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Nuova Bellinzona: in 17 è molto meglio!

Appello al Consiglio di Stato, al Gran Consiglio, ai municipali e ai consiglieri comunali del Bellinzonese, ai cittadini e ai politici di tutto il Ticino

I ricorsi annunciati da più parti per la nascita di un nuovo Comune a 13 quartieri, differente dal progetto a 17 sul quale i cittadini si sono espressi, rendono l’arrivo del nuovo Comune tutt’altro che scontato. Il rischio che il Tribunale Federale (cui spetta l’ultima parola) riconosca che il progetto a 13 si discosti troppo da quello in votazione a 17 è concreto. Molto meno a rischio, per non dire nullo, è la nascita sin da subito di un Comune a 17 esattamente come il progetto sottoposto in votazione consultiva.

La legge è chiara e la giurisprudenza pure. Il Bellinzonese ha accettato questa aggregazione con il 60% di cittadini favorevoli. I preavvisi non vincolanti (perché di questo si tratta) di alcuni comuni non sono indispensabili per la nascita di un nuovo Comune forte. Vi sono infatti ragioni e interessi superiori, di natura geografica, pianificatoria, territoriale e di sviluppo economico che sono ampiamente presenti per procedere così come progettato. Sono indubbiamente legittime le posizioni contrarie, bensì non sufficienti se contemperate agli interessi di sviluppo e crescita del nuovo Comune. Da subito occorre iniziare a costruirlo nella direzione giusta per raccogliere i frutti tra 10 o 20 anni. Più tardiamo a partire uniti e compatti e più costerà ai posteri. Non facciamo l’errore di lasciare fuori dei comuni come Arbedo-Castione e S. Antonino con Cadenazzo, il cui rispettivo apporto sarà in prospettiva molto importante per lo sviluppo ed il coordinamento delle zone industriali e dei poli di sviluppo del Canton Ticino. Questo è un obiettivo che rientra anche nella strategia di sviluppo economico cantonale e rappresenta delle significative nuove opportunità. A mio modo di vedere è evidente come il nuovo Comune, incaricato di costruire una nuova ed essenziale governance del territorio, non possa prescindere da queste aree, le quali sono funzionalmente già oggi integrate nel tessuto socio-economico del Bellinzonese. Chi vive ad Arbedo lavora a Bellinzona o nei comuni vicini, e viceversa.

Non permettiamo nella stessa ed identica regione dei giochi di moltiplicatore discordanti tra S. Antonino, Arbedo-Castione, Cadenazzo e Bellinzona. A 13 quartieri la nuova Bellinzona potrebbe partire, ma lo farebbe azzoppata di una parte del suo territorio. Non credo nella variante di aggiungere Ardedo-Castione o S. Antonino in una seconda fase. Non ripetiamo l’errore fatto a Mezzovico-Vira, che avrebbe dovuto fare parte del nuovo Comune di Monteceneri senza tante remore. In questo caso il Tribunale Federale ha deciso che si sarebbe dovuto rivotare solamente in quei comuni, perché il progetto originale era differente.

Si tratta di scegliere tra una via discreta a 13 comuni e una via ottima  e colorata di belle prospettive a 17. Per entrambe le varianti l’ultima “benedizione” spetterà ormai al Tribunale Federale. Tanto vale sin da subito calare il poker completo, senza consentire che delle censure sulle modifiche del progetto originale a 17 possano essere sollevate. Sono fiducioso nelle preziose risorse finanziarie, umane e territoriali che ciascun ente locale saprà portare.

È vero: si tratta della prima aggregazione coatta di questa portata. Tuttavia è anche la prima ad avere una chiara valenza regionale e cantonale, ed è anzitutto nell’interesse di uno sviluppo socio-economico equilibrato del Bellinzonese.

Quali deputati in Gran Consiglio abbiamo il dovere di tenere in considerazione oltre all’interesse del Bellinzonese quello dell’intero Cantone, con i suoi equilibri che da anni sono sensibilmente sbilanciati.

Invito pertanto il Consiglio di Stato e tutti i deputati in Gran Consiglio chiamati a decidere nei prossimi mesi a sostenere questa coraggiosa via a 17, così come invito  pure tutti i consiglieri comunali, municipali e cittadini di questo cantone a sostenere attivamente questo passo. Dobbiamo chiederci „cosa è meglio per il futuro?“, e se la politica vuole lasciare qualcosa alle future generazioni e non limitarsi ad amministrare il presente, opterà per la scelta più lungimirante.

Per questo motivo la cosa giusta da fare, per me, oggi, è battermi fino in fondo affinché questa aggregazione vada in porto nella sua forma più bella, completa e originale a 17 Comuni/Quartieri. Iniziamo a lavorarci da subito tutti assieme per costruire il consenso necessario. Sottoscrivete in ogni modo ed in ogni forma questo appello. Più saremo e più avremo chances che si vada in questa direzione e non in un’altra! Lo dobbiamo alle future generazioni. Grazie di cuore.