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Ospite a “Fuori in 5 minuti” – Intervista

Il mio intervento alla trasmissione “Fuori in 5 minuti” andata in onda su TeleTicino.

Elezioni comunali 2021: parola ai candidati per il Municipio di Bellinzona. 18 candidati che hanno avuto a disposizione 5 minuti di tempo per presentarsi.

 

 

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Un nuovo impulso all’estensione della rete 5G

Il consumo di dati nella quarta rivoluzione industriale è ormai oltre 120 volte quello di soli 10 anni fa. Ad esempio nel 2019 il volume di dati sulla rete mobile è salito a 141’000 Gbit al giorno, vale a dire il 29% in più rispetto all’anno precedente, mentre la capacità della rete stenta a tenere il passo e nello stesso anno è cresciuta solo del 5%.

Senza uno sviluppo più convinto della rete incombe la minaccia di una congestione del traffico di dati già nei prossimi anni, e per garantire un’elevata larghezza di banda in modo diffuso sul territorio il 5G risulta essere imprescindibile. Purtroppo quest’espansione è ancora bloccata, ed è soprattutto chiaro che il nostro Cantone non sarà in prima fila in questo sviluppo.

Tuttavia la scorsa settimana è arrivato un nuovo impulso all’estensione della rete 5G. L’Ufficio federale dell’ambiente ha infatti pubblicato un documento volto a chiarire come calcolare le radiazioni emesse dalle antenne destinate alla tecnologia 5G nel rispetto della protezione della popolazione. Si tratta da un lato di uno strumento necessario per rassicurare la popolazione, che dall’altro costituisce però anche una vera e propria pietra miliare nel processo di digitalizzazione.

Sappiamo che per sfruttare appieno la nuova tecnologia occorrono antenne di ultima generazione di tipo adattativo, un sistema che ottimizza la trasmissione convogliandola là dove effettivamente richiesta dai dispositivi mobili. Fino ad oggi mancava uno strumento per misurare la quantità di radiazioni emesse da questo tipo di antenne, che funzionando in modo differente da quelle utilizzate in precedenza richiede un adattamento del metodo di calcolo.

L’autorità federale ha dunque precisato le norme per tali misurazioni, fornendo uno strumento unico per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione di nuovi impianti o al potenziamento di quelli esistenti. Grazie a condizioni finalmente chiare Cantone e Comuni potranno misurare con precisione il rispetto dei valori limite, che non cambiano, oltre a monitorarne il funzionamento una volta attive.

Ora si potranno quindi sbloccare le numerose procedure pendenti, le quali dovranno riprendere il loro corso a ritmo sostenuto verso la digitalizzazione del Paese, a beneficio di tutta l’economia e la popolazione.

 

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Interviste

«Per giovani, anziani e famiglie si può fare ancora di più» — Intervista

Primo confronto, in vista dell’appuntamento con le urne del 18 aprile, tra i candidati in corsa per il Municipio della Città. Politica giovanile, conciliabilità lavoro-famiglia e gestione delle case per anziani comunali. Sono questi tre dei temi affrontati nel primo dibattito elettorale tra i candidati in corsa per un seggio in seno al Municipio di Bellinzona: sollecitati dalle domande del CdT, concordano che molto si è fatto in questi ultimi anni per rispondere alle necessità dei nuclei familiari nei quali entrambi i genitori sono impegnati professionalmente.

 

1. Quali strumenti dovrà avere a disposizione il futuro operatore di prossimità per combattere il crescente disagio giovanile?

L’educatore di strada è previsto per tutta la popolazione, non solo per i giovani, ma ciò che è più importante è che sia flessibile e presente sul territorio, senza avere orari fissi come gli altri funzionari. Ritengo poi che chi assumerà questo incarico, o meglio i due operatori al 50%, come prima cosa debbano andare a “rubare il mestiere” per qualche settimana a Ginevra o Losanna, città con realtà consolidate in questo ambito.

