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«20 anni di USI» — Dibattito a Modem

Il 21 ottobre 1996 apriva i battenti l’Università della Svizzera italiana. All’epoca le facoltà erano 3: scienze della comunicazione, scienze economiche e accademia di architettura. Erano quasi 300 gli iscritti. 

Oggi l’USI conta 3015 studenti di oltre 100 diverse nazionalità, un corpo accademico di 795 membri e 30 istituti di ricerca. Le facoltà sono 4, alle tre originarie si è aggiunta quella di informatica ed è stata approvata l’istituzione della quinta Facoltà quella di Scienze biomediche. 

La tassa universitaria è di 4’000 franchi a semestre, 2’000 per coloro che hanno il domicilio legale in svizzera al momento del conseguimento della maturità. E’ l’università più cara in svizzera, per gli altri atenei le tasse si aggirano intorno ai 1000-1500 franchi all’anno. Proprio questo è un aspetto criticato dagli studenti. 

Altre critiche, questa volta dalla politica, l’USI le ha ricevute dopo la pubblicazione dello studio IRE sui frontalieri e il mercato del lavoro ticinese. E proprio dalla politica è giunta la decisione, qualche settimana fa, di istituire una commissione di controllo sull’Università.

20 anni di USI tra successi e polemiche. Modem ne parla con 

Piero Martinoli, presidente USI

Fabio Käppeli, relatore della commissione scolastica del Gran Consiglio

Renato Martinoni, professore Letteratura italiana dell’Università di San Gallo

Testo tratto da Rsi.ch.

 

Ascolta la trasmissione.