Tariffe FFS ancora più alte con l’apertura di AlpTransit? — Interrogazione

Interrogazione presentata a nome del Gruppo PLR

 

Dopo il «viaggio in treno viaggio poco sereno» ecco che le FFS tornano alla carica annunciando un probabile aumento dei prezzi sulla tratta del Gottardo in vista dell’apertura di Alptransit. La notizia è stata ampiamente riportata domenica 14 febbraio da vari portali online ed è stata commentata negativamente dal Presidente del Governo Norman Gobbi.

Già prima di Natale ci siamo attivati, come Giovani Liberali Radicali Ticinesi, con un’interrogazione al Consiglio di Stato (primo firmatario Fabio Käppeli, non ancora evasa) chiedendo di attivarsi con le FFS per risolvere i continui disagi che i molti studenti ticinesi (e non solo) devono sopportare da ormai parecchi mesi per recarsi in svizzera interna a studiare. Un problema causato dai numerosi ritardi, dalle continue soppressioni di treni e dalle coincidenze perse. Inoltre, già allora avevamo ricordato che paghiamo prezzi elevati, non sempre ricevendo in cambio un’offerta adeguata.

Constatando che già oggi paghiamo più del dovuto, perché non contano le distanze bensì i chilometri percorsi, non riteniamo per nulla giustificato un eventuale nuovo aumento dei prezzi, a pieno svantaggio dei giovani che si recano oltre Gottardo per studio o lavoro. Un aumento ingiustificato, perché i prezzi dei biglietti vengono calcolati secondo la lunghezza del percorso, che attualmente tra Altdorf e Arbedo-Castione è di 110 km ma che, con Alptransit, sarà più corta di una trentina di chilometri. Un mantenimento degli attuali prezzi è più che sensato considerato che l’offerta aumenterà, ma un aumento certamente no. Per fare un esempio di supplemento, nonostante la distanza sul Lötschberg, tra Spiez e Visp sia di 54 km, la distanza tariffale corrisponde a 120 km. Immaginiamoci cosa succederebbe se la distanza tariffale del Gottardo dovesse raddoppiare. Un aumento delle tariffe rischierebbe infatti di vanificare l’effetto del miglioramento dell’offerta, e questo quando lungo l’asse del Gottardo abbiamo oggi uno dei più bassi modal split (ripartizione modale) del trasporto pubblico.

Nella definizione delle tariffe è importante la figura dell’Ombudsman dei trasporti pubblici. Da quanto possiamo constatare sul sito dei trasporti pubblici voev.ch e dopo una verifica, attualmente vi sono unicamente due ombudsman, uno per la Svizzera tedesca e uno per la Svizzera francese. Da noi contattato, abbiamo potuto appurare che l’ufficio dell’ombudsman non dispone di collaboratori che parlano italiano, ed eventuali richieste nella nostra lingua nazionale possono essere evase unicamente per e-mail.

Questo ruolo è importante, soprattutto considerando che gli adeguamenti tariffali non possono essere decisi unilateralmente dalle FFS, bensì devono essere approvati da una commissione dove sono rappresentate anche le altre imprese di trasporto del Traffico Diretto.

 

Per questi motivi, senza volersi sovrapporre alle giustificate domande del collega Celio, in seguito alla notizia del possibile aumento dei prezzi delle FFS sulla tratta di AlpTransit, poniamo al Lodevole Consiglio di Stato i seguenti quesiti:

  1. Il Consiglio di Stato, in un primo momento almeno apparentemente all’oscuro di tutto, è nel frattempo riuscito a verificare l’esatto importo di questo aumento? A quanto corrisponderebbe?
  2. Il Consiglio di Stato ritiene logico e giustificato un eventuale ennesimo aumento dei prezzi delle FFS sulla linea del Gottardo? Non ritiene che già oggi si stia pagando più del dovuto e che i prezzi potrebbero almeno rimanere inalterati, al fine di migliorare anche la ripartizione modale (“modal split”) a favore del trasporto pubblico?
  3. Come intende attivarsi il Consiglio di Stato per evitare un ulteriore aumento dei prezzi?
  4. Corrisponde al vero che nel caso della temuta chiusura della galleria autostradale del San Gottardo i prezzi dei collegamenti potrebbero aumentare sensibilmente, senza che il Cantone Ticino abbia voce in capitolo?
  5. Vista l’assenza di un servizio adeguato di Ombudsman dei trasporti pubblici per la Svizzera italiana cosa intende fare il Consiglio di Stato per porvi rimedio? È ipotizzabile ripristinare la situazione precedente con una persona ticinese che se ne occupi?