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Ecoincentivi, stop ai sussidi a pioggia

Nella seduta di Gran Consiglio che si apre oggi vi è all’ordine del giorno il tema degli ecoincentivi. Parlare di politiche verdi, si sa, è sexy. Piace agli elettori. Però bisogna stare attenti: parliamo di un credito quadro di ben CHF 16 milioni per incentivare veicoli molto efficienti, cioè quelli con emissioni inferiori ai 95 gr CO2/km, con almeno 2 posti a sedere e con un prezzo di base inferiore a CHF 45’000.00 (di fatto si escludono le versioni ibride di marche premium molto apprezzate alle nostre latitudini). Non vediamo l’utilità di un altro sussidio a pioggia che andrà a vantaggio di chi non ne ha bisogno. Sui restanti obiettivi del messaggio siamo concordi: la mobilità aziendale e il car pooling vanno incentivati. Numerosi comuni, facendo capo alle proprie risorse, hanno già stanziato crediti straordinari in favore di tali misure.

Ma veniamo al nocciolo del problema. Il nostro cantone è noto per essere tra i più cari in materia di imposte di circolazione: in media paghiamo tra il 30% e 40% in più dei nostri vicini grigionesi. Attualmente è già in vigore un sistema bonus – malus che penalizza le auto meno ecologiche. Ricordo (menzionando un passaggio del messaggio parlamentare) che il limite di emissioni medio è fissato a 130 gr CO2/km anche se il Consiglio federale, sulla base dell’attuale legge sul CO2, deve proporre entro il 2015 nuovi limiti tenendo conto della legislazione europea, la quale ha già prescritto il limite di 95 gr CO2/km dal 2020. Pertanto, il mercato sta già provvedendo ad offrire gamme di veicoli sempre più efficienti e performanti, non solo nella fascia alta di prezzo, ma proprio nella fascia di mercato che si vuole ulteriormente incentivare. 15 anni fa Infovel era sicuramente pionieristico, ma oggi il suo ambito di competenze è surclassato dal privato: qualsiasi concessionaria offre una consulenza anche in materia di risparmio energetico, addirittura offrendo colonnine di ricarica da installare presso il proprio domicilio per la mobilità Plug-In!

Il messaggio parla di un aumento (per tutte le categorie) dal 1% al 5%: pertanto non si può escludere che in base al fabbisogno delle casse l’aumento medio sia portato dall’iniziale 2% al 5%. Non bisogna dimenticare che nel preventivo 2015 il Dipartimento delle Istituzioni ha pure studiato un aumento delle tasse di collaudo degli autoveicoli: ben CHF 700’000.00 in più di entrate, sempre a carico, guarda caso, degli automobilisti. Non da ultimo siamo scettici perché un auto ecologica che produce 90 gr di CO2 al Km (60% di sconto sulle targhe) percorrendo 15’000 Km all’anno produce 1’350’000 gr di CO2 mentre l’auto più potente (usata solo per i week-end perché in settimana si usa il mezzo pubblico per gli spostamenti lavorativi) che produce 201 gr di CO2 al Km guidata per 6’000 Km l’anno emetterà 1’200’000 gr di CO2. Peccato che il sistema degli incentivi penalizzi fortemente la seconda (con un malus del 30% + 2% sulle targhe 2015).

Una tassa base combinata al road pricing o un’ecotassa sarebbe la soluzione più equa per una regione di confine: più chilometri percorri più paghi, indistintamente se la tua targa è ticinese, grigionese o italiana o dal valore della tua vettura. Infatti il messaggio trascura totalmente il fatto che oltre 50’000 veicoli varcano quotidianamente il confine: malgrado siano immatricolati all’estero i costi sono generati altrove. La discussione è aperta, ma confidiamo che il messaggio non venga approvato dal Parlamento (almeno non in questa forma) per evitare che ancora una volta siano i cittadini ad essere chiamati alla cassa. I conti dello Stato imporrebbero un’ottimizzazione della spesa. Invece, un’altra volta ancora si preferisce la scelta più facile andando a prendere i soldi dalle tasche dei ticinesi, già costretti a numerosi sacrifici. In un momento come questo le tasse dovrebbero diminuire, non di certo aumentare!

 

Articolo apparso sul Corriere del Ticino.