2. Ciò che manca in città e un centro giovanile o una politica chiara in questo ambito?

A Bellinzona manca soprattutto un’attenzione ai giovani e alle loro necessità. Fatta eccezione per il periodo attuale, dispiace che nell’ultimo decennio siano stati praticamente azzerati il divertimento e le possibilità di aggregazione, che rimangono importanti per la qualità di vita, il turismo e l’economia, e non solo per i giovani. Ben inteso, non deve fare tutto la Città, che spesso nemmeno saprebbe rispondere a queste esigenze, ma basterebbe sostenga o anche solo permetta qualche iniziativa proveniente dai privati o dai quartieri. Lasciamo vivere questa Città! La questione degli spazi è solo un elemento, da valutare bene. Se per i più giovani potrebbe essere interessante un centro giovanile, ai più grandi potrebbe invece andare stretto. Ciò non toglie che tutte le categorie necessitano di spazi in cui incontrarsi spontaneamente e che sentano propri. Questi possono anche mutare rapidamente nel tempo: un anno fa ad esempio era piazza Collegiata, che già dimostra lacune evidenti.

3. Quanto attuato negli ultimi anni per la conciliabilità lavoro-famiglia è sufficiente?

Si sta procedendo bene, ma il margine di miglioramento rimane ampio. Penso ai centri extra-scolastici che andrebbero distribuiti meglio sul territorio, generalizzando in tutti i quartieri la possibilità di far capo a mense e servizi pre e dopo scuola.

4. Un unico direttore per le quattro strutture comunali per anziani è sufficiente alla luce di quanto si è verificato in particolare a Sementina?

Pur non essendo direttamente coinvolto, per motivi professionali legati all’inchiesta in corso non ritengo opportuno rispondere a questa domanda.

 

Pagina intervista CdT comunali 2021

 

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Atti parlamentari

L’arti e mestieri nel nuovo quartiere Officine a Bellinzona – Mozione

A Bellinzona le riflessioni sui futuri contenuti del comparto Officine sono in corso da tempo. Più di recente è arrivata la proposta di Matteo Mozzini, vicedirettore del Centro professionale tecnico (CPT) comprendente la Scuola d’arti e mestieri (SAM), la Scuola professionale artigianale e industriale (SPAI) e la Scuola specializzata superiore di tecnica (SSST), di spostare nel nuovo quartiere Officine l’istituto attualmente situato nel comparto di via Tatti.

Nel nuovo quartiere Officine è prevista la sede ticinese dello Swiss Innovation Park e del Tecnopolo Ticino, un luogo privilegiato in cui far collaborare tra loro aziende, ricerca privata e pubblica e formazione. Non sorprende quindi che la SUPSI abbia da tempo manifestato il proprio interesse per il progetto, vista la sua specificità formativa e di ricerca in ambito tecnologico, e considerata pure la carenza di spazi nel nuovo Campus di Viganello che impone la ricerca di nuovi luoghi in cui sviluppare la propria attività.

Una simile prospettiva offre l’opportunità di creare, accanto al parco dell’innovazione, un autentico polo formativo in ambito tecnologico, integrando nel progetto anche un caposaldo storico della formazione tecnica del nostro Cantone: la Scuola d’arti e mestieri di Bellinzona, il cui percorso formativo potrebbe essere così ulteriormente valorizzato. La vocazione di questa scuola è quella di fornire un’estesa e approfondita formazione tecnica, scientifica e umanistica ai propri studenti, garantendo al Dipartimento delle tecnologie innovative della SUPSI e alla stessa SSST, con i quali condivide i settori d’attività della meccanica, dell’elettronica e della produzione industriale, un bacino privilegiato cui attingere gli ingegneri del futuro

Non occorre una particolare conoscenza o analisi dell’ambito formativo per comprendere gli innumerevoli vantaggi che scaturirebbero da una convergenza dei due istituti scolastici così profondamente legati e interdipendenti tra loro. Un avvicinamento fisico di queste due eccellenze formative permetterebbe una collaborazione più stretta ed efficace nell’ambito delle aree disciplinari di comune interesse, condividendo e sfruttando al meglio le risorse umane, logistiche e finanziarie a disposizione.

Così facendo gli studenti dell’arti e mestieri e della SUPSI potrebbero collaborare su progetti innovativi, realizzando nei laboratori della formazione di base ciò che viene immaginato e sviluppato nella formazione superiore o nelle aziende presenti sullo stesso sedime. Il transfer di conoscenze, così come l’aggiornamento tecnologico, sarebbero assicurati dalla condivisione del capitale umano, ovvero da quei tecnici e ingegneri che a seconda delle necessità vestirebbero i panni di ricercatore, docente di teoria o insegnante di attività pratica.

