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2016: apertura della galleria ferroviaria Alptransit. Il Ticino c’è!

I Giovani Liberali Radicali Ticinesi si felicitano per l’approvazione della mozione “2016: apertura della galleria ferroviaria Alptransit. Il Ticino c’è!”, presentata dai deputati GLRT in Gran Consiglio Paolo Pagnamenta, Samuele Cavadini, Giacomo Garzoli e Stefano Steiger del dicembre 2011 e accolta in Gran Consiglio nel corso della seduta odierna.

In particolare la mozione chiedeva di insistere maggiormente a livello scolastico e formativo lo studio delle lingue nazionali, di sensibilizzare circa l’importanza del loro apprendimento al fine di possedere un adeguato bagaglio di conoscenze linguistiche e culturali nel proprio settore professionale, nonché di promuovere, ad esempio, lo scambio di corsi di formazione professionale con altri cantoni, l’organizzazione di corsi di materie nelle lingue nazionali oppure sussidiando corsi intensivi all’estero durante le vacanze dello studente.

Nel chiedere questo non si dimenticava la lingua inglese, veicolo di relazioni divenuto ormai universale, ma, nel frattempo – e non può che dispiacerci – dobbiamo costatare che si è già andati nella direzione opposta, riducendo la dotazione oraria di questa materia di mezz’ora alla settimana nel terzo anno di scuola media, a favore del ripristino dell’intera ora di classe settimanale (precedentemente ridotta della metà).

Le conoscenze linguistiche rappresentano già oggi il miglior atout dei giovani ticinesi nel nostro paese. Tuttavia questa caratteristica è applicabile principalmente agli studenti che giocoforza, ma con tutti i vantaggi del caso, si trasferiscono Oltralpe per proseguire gli studi universitari. Quello che ci preme oggi è evidenziare come in realtà anche i giovani già attivi professionalmente necessiterebbero maggiori competenze linguistiche. Si può sempre e sicuramente fare di più per le lingue e, quel che si fa, farlo meglio.

Il cambiamento che Alptransit porterà con sé deve costituire un’opportunità anche per questi giovani. Sebbene già oggi conoscere il tedesco o alternativamente il francese (lingua a noi più affine e che presenta minori difficoltà di apprendimento), sia di fondamentale importanza per vivere e lavorare in Svizzera, è opportuno ricordare che ci troveremo a un’ora e mezza dalla principale piazza finanziaria elvetica.

Proprio recentemente anche la Sessione federale dei Giovani ha approvato con una maggioranza schiacciante una proposta a favore del plurilinguismo proveniente da un gruppo ticinese, la quale tra le altre cose chiedeva che: a) Le scuole post-obbligatorie dovrebbero fornire la possibilità di scegliere un curriculum di studio con maturità bilingue. b) Nella scuola dell’obbligo alcune materie, come ad esempio l’educazione fisica o le arti, saranno insegnate in un’altra lingua nazionale scelta dal Cantone. c) Nelle scuole post-obbligatorie, dovrebbe essere garantita e promossa la possibilità di svolgere una parte della formazione in una diversa regione linguistica svizzera.

Non capiamo come l’onorevole Crivelli Barella e i suoi colleghi Cavalli, Lepori e Malacrida, firmatari del rapporto di minoranza, abbiano potuto affermare che “è dalla conoscenza dell’italiano e da buone competenze nel saper leggere la realtà (…) e nel sapersi destreggiare in situazioni differenti dal nostro piccolo mondo che i giovani potranno cavarsela”, affermazione che sembra far a pugni con la realtà quotidiana della concorrenza frontaliera… Come si può immaginare che un giovane possa far fronte alle sfide della nostra società globalizzata con la sola conoscenza della lingua italiana?

Forse hanno ragione anche loro quando affermano che “bisognerebbe puntare su materie quali la storia e la civica”. Effettivamente la civica ora come ora è scarsamente considerata e GLRT si è sempre battuta per una sua rivalutazione, ma almeno avrebbero capito che il plurilinguismo è una delle ricchezze più grandi per la nostra nazione. Non sono parole che abbiamo buttato al vento, bensì il frutto dell’esperienza dell’anno presidenziale al Consiglio degli Stati di Filippo Lombardi.

Senza pretendere di rivoluzionare l’insegnamento nei differenti ordini di scuole, riteniamo si possano valutare, specialmente nell’ambito dell’insegnamento professionale, modalità di insegnamento più intensive così come l’insegnamento di alcune materie, già a partire dalla scuola dell’obbligo, in un’altra lingua nazionale.

Auspichiamo inoltre che siano incentivate quanto prima la pratica degli “stage” in altri Cantoni e gli altri tipi di scambi linguistici.

Invitiamo quindi il Consiglio di Stato a elaborare in tempi brevi un progetto in tal senso, nella speranza di vedere degli effettivi miglioramenti almeno per l’apertura della galleria di base del Ceneri.