Vita notturna: vogliamo favorire la coesione sociale e il turismo? — Interrogazione

Interrogazione inoltrata a nome dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi

 

Con l’arrivo dell’estate, i cittadini – giovani e meno giovani – hanno voglia di passare più tempo all’aperto e di godersi il proprio territorio anche fino alla sera tardi. È importante favorire l’inclusione sociale e il contatto tra persone proprio per evitare un’eccessiva individualizzazione della società.

Inoltre, con l’arrivo della stagione calda, in Ticino arrivano anche molti turisti di tutte le generazioni. Se i meno giovani sono numericamente importanti per il presente, quelli giovani sono invece importanti anche per il futuro: sono infatti i turisti di domani, che vogliono trovare un Ticino vivo, oltre che bello. Ricordiamo in questo senso che il turismo è un settore importante per tutta la nostra economia cantonale, come emerso dallo studio “L’impatto economico del turismo in Ticino” commissionato dal Dipartimento finanze ed economia, sia direttamente che indirettamente la domanda globale del turismo genera circa 22’100 posti di lavoro. Con circa il 12.0% del totale dei posti di lavoro e il 9.6% del valore del PIL cantonale è quindi innegabile il ruolo fondamentale che riveste questo settore.

La decisione della BNS di abolire il tasso minimo di cambio franco/euro ha penalizzato fortemente il turismo in generale e gli esercenti in particolare, che dunque necessiterebbero di maggiore flessibilità. Proprio nelle scorse settimane sono stati pubblicati i dati dell’Ufficio federale di statistica per il periodo marzo-maggio 2015, i quali vedono un bilancio negativo per il turismo alberghiero in Ticino. Nello specifico si è registrato un calo del 5%, corrispondente a 28’839 pernottamenti in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nonostante occorra avere delle città e delle valli vive per favorire l’importante settore del turismo, ma anche e soprattutto per favorire la coesione sociale tra i cittadini, purtroppo giungono segnali di una rigida e restrittiva applicazione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR).

Se da un lato una rigida e poliziesca applicazione della LEAR toglie quindi ossigeno alla nostra economia, riteniamo si possa intervenire con misure a costo zero per le finanze dello Stato per contenere gli effetti negativi della crisi economica sul turismo e per favorire importanti momenti d’aggregazione per la popolazione.

 

Pertanto, si chiede al Consiglio di Stato:

  1. L’articolo 19 LEAR conferisce ai Municipi la competenza di concedere deroghe per occasioni straordinarie, ciò che non corrisponde all’intero periodo estivo; date le possibili conseguenze della decisione della BNS di abolire il tasso minimo per il cambio franco/euro e l’arrivo della stagione estiva, il Consiglio di Stato potrebbe concedere deroghe ai locali pubblici per i mesi di giugno, luglio e agosto, tenuto conto che i lavoratori sono già tutelati da un CCNL?
  1. Se no, si potrebbe integrare il periodo estivo (mesi di giugno, luglio e agosto) sotto il termine “occasioni straordinarie”, se non integralmente almeno per quanto riguarda i venerdì, i sabati e i prefestivi, estendendo dunque le possibilità di deroga dei Comuni?
  1. Alcuni comuni hanno un numero massimo annuale di deroghe da poter concedere, altri invece non ce l’hanno. Esiste una mappatura delle varie situazioni a livello comunale?
  1. Il Consiglio di Stato non crede sia auspicabile uniformare le prescrizioni legali legiferando – attraverso la LEAR – un sistema che non preveda un numero annuale massimo di deroghe, tenuto conto che né la LEAR, né il relativo regolamento e né il messaggio governativo prevedono un limite massimo? Se sì, intende modificare in tal senso la LEAR?
  1. Se no, si potrebbe perlomeno escludere il periodo estivo dal numero massimo di deroghe da poter concedere?