Categorie
Articoli

13’703 volte GRAZIE!

13’703. Quasi il doppio del numero di firme necessarie. A tanto ammonta il numero di firme consegnate e che sono arrivate in questi giorni dai comuni direttamente all’indirizzo della Cancelleria dello Stato.

Non era scontato riuscire in questa impresa e non è stato facile, con l’incognita delle festività, le quali ci hanno “regalato” ben due settimane di vacanza. Vacanza, sì, ma non per noi che abbiamo vissuto questi 45 giorni intensamente: il referendum era il nostro primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di andare a dormire la sera. Ora vi è enorme soddisfazione nel vedere ripagati i nostri sforzi. Finalmente possiamo dire: “missione compiuta!”

Questo risultato rappresenta un record se confrontato con altri referendum lanciati con successo negli ultimi anni e dimostra ampiamente quanto i ticinesi siano in disaccordo con l’ennesimo aumento dell’imposta di circolazione a favore di progetti fumosi e anacronistici. Gli automobilisti ticinesi pagano già un’imposta tra le più elevate della Svizzera e se consideriamo che, mediamente, i cittadini ticinesi percepiscono un salario inferiore rispetto ai nostri connazionali d’oltre Gottardo, un ulteriore aggravio delle tasse di circolazione risulta ancor più ingiustificato.

Non solo, durante la raccolta delle firme abbiamo più volte espresso chiaramente la nostra contrarietà alla modalità attuata nella gestione dei conti pubblici da parte del Consiglio di Stato che non ne vuole sapere di approntare risparmi nelle spese del Cantone e preferisce adoperare l’ormai collaudatissimo sistema del “tassa e spendi” per finanziare i suoi progetti. Questo sistema, fin troppo comodo, è stato utilizzato per mandare avanti la baracca da ormai troppo tempo.

Un manifesto datato 1890 appeso negli uffici del segretariato PLRT invitava alle urne per un altro referendum, all’epoca contro la “nuova legge sull’Imposta cantonale”, concludendo: “Si ristabilisca prima l’ordine finanziario, si dia prova di saggia economia, si persuada il contribuente che il denaro malversato verrà restituito alla cassa dello Stato, ed allora solo se vi sarà bisogno di denaro il popolo del Ticino si adatterà al sacrificio”. 125 anni dopo gli stessi autori che in quel manifesto denunciavano un aumento del debito cantonale di mezzo milione inorridirebbero a dir poco.

Se qualcuno se ne fosse dimenticato, ricordo che l’anno appena cominciato è quello del pareggio dei conti, secondo la Road Map stilata dal Consiglio di Stato appena tre anni orsono. Invece ci ritroviamo davanti all’ennesimo disavanzo di oltre 100 milioni di franchi che dovranno ancora ripagare le generazioni future e nuovi innalzamenti di tasse, bolli e quant’altro. Noi diciamo basta a simili politiche finanziare, sostenuti da ben 13’703 cittadini!

È inutile che esponenti del Governo dichiarino che non siamo stati chiari o che abbiamo omesso delle informazioni; piuttosto, la nostra posizione è sempre stata cristallina e questo referendum – oltre a opporsi all’aumento dell’imposta di circolazione – è (e dev’essere) un messaggio chiaro all’indirizzo del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio: così non si può più andare avanti!

Questo risultato dimostra che i ticinesi non sono polli da spennare e che non si fanno prendere in giro. Ma, lo sappiamo, la sfida non è finita qui. Aspettiamo con trepidazione il voto popolare, di cui noi non abbiamo certamente paura, al contrario del Governo che nel pieno della raccolta firme – caso più unico che raro – si è sentito in dovere di precisare un messaggio già pubblico. Tuttavia non senza qualche vantaggio per noi, poiché se prima l’aumento dell’imposta di circolazione era addirittura taciuto, una volta ammessa l’evidenza abbiamo avuto ancora più facilità nel raccogliere le firme, visto che agli aumenti temporanei non crede più nessuno.

Non è finita quindi, ma è il tempo di fare qualche ringraziamento è già arrivato. Prima di tutto grazie ai tanti, tantissimi Giovani Liberali Radicali Ticinesi che con un amore smisurato verso la cosa pubblica sono stati in piazza al freddo e con il vento, prima e durante le festività natalizie. Per motivi di spazio non posso citarli tutti ma devono sapere che hanno svolto il lavoro più importante e più difficile. Grazie anche ai Giovani UDC che ci hanno accompagnato in questa sfida dal primo comunicato, prima ancora del voto in Gran Consiglio. Grazie a Rocco Cattaneo, il quale ci ha sostenuti dal lancio del referendum fino alle battute finali. Grazie alle associazioni Automobile Club Svizzero, Les Routiers Suisses e Astag che hanno sostenuto e promosso il nostro referendum tra i propri associati. Grazie a tutto il segretariato PLRT per avermi (e averci) sopportato, mettendoci a disposizione un tetto sotto il quale contare le firme, ma anche un grande e valido aiuto. In particolare dobbiamo ringraziare il segretario cantonale Andrea Nava per esserci stato con il fiato sul collo quando era necessario.

Ma soprattutto, grazie a voi, amiche e amici liberali radicali di questo cantone e lettori di Opinione Liberale che avete fatto pervenire a Camorino fiumi di firme, anche da oltre oceano. Last but not least, un grazie speciale va ad Alessandro Spano che con grande pazienza ha coordinato tutto ciò.

Senza ognuno di questi tasselli non avremmo raggiunto un simile risultato! Grazie al gioco di squadra, possiamo dire di avercela fatta, e con questi presupposti sono sicuro che potremo festeggiare anche il 19 aprile.