Interpellato sul tema, il direttore della SUPSI Franco Gervasoni ha anzitutto confermato la necessità di ulteriori spazi, ritenuto che il nuovo Campus è già tutto occupato tanto da aver dovuto prendere in affitto altri quattro piani in un vicino stabile. Ha pure dichiarato che è da salutare positivamente ogni collaborazione fra le scuole professionali e la SUPSI in tutti gli ambiti, precisando che questa deve avvenire indipendentemente dalla prossimità logistica, nell’interesse degli studenti e di tutto il sistema formativo: “la vicinanza logistica favorisce indubbiamente la collaborazione, perciò ben vengano proposte in tal senso. Tuttavia la collaborazione c’è e si rafforza se lo si vuole veramente”.

Riguardo il quartiere Officine Gervasoni ha confermato che la SUPSI ha trasmesso le proprie valutazioni al Cantone, aggiungendo che “vediamo la possibilità di sviluppare a Bellinzona alcune nostre attività, prospettando una sinergia con gli ambiti di attività del Parco svizzero dell’innovazione a noi più vicini, quello della ricerca in primis. Si potrebbero integrare i laboratori gestiti da nostri istituti e i centri di competenza interessati a insediarsi”.

Ma i vantaggi della proposta andrebbero oltre la logica puramente formativa, perché lo spostamento dell’arti e mestieri nel nuovo quartiere delle Officine libererebbe degli spazi molto interessanti per i servizi del cantone. In effetti, l’attuale sede della Scuola si trova inserita nel comparto Tatti che il semi-svincolo autostradale trasformerà nella Porta di Bellinzona.

Si potrebbero così creare due comparti ben definiti: quello Tatti, votato all’amministrazione cantonale e ai servizi di importanza regionale, razionalmente ubicato alle porte della capitale per essere facilmente e rapidamente raggiungibile dalla cittadinanza; quello Officine, incentrato sull’innovazione e la tecnologia, la cui valenza sovra-cantonale lo situa logicamente a ridosso della stazione ferroviaria, ottimamente collegata al resto della Svizzera. Inoltre, in questo modo si manterrebbe ancor di più la destinazione del comparto legata alla tecnica e all’innovazione, presente sin da quando le Ferrovie federali insediarono in quell’area le Officine.

Le autorità cantonali e comunali si sono sin qui dimostrate abili e lungimiranti nel portare a Bellinzona una sede del Parco dell’innovazione e saranno altrettanto capaci e avvedute nel garantire gli spazi necessari al suo sviluppo futuro e definire le attività pertinenti da affiancargli. In questo senso, e a ben guardare, occorre puntare su innovazione e tecnologia trasferendo nel quartiere Officine la scuola professionale attiva in questo ambito, piuttosto di inserirvi stabili amministrativi (siano cantonali o comunali) che potrebbero invece trovare spazio proprio nel sedime oggi occupato dal CPT, all’interno di un comparto a chiara vocazione amministrativa.

 

Alla luce di queste considerazioni, con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato di programmare il raggruppamento di attività formative a carattere tecnologico attorno allo Swiss Innovation Park e al Tecnopolo Ticino, pianificando nel nuovo Quartiere Officine:

  • il trasferimento del Centro professionale tecnico di Bellinzona,
  • l’espansione del Dipartimento delle tecnologie innovative della SUPSI.

 

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Presentazione dei candidati al Municipio – Live streaming

È possibile rivedere la diretta streaming con la presentazione dei candidati liberali radicali al Municipio della città di Bellinzona.

 

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Andiamo verso la Bellinzona del 2040!

«Se non sai dove vuoi andare, allora una strada vale l’altra», dice il gatto ad Alice nel Paese delle meraviglie. Nella prossima legislatura Bellinzona dovrà gestire le conseguenze che la pandemia Covid-19 lascerà dietro di sé, e che già intravvediamo, ma soprattutto dovrà affrontare scelte strategiche che determineranno il suo futuro per i prossimi 20, 30 e anche più anni. Con tanti progetti che ci fanno sognare il momento storico è decisamente fondamentale per la nostra bella Città, e fare politica in questo contesto risulta essere molto stimolante!

