà a toccare solo e unicamente i ticinesi, malgrado non siamo certo gli unici a contribuire all’inquinamento e al traffico sulle nostre strade.

Se il principio della mobilità sostenibile è certamente condivisibile, non lo è la volontà di finanziarla aumentando ulteriormente le tasse. Questo referendum non blocca i progetti già pronti a favore della mobilità aziendale, “grazie” anche ai 5 milioni di eccedenze già pagati in eccesso dagli automobilisti. Infatti, si dovrebbero anche ridefinire le priorità della mobilità in Ticino. Il vivere quotidiano, soprattutto nel sottoceneri, imporrebbe una riduzione del traffico e non la sostituzione del parco veicoli con auto più efficienti, la cui maggior efficienza, per giunta, rimane tutta da dimostrare. Il potenziamento del trasporto pubblico e dei park and ride, ad esempio, dovrebbero essere preferiti al sistema a fondo perso dei cash bonus. Il nocciolo della questione, però, è che chi non può permettersi di cambiare automobile nei prossimi anni non deve pagarla a chi potrebbe già sostituirla senza incentivi.

Con questo referendum vogliamo lanciare un messaggio chiaro al Consiglio di Stato: è giunto il momento di smetterla di continuare a chiedere sacrifici ai cittadini. Ogni anno aumenta qualche tassa e anche per il 2015 sono preventivati 700’000 franchi in più provenienti dalle tasse di collaudo, che ancora una volta dovranno pagare gli automobilisti ticinesi.

L’invito, ci tengo a ribadirlo, è quello di sfruttare gli ultimi giorni a disposizione per far pervenire direttamente alle cancellerie comunali i formulari ancora in vostro possesso, anche incompleti, o magari completandoli sulla strada verso la bucalettere fermando i vicini di casa che incontrate. Il vostro aiuto è importante!

 

Articolo apparso su LaRegione.

 

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Risposta ai Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali: basta ricatti!

Il comunicato stampa di ieri è un tentativo di un governo debole che dimostra di aver paura del voto popolare. Mai prima d’ora si era vista un’operazione simile volta a ostacolare una raccolta firme. Il comitato referendista dice no a questi squallidi giochetti e va avanti con ancora più determinazione.

Prendiamo atto con stupore della decisione a nome del Consiglio di Stato firmata dai Ministri Norman Gobbi e Claudio Zali, di voler – a sorpresa – congelare il credito in favore della mobilità aziendale. E questo nonostante le dichiarazioni del Ministro Claudio Zali che (dalle colonne del Corriere del Ticino del 2.12.2014) affermava “Ai giovani liberali e democentristi devo comunque dare atto di avere apparentemente avuto l’accortezza di non contestare esplicitamente la parte del decreto che stanzia i fondi in favore della mobilità aziendale, per la quale abbiamo progetti pronti che potranno così essere messi in pratica senza indugi e a beneficio di tutti”.

Come mai un Ministro così decisionista, d’un tratto gira le carte in tavola e mostra una tale chiusura? Trattasi forse di improvvisazione? Soprattutto se si pensa che rispetto alla proposta in Parlamento di offrire il trasporto pubblico gratuito a tutti i giovani il ministro non ha fatto una piega. Come mai in quell’occasione i soldi ci sarebbero stati?

Nel frattempo, i programmi di mobilità aziendale vanno avanti: alcuni comuni hanno stanziato crediti straordinari in favore della mobilità aziendale, oltre ai vari contributi per abbonamenti arcobaleno, buoni reka offerti a prezzo scontato dai datori di lavoro. Inoltre, a nostro parere, i CHF 5 milioni di eccedenze già disponibili possono essere spesi dal Cantone in programmi realmente utili a favore della mobilità aziendale.

Piuttosto che chiedere nuovi sacrifici alla popolazione per stanziare sussidi a fondo perso, vogliamo che i Consiglieri di Stato Gobbi e Zali rivedano la spesa all’interno dei loro dipartimenti e l’efficacia della stessa. I soldi per la mobilità aziendale ci sono, bisogna solo prendere delle decisioni. Troppo facile buttare nel mucchio proposte raffazzonate peraltro fatte da altri. Noi crediamo che a questo modo di fare politica ci si debba opporre.

