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I verdi, le FFS, e il risanamento del San Gottardo

Ho appreso con molto interesse delle domande poste settimana scorsa da Franco Denti al Consiglio di Stato, relative alla sua preoccupazione circa i numerosi ritardi sulla linea ferroviaria svizzera. In particolar modo il collega nel suo atto parlamentare denuncia ritardi inammissibili sulla tratta ferroviaria del San Gottardo. Molto interessante. Sì, perché anche io sono d’accordo, e almeno non sono solo i Giovani Liberali Radicali a lamentarsene. I disagi ferroviari erano infatti stati al centro di un’interrogazione presentata anche dal sottoscritto prima di Natale. Già, perché i treni subiscono sempre più importanti ritardi, e a volte delle panne di natura tecnica, che ne interrompono la circolazione.

Questa premessa, condivisa dal deputato dei Verdi, dovrebbe quindi farci riflettere in vista del voto sul risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Gli oppositori al risanamento propongono appunto, quale alternativa al secondo tubo senza aumento di capacità, la cosiddetta autostrada viaggiante. In base a tale sistema tutto il traffico merci e passeggeri (in media 17’000 veicoli al giorno) dovrebbe essere caricato sul treno durante i tre anni del risanamento della galleria esistente. Oltre a non disporre della capacità necessaria per assorbire le richieste di trasporto, l’autostrada viaggiante, nella versione immaginata in caso di rifiuto del tunnel risanamento, necessiterebbe di enormi stazioni di trasbordo con superfici complessive di circa 150’000 metri quadrati (pari a 22 campi da calcio). Alla fine del risanamento queste strutture verrebbero smantellate senza lasciare alcun valore aggiunto. Soldi davvero sprecati quindi. Ogni 30/40 anni l’esercizio verrebbe ripetuto, in occasione dei futuri e inevitabili risanamenti.

Detto in altre parole, la proposta degli oppositori al risanamento, consiste nel far dipendere il Ticino per oltre tre anni dalla sola ferrovia. Quella stessa ferrovia di cui però ci si lamenta per i ritardi e le panne di natura tecnica. Ma se la struttura ferroviaria, come dimostrato nei fatti e come descritto nell’atto parlamentare di Denti, non garantisce un trasporto affidabile, perché confidarle quindi l’esclusiva del nostro collegamento con il resto della Svizzera? Mi sembra un po’ pericoloso…

Anche per questo motivo votiamo sì il prossimo 28 febbraio alla galleria di risanamento. Non possiamo infatti dipendere da esperimenti ferroviari che nemmeno le FFS, cognite in materia, vogliono realizzare. Pena la trasformazione del Ticino in un enorme vicolo cieco.