Una Lokremise a Giubiasco?

L’evoluzione tecnologica, con la robotizzazione e digitalizzazione, e la globalizzazione stanno mutando profondamente il lavoro e l’economia. Secondo gli economisti in futuro i pilastri della crescita economica saranno il turismo, l’intrattenimento, la ricerca scientifica, l’insegnamento, le attività di cura, e l’agroalimentare e la meccatronica (interazione di meccanica, elettronica e informatica).

Le vecchie attività industriali sono in crisi, questo comporta diversi rischi ma anche alcune opportunità. È chiaro che vederle partire dispiacerebbe e la politica deve continuare a impegnarsi per garantire le condizioni quadro affinché ciò non accada. Tuttavia non ci si può limitare a difendere l’acquisito, ma è necessario identificare nuove fonti di reddito. Con l’aggregazione la Città di Bellinzona avrà gli strumenti politici per adattarsi ai cambiamenti in corso e crearsi un proprio spazio all’interno dell’economia globale.

Nel vasto territorio della nuova Città di Bellinzona vi sono diversi spazi ancora liberi o che potrebbero liberarsi. Ad esempio se le Ferriere Cattaneo continuassero il processo di delocalizzazione si libererebbe un terreno pregiato, simile a quello della Lokremise di San Gallo. Un luogo in cui poter inserire spazi adibiti ad attività culturali, congressuali, ma pure legate all’innovazione, alla ricerca e al progresso tecnologico.

Con la giusta ristrutturazione e beneficiando pure di contributi cantonali, come da recenti intenzioni del Gran Consiglio che ha accettato due atti parlamentari di Nicola Pini, si potrebbe insediare un centro congressuale, un polo di ricerca tecnica e un centro per start-up, il tutto in una zona adiacente al trasporto pubblico. Tutti elementi che combaciano con i futuri pilastri economici e che getterebbero le basi per un nuovo sviluppo economico.

Riteniamo lo sviluppo degli insediamenti un tema centrale del quale dovrà occuparsi attivamente l’esecutivo del nuovo Comune. L’investimento sarebbe certamente oneroso, ma in un periodo di tassi negativi sarebbe facilmente finanziabile. Ma soprattutto, sarebbe una priorità per la nostra regione. Il ruolo dell’ente pubblico è infatti quello di sviluppare delle dinamiche di crescita facendo da catalizzatore per lo sviluppo economico privato. Con questo investimento il comparto industriale di Giubiasco – ma lo stesso discorso vale per altre zone – potrebbe essere riconvertito e rivitalizzato, con la possibilità di dare una nuova connotazione, più dinamica e vitale, anche al quartiere residenziale circostante.

A questo scopo sarebbe importante che la nuova Città ottenga un diritto di prelazione su questo e altri sedimi simili, per evitare che terreni di alto valore e di interesse regionale finiscano in altre mani, bloccando importanti opportunità per il futuro sviluppo economico della nuova Bellinzona. Ciò detto, lo sviluppo di spazi destinati all’attività congressuale e l’insediamento di realtà economiche ad alto valore aggiunto e con posti di lavoro qualificati devono rimanere una priorità per il nuovo comune. Indipendentemente quindi dagli spazi che si libereranno o già disponibili, ma in ogni caso preferendo un miglior sfruttamento dei comparti già edificati o edificabili nella zona urbana centrale così da salvaguardare il territorio e il verde pubblico in altre aree.

 

Evaristo Roncelli, Fabio Käppeli