Il Comunicato stampa non corrisponde poi a quanto previsto dalla modifica della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore del 9 febbraio 1977; pubblicata sul Foglio ufficiale numero 95 del 28 novembre 2014, dove viene indicato un aumento dal 1% al 5%: ci chiediamo su quale base di calcolo i Ministri hanno esposto la percentuale del 1.5% di prelievo aggiuntivo.

Non siamo disposti ad accettare la contabilità creativa con i soldi degli automobilisti: se la tassa, come menzionato dal Governo, aumenterà dal 2016 al 2018, si invitano i Ministri a rinunciare all’aumento dell’imposta di circolazione per attuare risparmi nelle spese dei rispettivi dipartimenti. In questo modo, ma devono almeno provarci, riusciranno a reperire i fondi necessari. I ticinesi pagano già abbastanza!

Di fronte a questi ricatti, dobbiamo ricordare che i cittadini pagano già CHF 132’000’000.00 di imposte di circolazione! Il Cantone è tra i più cari della Svizzera, ben 5 volte maggiore dei vallesani e oltre il 30-40% rispetto ai grigionesi, malgrado il nostro reddito mediano sia fanalino di coda nelle statistiche elvetiche.

Il nocciolo della questione rimane: come richiesto dall’ACS e dal TCS una riforma del calcolo dell’imposta di circolazione è doverosa. Chiediamo al Ministro Norman Gobbi di giustificare la differenza di tassa di circolazione tra il Ticino e il Canton Grigioni. Alla luce di ciò risulterà in modo chiaro che un ulteriore aumento non è assolutamente giustificato.

In conclusione quindi i fondi per la mobilità aziendale ci sono. Vi sono ben altri compiti da svolgere, prima di chiedere nuovi aumenti delle tasse! Ma forse questo è meno pagante elettoralmente.

 

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Referendum, faccia a faccia al Quotidiano

Questa sera ho avuto l’occasione di essere ospite del Quotidiano RSI insieme al coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. Nel mio primo dibattito televisivo ho potuto difendere gli argomenti alla base del referendum lanciato dai Giovani Liberali Radicali Ticinesi contro l’aumento dell’imposta di circolazione.

 

Guarda il faccia a faccia.

 

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Ecoincentivi, il referendum è servito — Intervista

Sugli ecoincentivi sarà referendum. Lo avevano promesso ancor prima dell’approvazione da parte del Gran Consiglio della nuova misura e oggi i Giovani Liberali Radicali hanno ufficializzato il lancio della raccolta firme nella conferenza stampa indetta insieme ai Giovani UDC. Contattato da Liberatv prima dell’incontro coi media, il Presidente dei GLRT Fabio Käppeli spiega innanzitutto i motivi che li hanno spinti a lanciare un referendum che, specifica, “è contro la modifica di legge che prevede l’aumento dell’imposta di circolazione dall’1 al 5%”.

«Noi siamo contrari a qualsiasi aumento delle tasse, soprattutto se prima non si è provato a risparmiare dove possibile, e nei vari dipartimenti i margini di manovra per farlo ci sono. Invece qui, ancora una volta, si va a prendere direttamente i soldi dalle tasche dei cittadini senza aver fatto prima i compiti, e non ci va per niente bene. E questo per finanziare dei sussidi a innaffiatoio di cui potrebbero usufruire tutti indiscriminatamente, anche chi guadagna 20mila franchi al mese.»

Insomma, il tasto dolente è per voi nei metodi adottati dal Governo per finanziare la misura.

«Noi non attacchiamo il decreto, non siamo contrari ad auto efficienti e al credito per la mobilità, quello a cui ci opponiamo è il modo in cui si è deciso di finanziare queste misure: ossia con un ulteriore aumento della spesa per i cittadini, invece che con misure di risparmio. Ricordiamo poi che gli aumenti riguarderanno anche le tasse di collaudo per 700mila franchi. Inizialmente poi il Consiglio di Stato potrebbe usare quei 5milioni pagati in più dagli automobilisti, che già ci sono, valutando le sue priorità e dando la precedenza alla mobilità aziendale. E se poi la misura dimostrerà la sua efficacia e il Governo continuerà a crederci, potrà trovare i soldi necessari all’investimento da altre parti, senza aumentare le tasse. Ma sugli ecoincentivi rimarremo vigili e vedremo in breve che effetti avranno, perché noi rimaniamo scettici sulla validità di questi sussidi a pioggia.»