Godiamo di una qualità di vita elevata in ogni quartiere, ma che non possiamo dare per scontata e che dobbiamo mantenere tale. Ora è giunto il momento di insistere maggiormente sullo sviluppo economico, ricordandoci che la creazione di posti di lavoro rimane la miglior misura sociale: vogliamo una città dinamica e innovativa e in questo senso dobbiamo impegnarci per attirare attività imprenditoriali. Da un lato sapendo venderci bene, dall’altro migliorando ulteriormente la nostra attrattività. Infine mi sta a cuore una Città efficiente, penso in primo luogo a una burocrazia snella che incentivi l’iniziativa dei suoi cittadini e delle associazioni che la animano, ma anche efficiente e veloce nel rispondere ai problemi dei quartieri e attenta a curare ogni angolo di territorio e gli spazi in cui viviamo.

Il Municipio deve essere al servizio dei suoi cittadini, anzitutto valorizzando le associazioni di quartiere attribuendo loro alcune competenze specifiche. In questo modo non si dà solo voce ai quartieri, ma costituirebbero un attore ancor più importante a supporto dell’attività della città grazie al coinvolgimento costante e puntuale della popolazione.

Bellinzona oggi si trova di fronte a un bivio. Personalmente, e con me il mio partito, sappiamo quale direzione merita la nostra Città e vogliamo continuare a trainarla permettendole di cogliere anche in futuro le opportunità di sviluppo che si presenteranno. Ho davvero tanta voglia di costruire la Bellinzona di domani: quando mi guardo allo specchio continuo a vedere un giovane il cui unico desiderio è quello di rendersi utile, dare il proprio contributo e cercare di fare la differenza nella vita delle persone. Ciò vale a maggior ragione per Bellinzona, la mia Città, in cui sono cresciuto e che chiamo “casa”.

Abbiamo fatto l’aggregazione – dicevamo – pensando alle future generazioni. Personalmente sento la responsabilità di una generazione che vuole impegnarsi personalmente per il proprio futuro. Non ho dato la mia disponibilità a candidarmi con lo scopo di diminuire l’età media della lista o quella dell’esecutivo della prossima legislatura. Tutt’altro. Mi candido perché ho visioni e progetti che vorrei realizzare con motivazione.

Terminati gli studi in diritto, dopo 6 anni in Gran Consiglio e l’altrettanto entusiasmante esperienza quale Capogruppo nel Consiglio comunale della nuova Città, sono ora pronto a lanciarmi in una nuova sfida… Perché come diceva lo stesso Lewis Carroll “uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”.

 

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Interviste

«Due chiacchiere con Fabio Käppeli» – Intervista a distanza

“La crisi del Covid-19 ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione. Ne parliamo in queste “Due chiacchiere” con il granconsigliere PLRT Fabio Käppeli. Tra scuola, amministrazione pubblica e investimenti strutturali.”

 

 

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Atti parlamentari

Facciamo il… punto 5G! – Interrogazione

Molti Paesi hanno riconosciuto l’importanza della tecnologia 5G come motore di innovazione. L’introduzione è in pieno svolgimento all’estero. Sfortunatamente, la Svizzera è in ritardo. Un recente studio ha indicato come unicamente nel nostro Paese, fino al 2030, il 5G permetterà la creazione di 137 mila impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi.

Molti paesi hanno riconosciuto l’importanza della tecnologia 5G come motore di innovazione. L’introduzione è in pieno svolgimento all’estero. Sfortunatamente, la Svizzera è in ritardo. Un recente studio ha indicato come unicamente nel nostro Paese, fino al 2030, il 5G permetterà la creazione di 137 mila impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi. Secondo lo studio promosso dall’Associazione svizzera delle telecomunicazioni (asut) si attendono anche degli impulsi importanti nei settori della mobilità e dell’energia, ma non solo.

Grazie al 5G si aprono nuove opportunità. Per la società in cui viviamo. Per l’economia. Per tutta la Svizzera. Per il PLR è importante avere delle visioni a medio-lungo termine: il progresso è la linfa naturale che ha portato il nostro Paese ad essere i modello di successo che oggi conosciamo.

