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Ultimi giorni per il referendum

Il tempo scorre inesorabile. I giorni rimanenti per poter chiamare al voto i cittadini ticinesi sull’aumento fino al 5% dell’imposta di circolazione più cara della Svizzera si contano ormai sulle dita di una mano. A nome del comitato promotore vi invito a far pervenire il più presto possibile e direttamente alle cancellerie comunali dei vostri comuni tutti i formulari ancora in vostro possesso.

I motivi che ci hanno spinti a scendere in piazza sono molti. Anzitutto la politica deve darsi delle priorità e non può continuare ad applicare il principio «del tassa e spendi». A maggior ragione con l’imposta di circolazione che non dobbiamo dimenticare è già la più cara della Svizzera. In un confronto con i cantoni a noi vicini, quella ticinese risulta essere di ben cinque volte l’imposta vallesana e il 30-40% maggiore rispetto a quella grigionese. Entrambi questi cantoni sono peraltro molto simili al nostro: con una superficie viaria estesa, anche in montagna, e parecchio traffico di transito. Purtroppo, proprio quest’ultimo punto non è da trascurare in quanto l’aumento delle imposte andrà a toccare solo e unicamente i ticinesi, malgrado non siamo certo gli unici a contribuire all’inquinamento e al traffico sulle nostre strade.

Se il principio della mobilità sostenibile è certamente condivisibile, non lo è la volontà di finanziarla aumentando ulteriormente le tasse. Questo referendum non blocca i progetti già pronti a favore della mobilità aziendale, “grazie” anche ai 5 milioni di eccedenze già pagati in eccesso dagli automobilisti. Infatti, si dovrebbero anche ridefinire le priorità della mobilità in Ticino. Il vivere quotidiano, soprattutto nel sottoceneri, imporrebbe una riduzione del traffico e non la sostituzione del parco veicoli con auto più efficienti, la cui maggior efficienza, per giunta, rimane tutta da dimostrare. Il potenziamento del trasporto pubblico e dei park and ride, ad esempio, dovrebbero essere preferiti al sistema a fondo perso dei cash bonus. Il nocciolo della questione, però, è che chi non può permettersi di cambiare automobile nei prossimi anni non deve pagarla a chi potrebbe già sostituirla senza incentivi.

Con questo referendum vogliamo lanciare un messaggio chiaro al Consiglio di Stato: è giunto il momento di smetterla di continuare a chiedere sacrifici ai cittadini. Ogni anno aumenta qualche tassa e anche per il 2015 sono preventivati 700’000 franchi in più provenienti dalle tasse di collaudo, che ancora una volta dovranno pagare gli automobilisti ticinesi.

L’invito, ci tengo a ribadirlo, è quello di sfruttare gli ultimi giorni a disposizione per far pervenire direttamente alle cancellerie comunali i formulari ancora in vostro possesso, anche incompleti, o magari completandoli sulla strada verso la bucalettere fermando i vicini di casa che incontrate. Il vostro aiuto è importante!

 

Articolo apparso su LaRegione.