Ponete anche sul piatto un’alternativa? Quale dovrebbe essere secondo voi la ricetta per la mobilità aziendale e contro l’inquinamento?

«Secondo noi le priorità sono altre: cambiare il tipo di veicoli non diminuirà il traffico. Le soluzioni sono nel potenziamento del trasporto pubblico e nel miglioramento della mobilità aziendale, non nella sola sostituzione dei veicoli. Inoltre, dobbiamo ricordare che abbiamo già la tassa di circolazione più cara della Svizzera: cinque volte più alta rispetto al Vallese e il 30, 40% rispetto ai Grigioni. Anche questi sono cantoni di montagna, con una rete viaria estesa e un traffico di transito importante, eppure hanno tasse più basse. Le affinità con il Ticino ci sono e dimostrano che anche per noi sarebbe possibile fare diversamente. Sia chiaro, noi non siamo insensibili alla tematica ambientale, come giovani ci sta a cuore un futuro sostenibile. Ma non tutto quello che è verde è bello. È una demagogia che non ci piace: siamo per la concretezza e siamo certi che i soldi che ora si vogliono mettere sul piatto potrebbero essere investiti meglio. E vorrei toccare un altro punto.»

Prego.

«Questa tassa non va a toccare i frontalieri: sono stati clamorosamente dimenticati, quando anche loro contribuiscono in misura importante all’inquinamento e al traffico nel nostro cantone. Noi siamo quindi per un sistema di imposte di circolazione che vada a colpire tutti gli utenti della strada, ma senza nuovi aggravi per i ticinesi, soprattutto in questo momento di crisi economica dove si ha un aumento generale delle spese rispetto a salari che non crescono affatto.»

Veniamo alla polemica politica: di fronte alla vostra mobilitazione, la Lega ha accusato il PLR di metter davanti i suoi giovani, di usarli come ‘scudo’ perché teme di perdere questo referendum. Come presidente dei Giovani Liberali cosa risponde?

«Si sbaglia. Non mi sento per nulla ‘messo davanti’. Lo spunto è arrivato da noi: prima ancora del voto in Gran Consiglio, abbiamo pubblicato, per mano di Alessandro Spano (vicepresidente GLRT), un comunicato in cui ci dicevamo fermamente contrari a ulteriori aumenti di tasse e spesa pubblica, minacciando il referendum. Dopodiché siamo stati contattati dai Giovani UDC, che infatti sono con noi in questa raccolta firme, e abbiamo ricevuto diversi input dai nostri membri e dallo stesso PLR: è stata pe rnoi la dimostrazione che non siamo soli e che la nostra era la decisione giusta. E durante il comitato direttivo di ieri abbiamo preso la decisione definitiva. Era presente anche il Presidente Rocco Cattaneo, che ha garantito il sostegno del PLR. Non veniamo quindi lanciati in prima linea, ma siamo appoggiati in una proposta che viene da noi, e per noi è un attestato di fiducia importante da parte del partito.»

Käppeli, i tempi del referendum sono stretti: c’è tempo fino al 12 gennaio per raccogliere le 7mila firme necessarie. Quale è il suo appello ai ticinesi?

«Certo, i tempi sono stretti, ma noi confidiamo che i ticinesi siano d’accordo con noi nell’esser stufi dei continui aumenti e vogliano dire chiaramente che così non va bene. L’invito è perciò quello di firmare subito e sostenerci in questa richiesta al Consiglio di Stato, per far capire che bisogna risparmiare invece di continuare tassare.»

Intervista pubblicata su liberatv.ch.

