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Civica: firmare e far firmare, lotta senza quartiere all’astensionismo

I Giovani liberali radicali ticinesi sostengono l’iniziativa sulla civica “Educhiamo i giovani alla cittadinanza”, che sembra andare verso un meritato successo.

Ci sarebbe piaciuto esser stati coinvolti in questa iniziativa – forse si è pensato che non avessimo più nulla da dire – ma con molto senso civico sappiamo guardare oltre nell’interesse delle future generazioni. Un’occasione persa visto il progetto “Forum Giovani” in corso con i principali movimenti politici giovanili ticinesi. GLRT sa e vuole guardare oltre gli steccati politici.

Già ad inizio millennio avevamo riscontrato una carenza di civica all’interno dell’orario scolastico, poi concretizzatasi in un’iniziativa popolare praticamente identica all’attuale e infine ritirata a seguito della controproposta del DECS (insegnamento della civica nelle ore di storia). Dieci anni più tardi ci rendiamo però conto che la decisione del dipartimento non ha portato i benefici auspicati, come indica il rapporto “Cittadini a scuola per esserlo nella società” pubblicato dalla SUPSI lo scorso anno.

Al campanello d’allarme costituito votazione dopo votazione dai dati riguardanti la partecipazione alle urne si è aggiunta nel frattempo la volontà degli stessi allievi di avere un’ora di civica autonoma (cfr. indagine SUPSI).

GLRT era pure stata pioniera nell’abbassamento a 18 anni dei diritti politici a livello cantonale (anche in questo caso, tramite un’iniziativa popolare), ma le attuali conoscenze di civica e cittadinanza tra i nostri giovani – a 18 come a 16 anni – purtroppo non consentono nemmeno di entrare nel merito di un ulteriore abbassamento.

Infatti, uno studente liceale può prendere la maturità conoscendo perfettamente il calcolo infinitesimale e la geometria euclidea, ma senza sapere chi sia e “che cosa faccia nella vita” chi poi firma il suo diploma.

Per ovviare a ciò non sarà però sufficiente rubare spazio alle ore di storia, e un ripensamento della griglia oraria si renderà necessario, ponendo l’attenzione sugli ultimi anni di scuola dell’obbligo, poiché tali fondamentali lacune sono da colmare sul nascere.

In conclusione, invitiamo tutti, in particolar modo i giovani maggiorenni consapevoli del problema, a sottoscrivere questa iniziativa affinché rappresenti davvero una svolta nell’insegnamento della civica.