Il campo d’applicazione potenziale del 5G, la tecnologia di telefonia mobile ad alta velocità, è enorme e copre una vasta gamma di ambiti: mobilità, turismo, sanità, formazione o vendita al dettaglio, solo per citarne alcuni. I volumi di dati gestibili si moltiplicheranno, mentre i tempi di latenza diminuiranno drasticamente. Inoltre, una rete nazionale 5G crea possibilità completamente nuove per un approvvigionamento qualitativo nelle zone periferiche. Ad esempio, le operazioni di salvataggio sono un’applicazione importante: grazie al 5G, una diagnosi dettagliata può essere effettuata in loco o durante il trasporto di emergenza e le condizioni del paziente possono essere monitorate in tempo reale dall’ospedale. Questo può far risparmiare molto tempo, specialmente in caso di incidenti gravi, infarti o ictus nelle zone periferiche.

La Commissione federale delle comunicazioni ha quindi recentemente attribuito agli operatori Swisscom, Salt e Sunrise le nuove frequenze di telefonia mobile 5G. Le nuove frequenze costituiscono le basi per lo sviluppo del 5G e sono state attribuite per 15 anni, in modo da consentire lo sviluppo delle reti a lungo termine.

In alcuni cantoni si è tuttavia reagito con scetticismo: Vaud, Giura e Ginevra hanno deciso di congelare i dossier relativi alle antenne 5G. Prossimamente la questione sarà discussa anche dai parlamenti cantonali di Berna, San Gallo e Svitto. E anche in Ticino vi è stato un verso conservatore: a chiedere una moratoria per le antenne 5G in Ticino è una mozione del PPD. Da quanto ci risulta, le moratorie cantonali sono illecite: in base alla legge, in questo ambito la competenza legislativa globale è della Confederazione.

La digitalizzazione è impensabile senza un’efficiente infrastruttura di telefonia mobile. Per tenere il passo con lo sviluppo tecnologico e sfruttare il potenziale della digitalizzazione, l’introduzione della tecnologia 5G in Svizzera è quindi fondamentale.

Allo scopo di valutare e dare una risposta alle possibili preoccupazioni dei cittadini, con la presente sottoponiamo le seguenti domande al lodevole Consiglio di Stato:

  1. Condivide che la competenza legislativa globale è di responsabilità della Confederazione? Qual è quindi il margine di manovra del Canton Ticino?
  2. Come intende muoversi per rassicurare la popolazione su presunti e quantomeno irrazionali spauracchi promossi sia internazionalmente che sul nostro territorio?
  3. Come valuta il potenziale della tecnologia 5G, la tecnologia di telefonia mobile ad alta velocità? Dove si intravvedono potenziali campi d’applicazione della nuova tecnologia nel nostro Cantone?
  4. Ritiene che la tecnologia 5G sia complementare alla posa della fibra ottica? Quali sono le risultanze dei lavori relativi al Piano strategico per la banda ultralarga in Ticino?

Per il Gruppo PLR in Gran Consiglio

 

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«Sì o no alla tecnologia 5G?» – Faccia a faccia a Il Quotidiano

 

Guarda la trasmissione.

 

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Nel futuro che ci piace, il tecnopolo!

Tra gli obiettivi strategici del Cantone vi è la creazione di un polo tecnologico per istituti di ricerca di punta e l’industria privata, in cui realizzare prodotti e invenzioni all’avanguardia all’interno della rete del parco nazionale dell’innovazione.

La stretta collaborazione fra il mondo imprenditoriale e la ricerca non potrà che favorire lo sviluppo economico, poiché apertura e competività portano innovazione. L’economia del nostro Cantone è diversificata ed il mondo accademico consolidato: abbiamo quindi la possibilità di fare un salto di qualità importante, sviluppando direttamente l’innovazione.

Nell’ecosistema di un tecnopolo laboratori, centri di ricerca e uffici trovano spazio sotto lo stesso tetto: l’accesso ai vari servizi utili e alle opportunità di finanziamento ne risulta dunque agevolato. I settori principali saranno quelli delle tecnologie dell’informazione (intelligenza artificiale, sviluppo di software e di droni), delle scienze della vita (laboratori di ricerca sulla biomedicina e spazi per la prototipizzazione e la produzione) e della meccatronica ed elettronica (laboratori di caratterizzazione di materiali e di geologia, metrologia ed ingegneria).

Nel complesso si tratta di un passo che collegherà il Ticino a nuovi livelli e palcoscenici, proiettandolo in una nuova era esattamente come fece la Gotthardbahn verso la fine del 1800. Decisamente il futuro che ci piace!