 

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«Niente contro Zali, ma la Lega mette le mani nelle tasche dei ticinesi» — Intervista

Fabio Käppeli, il Gran Consiglio ha approvato degli ecoincentivi per le auto elettriche. Una misura che il PLR ha cercato di osteggiare in ogni modo.

«Come GLRT avevamo già espresso le nostre perplessità prima del voto in Gran Consiglio, proprio per cercare di fare in modo che non venisse approvato il credito. Noi siamo preoccupati per il continuo aumento della spesa pubblica, per le tasse continuano ad aumentare, così come aumentano i sussidi ad innaffiatoio, sicuramente in modo poco efficiente. Il macigno del debito pubblico ci preoccupa, perché poi cade sulle spalle delle generazioni future. Va poi evidenziato come già oggi l’imposta di circolazione è fra le più care in Svizzera. A titolo di paragone, siamo al 30-40 percento in più del canton Grigioni, e addirittura cinque volte più alta di quelle del canton Vallese, cantoni che hanno una superficie molto estesa e quindi una rete viaria molto ampia».

Non pensa che questa misura possa aiutare a rinnovare il parco veicoli ticinesi, a tutto beneficio della qualità dell’aria?

«Semmai è efficiente ridurre in generale gli spostamenti con i mezzi privati. Se vogliamo imparare qualcosa dal passato, vediamo che abbiamo buttato decine di milioni dalla finestra. Basti pensare al solo progetto VEL2, che con un investimento da 12,5 milioni ha portato ad una riduzione dei consumi, e quindi delle emissioni, pari a solo lo 0,2-0,3 percento. Irrisorio, in proporzione all’investimento. E non c’è motivo che i milioni approvati ora non facciano la stessa fine. Le case automobilistiche sono riuscite a ridurre le emissioni grazie all’innovazione tecnologica».

Nel vostro partito la posizione è unanime? Perché all’interno del PLR vi è anche un’anima ambientalista, rappresentata dall’ALRA.

«Non posso parlare a nome di ALRA, però posso dire che all’interno di GLRT siamo concordi su questo tema, il gruppo parlamentare ha massicciamente respinto il messaggio governativo, e anche all’interno del partito abbiamo ricevuto molti input su questo tema che confermano che stiamo andando nella giusta direzione».

Il fatto di avere un presidente, Rocco Cattaneo, proprietario di stazioni di servizio non le sembra che renda la posizione del PLR “pro saccoccia”?

«Non mi sembra. La posizione è arrivata grazie agli input di noi giovani, che abbiamo fatto pressioni affinché i nostri deputati respingessero la proposta in parlamento, e i nostri argomenti mi paiono sufficientemente solidi. Penso che quella da lei citata sia la posizione di chi non ha più argomenti, come abbiamo potuto leggere su un domenicale… ».

Non siete tout-court contro il ministro Zali? Insomma, contro la tassa sui posteggi, contro gli ecoincentivi, magari avrete pure qualcosa da dire sulla tassa sul sacco… .

«Direi proprio di no. Quando condividiamo delle idee lo diciamo, quando siamo contrari ci facciamo sentire. Piuttosto occorre dire che la Lega, ancora una volta, mette le mani nelle tasche dei ticinesi».

Ma avete in testa qualche idea alternativa su come affrontare il problema?

«Si parla giorno e notte di frontalieri, ma in questo caso sono stati clamorosamente dimenticati, quando in realtà anche loro contribuiscono all’inquinamento. Il futuro secondo noi è rappresentato dal mobility pricing. Con il mobility pricing gli utenti non si vedranno aumentare le spese, ma dovranno pagare la mobilità con altre modalità. Le soluzioni per l’utenza dovranno essere più semplici, eque e trasparenti».

Intendete lanciare un referendum?

«Lo avevamo minacciato, e ora stiamo facendo gli ultimi approfondimenti. Ma non le nascondo che ci piacerebbe chiamare al voto la popolazione ticinese. Così com’era stato fatto per il credito per Expo2015, che equivaleva a un caffè a testa, in questo caso con un aggravio di 50 franchi annui a maggior ragione sarebbe giusto sentire l’opinione della popolazione. Settimana prossima decideremo».

Intervista pubblicata su ticinolibero.ch.